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Il decreto “Cura Italia”, novità economiche per sostenere imprese e famiglie durante l’emergenza Coronavirus

Dopo l’autorizzazione al superamento delle soglie di sovra indebitamento, il Governo ha dato forma e sostanza al provvedimento tanto atteso che prevede diverse misure a sostegno del sistema sanitario nonché di imprese, professionisti e famiglie.

In un periodo di piena emergenza da COVID-19, l’economia italiana risente dello stop di numerosi settori e con essa anche la sofferenza di tantissime categorie di lavoratori ed industrie. L’Italia attualmente è divisa in due: da un lato, gli operatori del servizio sanitario nazionale e coloro che operano nella filiera dei servizi essenziali che stanno vivendo il periodo di quarantena senza potersi fermare né munire di strumenti di smart-working o lavoro agile, dall’altro coloro che, obbligati allo stop, temono il ripercuotersi di queste misure sulle proprie fonti di guadagno.

Accanto a queste due categorie di lavoratori ci sono le loro famiglie, ed in particolare chi ha figli piccoli e/o disabili da assistere e vive quotidianamente la difficoltà nella gestione di questi nuovi ed anomali ritmi di vita.

La risposta del Governo si è tradotta nel Decreto Legge cd. Cura Italia che contempla misure per il mese corrente e potenzialmente estendibili anche al mese di aprile, in rapporto alle stime di durata del periodo di emergenza.

Sostegni economici per piccole e medie imprese, lavoratori autonomi e dipendenti

Diverse sono le tipologie di sostegno economico messe a punto per supportare le PMI, in misura differente ed appropriata alle singole esigenze di settore.

  • Per le imprese che normalmente non potrebbero usufruire della cassa integrazione, è prevista una Cassa Integrazione in deroga nella misura dell’80% della retribuzione per le ore non lavorate, allo stesso modo le imprese con più di 5 dipendenti, escluse da CIGO e non iscritte ad un fondo di solidarietà bilaterale, hanno accesso al FIS (Fondo di Integrazione Salariale);
  • Anche le imprese che si occupano di produzione industriale hanno diritto ad usufruire della CIGO per i propri dipendenti, sempre nel limite dell’80% della retribuzione globale per le ore non lavorate;
  • Le Imprese artigiane, senza limiti dimensionali, potranno usufruire per i propri dipendenti dell’assegno ordinario del Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (FSBA) nel limite dell’80% della retribuzione per le ore non lavorate, percepibile attraverso assegno ordinario con causale “COVID-19 – CORONAVIRUS”.

Il supporto economico a favore delle imprese viene erogato anche in rapporto alla liquidità mediante l’intervento di Cassa depositi e prestiti S.p.A., autorizzata a concedere liquidità, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, tramite banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito.

Per i lavoratori autonomi qualificati come collaboratori coordinati e continuativi, agenti commerciali, lavoratori autonomi ex art. 2222 c.c., professionisti iscritti alla gestione separata INPS, titolari di attività d’impresa con P. IVA, iscritti alla gestione separata commercianti o artigiani dell’INPS. è stanziata un’indennità mensile ammontante ad € 600,00 una tantum.

Chi esercita attività commerciale e nell’espletamento della stessa sostiene il costo di un canone di locazione viene incentivato con credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone relativo al mese di marzo 2020, afferente ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che invece hanno continuato a prestare la propria attività lavorativa nella sede di lavoro, durante il periodo di emergenza sanitaria, hanno diritto ad un premio retributivo di € 100,00 in busta paga, nei limiti di un reddito di complessivo di importo non superiore a € 40.000.

Sostegni alle famiglie

Come anticipato, le ripercussioni delle difficoltà in ambito lavorativo si avvertono anche in rapporto agli obblighi di cura ed assistenza familiare, problema già avvertito all’indomani della chiusura delle scuole.

È per questo che vengono previsti congedi parentali, a partire dal 5 marzo 2020, sia per un periodo frazionato che continuato ma comunque non superiore a 15 giorni, per i lavoratori dipendenti privati che hanno figli di età non superiore a 12 anni. In rapporto a tale congedo spetta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione. Il totale complessivo dei 15 giorni viene computato con riconoscimento alternativo ad entrambi i genitori dei minori.

In alternativa al congedo, è possibile fruire del bonus baby-sitter ovvero un bonus preposto all’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di € 600,00 da utilizzare qualora ci si serva di un aiuto nella gestione dei bambini mentre si è a lavoro.

Anche chi usufruisce dei permessi ex L. 104/92, per assistere familiari disabili, vede gli stessi ampliarsi con ulteriori 12 giorni per ciascuno dei mesi di marzo ed aprile 2020.

Queste le linee essenziali del contenuto del D.L. Cura Italia che ha l’obiettivo di sostenere concretamente le diverse categorie sociali che, in un tale momento di emergenza sanitaria, stanno affrontando le svariate difficoltà economiche che stanno mettendo a dura prova la stabilità finanziaria del nostro Paese.

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