- A Roma si affitta quasi sempre con un contratto scritto.
- Il contratto va registrato: chiedi la ricevuta.
- Una clausola che ti vieta la residenza anagrafica non è accettabile: fatti consigliare prima di firmare.
I contratti più usati
Per abitare a Roma si usano di solito contratti di lunga durata, anche a canone concordato, cioè con un affitto fissato secondo accordi tra proprietari e inquilini. Esistono anche contratti brevi, per esigenze precise come un lavoro a termine, e regole particolari per gli studenti. Durata, rinnovo e disdetta cambiano da un tipo all’altro. Controlla sul sito di Roma Capitale gli accordi in vigore per la zona che ti interessa.
La registrazione
Il contratto di affitto deve essere registrato. Di regola se ne occupa il proprietario, ma è meglio che tu chieda sempre la copia della ricevuta. Un contratto non registrato ti lascia senza una prova sicura del tuo diritto di restare nella casa. Termini e modalità sono sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Deposito e canone
Il deposito cauzionale ha un limite massimo e va restituito alla fine, se la casa è in ordine e le spese sono pagate. Paga l’affitto con mezzi tracciabili, come il bonifico, e conserva le ricevute. Non accettare accordi per pagare di più di quanto scritto nel contratto.
Residenza anagrafica
Se vuoi la residenza a Roma, non firmare clausole che la escludono. La pratica si presenta all’anagrafe di Roma Capitale. Per chi viene da fuori dell’Unione europea contano anche il permesso di soggiorno e le regole sull’immigrazione: per questo chiedi alla Questura. Lo studio non si occupa di queste pratiche.
Cosa controllare prima di firmare
Il proprietario può scegliere un regime fiscale agevolato per l’affitto. Se la scelta c’è, deve risultare dal contratto. Per i dettagli rivolgiti all’Agenzia delle Entrate. Controlla anche l’attestato di prestazione energetica, lo stato degli impianti e quali spese di condominio sono a tuo carico.
Caso tipico
Un problema che capita spesso. Persone, nomi e luoghi sono inventati: non è un caso reale dello studio.
Una persona arrivata a Roma per un anno di lavoro firma un contratto in inglese trovato su internet. Dopo tre mesi il proprietario dice che la residenza non è consentita e chiede parte dell’affitto in contanti. Il contratto non risulta registrato.
Domande frequenti
Posso firmare in inglese?
Il contratto può essere bilingue, ma in Italia conta il testo italiano. Fatti dare una traduzione prima di firmare.
Chi registra il contratto?
Di regola il proprietario. Controlla tu la ricevuta.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza in tutta Italia. Il primo incontro è in italiano.
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Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Per i dettagli aggiornati consulta i siti ufficiali indicati nel testo. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.