Separazione e divorzio: le tre strade, i tempi e cosa fare prima di decidere

Famiglia · Separazione e divorzio

Separazione e divorzio: le tre strade, i tempi e cosa fare prima di decidere

RFAvv. Renato Giuseppe Fiorentino·Pubblicato il 4 ottobre 2026·Aggiornato il 4 ottobre 2026·Lettura 9 min

In 30 secondi

Per separarsi o divorziare ci sono tre strade: tribunale, negoziazione assistita (con avvocati, senza giudice) e accordo davanti al sindaco (solo senza figli minori o non autosufficienti e senza patti patrimoniali). Il divorzio si può chiedere dopo 6 mesi dalla separazione se consensuale, 12 mesi se giudiziale. Casa, figli, mantenimento e immobili vanno regolati con cura.

Separazione e divorzio sono due momenti distinti: la separazione allenta il vincolo, il divorzio scioglie il matrimonio. In mezzo ci sono scelte che pesano sulla vita di tutti: i figli, la casa, il mantenimento. Questa guida spiega le strade possibili, i tempi e le domande da porsi prima di firmare un accordo. Per i colleghi c’è un approfondimento tecnico dopo la riforma Cartabia.

Dalla pratica dello studio

Il primo incontro serve quasi sempre a mettere ordine: elenco di redditi, beni, spese dei figli, mutui. Spesso l’accordo è più vicino di quanto le parti pensino, ma si blocca su un punto concreto (la casa, un mutuo comune): conviene affrontarlo per primo.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

L. 898/1970 (divorzio)L. 55/2015 (divorzio breve)D.L. 132/2014, artt. 6 e 12D.Lgs. 149/2022 (riforma Cartabia)art. 473-bis c.p.c. ss.

Separazione e divorzio: che differenza c’è

Con la separazione i coniugi restano sposati ma cessano gli obblighi di convivenza e di fedeltà e si regolano i rapporti economici e quelli con i figli. Con il divorzio il matrimonio finisce: cessa la qualità di coniuge, con effetti sul cognome, sulla successione e sulla pensione di reversibilità. Il divorzio richiede che sia trascorso il tempo di separazione previsto dalla legge.

Si può essere separati senza divorziare per anni. Chi vuole risposarsi, o vuole definire la propria posizione patrimoniale, passa dal divorzio.

Le tre strade

StradaPer chiCosa serve
Tribunale (ricorso congiunto o giudiziale)Tutti i casi; obbligatoria se manca l’accordoRicorso al tribunale; il giudice decide o prende atto dell’accordo
Negoziazione assistitaConiugi d’accordo, anche con figliUn avvocato per parte; nulla osta o autorizzazione della Procura
Davanti al sindaco (art. 12 D.L. 132/2014)Coniugi d’accordo, senza figli minori (o incapaci, gravemente disabili, non autosufficienti) e senza patti di trasferimento patrimonialeDichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile, con conferma dopo trenta giorni; l’avvocato è facoltativo
Una scelta da fare con calma: la strada più veloce non è sempre la migliore. L’accordo davanti al sindaco, per esempio, non consente di regolare trasferimenti di beni e non è adatto se ci sono figli.

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I tempi per il divorzio

Secondo la legge sul divorzio, come modificata dalla L. 55/2015, il divorzio si può chiedere dopo sei mesi dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella separazione consensuale, e dopo dodici mesi se la separazione è stata giudiziale. Nel caso della negoziazione assistita il calcolo ha regole proprie: va fatto sull’accordo concreto.

Dopo la riforma del processo civile le cause di famiglia seguono un rito unificato (artt. 473-bis e seguenti del codice di procedura civile) e si possono proporre in un unico ricorso la domanda di separazione e quella di divorzio, con le condizioni previste dalla legge.

I figli

  • Affidamento: la regola è l’affidamento condiviso, con tempi di frequentazione con entrambi i genitori.
  • Mantenimento: ciascun genitore contribuisce in proporzione al reddito e alle esigenze del figlio; l’assegno può essere stabilito anche per i figli maggiorenni non ancora autosufficienti.
  • Casa familiare: il giudice può assegnarla al genitore con cui i figli vivono; l’assegnazione incide sul valore dell’immobile e va tenuta presente in ogni accordo.
  • Controlli: con figli minori l’accordo deve rispondere al loro interesse e lo controlla il giudice o la Procura.

Assegno di mantenimento e assegno divorzile

Nella separazione può essere dovuto l’assegno di mantenimento al coniuge che non ha mezzi adeguati e a cui non è addebitabile la separazione. Dopo il divorzio può spettare l’assegno divorzile, che ha una funzione assistenziale, compensativa e perequativa secondo l’orientamento della Corte di cassazione a Sezioni Unite. L’importo dipende dalla situazione economica, dalla durata del matrimonio e dal contributo dato alla vita familiare. Non esistono tabelle automatiche: serve una valutazione del caso.

La casa e gli immobili

Le coppie spesso hanno una casa in comproprietà, magari con un mutuo. L’accordo può prevedere la vendita, il trasferimento a uno dei due o l’assegnazione. Quando si trasferisce un immobile ci sono forma e imposte da rispettare, e non bastano le intese a voce o una scrittura privata: ne parliamo nella guida sui trasferimenti di immobili.

Il mutuo: l’accordo tra coniugi non vincola la banca. Chi ha firmato il mutuo resta obbligato verso l’istituto, anche se la casa va all’altro coniuge, salvo il consenso della banca.

Quando conviene l’avvocato

Nel ricorso in tribunale l’avvocato è necessario. Nella negoziazione assistita è obbligatorio, uno per parte. Nell’accordo davanti al sindaco è facoltativo, ma un parere preventivo evita errori. Le conseguenze di una firma frettolosa, in particolare su figli e immobili, sono difficili da correggere dopo.

Domande frequenti

Posso divorziare senza prima separarmi?

No. La legge richiede che sia trascorso il tempo di separazione previsto, salvo i casi stabiliti dalla legge.

Devo avere un avvocato per separarmi?

Davanti al tribunale e nella negoziazione assistita sì. Davanti al sindaco l’assistenza è facoltativa, ma l’accordo è possibile solo in casi limitati.

Quanto dura il tutto?

Dipende dalla strada scelta e dall’ufficio. Per il divorzio la legge fissa un tempo minimo di sei mesi dopo una separazione consensuale e dodici dopo una giudiziale.

L’assegno si può rivedere dopo?

Sì: le condizioni di separazione e di divorzio possono essere modificate se cambiano le circostanze, in tribunale o, ricorrendone i presupposti, con la negoziazione assistita.

Cosa succede alla casa in cui viviamo?

Dipende dalla proprietà, dalla presenza di figli e dal mutuo. Va regolata nell’accordo o dal giudice; il trasferimento richiede una forma specifica.

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Contenuto informativo aggiornato il 4 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.

Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.

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