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L’Agenzia delle entrate manda uno schema di atto all’impresa: come si usa il contraddittorio preventivo?

Caso frequente: una srl riceve lo schema di un avviso di accertamento. Cos’è il contraddittorio preventivo introdotto nel 2024 e come prepararlo.

Imprese · Caso frequente

L’Agenzia delle entrate manda uno schema di atto all’impresa: come si usa il contraddittorio preventivo?

RFAvv. Renato Giuseppe Fiorentino·Pubblicato il [data di pubblicazione]·Aggiornato il [data di pubblicazione]·Lettura 3 min

Caso frequente · Un problema che capita spesso

Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali: la situazione serve solo a spiegare un problema che si presenta spesso a chi chiede una consulenza. Non è un caso seguito dallo Studio e non descrive esiti. Ogni situazione reale va valutata sui suoi documenti.

Dal 2024 lo Statuto del contribuente prevede un contraddittorio preventivo prima di molti atti impugnabili: l’ufficio comunica uno schema di atto e l’impresa può presentare osservazioni e documenti prima che l’avviso venga emesso. È il momento in cui la difesa costa meno e incide di più.

In 30 secondi

Art. 6-bis dello Statuto del contribuente, introdotto dal d.lgs. 219/2023: contraddittorio prima dell’atto. Un decreto del MEF del 24 aprile 2024 elenca gli atti esclusi. Le osservazioni vanno depositate nel termine indicato nello schema, con documenti ordinati.

Dalla pratica dello studio

Quando un’impresa riceve uno schema di atto lavoriamo insieme al commercialista: lui ricostruisce i numeri, noi impostiamo le questioni giuridiche e la prova, pensando già all’eventuale giudizio.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

art. 6-bis L. 212/2000d.lgs. 219/2023D.M. 24 aprile 2024

Il caso frequente

Questo è un caso frequente. Una srl che commercia materiali edili riceve dall’Agenzia delle entrate uno schema di avviso di accertamento: l’ufficio ritiene non deducibili alcuni costi di consulenza e chiede maggiori imposte. L’amministratore pensava di aspettare l’avviso vero e proprio per rivolgersi a un avvocato.

Che cos’è il contraddittorio preventivo?

Il d.lgs. 219/2023 ha inserito nello Statuto del contribuente l’art. 6-bis: prima di adottare molti atti impugnabili, l’amministrazione deve consentire al contribuente di far valere le proprie ragioni. In pratica l’ufficio comunica lo schema dell’atto che intende emettere e assegna un termine per le osservazioni.

Vale per tutti gli atti?

No. Un decreto del Ministero dell’economia del 24 aprile 2024 individua gli atti per i quali il contraddittorio non è dovuto, come quelli che nascono da controlli automatizzati. Per capire se lo schema ricevuto rientra nella regola bisogna guardare il tipo di controllo.

Hai ricevuto un atto simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione, anche a distanza.

Richiedi una consulenza

Cosa scrivere nelle osservazioni?

Fatti e documenti: contratti, fatture, prova dell’inerenza dei costi, corrispondenza.
Questioni giuridiche: errori di qualificazione, termini scaduti, presupposti mancanti.
Proposte: valutare se chiedere l’accertamento con adesione per definire con l’ufficio.

E se l’ufficio non tiene conto delle osservazioni?

L’avviso dovrà dare conto delle osservazioni ricevute. Se arriva comunque, si potrà impugnare davanti alla Corte di giustizia tributaria, facendo valere anche i vizi del contraddittorio. Ciò che si è scritto e prodotto nella fase preventiva diventa la base del ricorso.

Come muoversi

In consulenza (prima del giudice)

  • Annotare subito la scadenza indicata nello schema.
  • Raccogliere i documenti con il commercialista.
  • Depositare osservazioni complete e ordinate; valutare l’adesione.

In giudizio

  • Ricorso contro l’avviso, se emesso, entro il termine indicato nell’atto.
  • Far valere l’eventuale mancato o insufficiente contraddittorio.

Domande frequenti

DCos’è lo schema di atto dell’Agenzia delle entrate?

RÈ la bozza dell’atto che l’ufficio intende emettere, comunicata prima per consentire al contribuente di presentare osservazioni, secondo l’art. 6-bis dello Statuto del contribuente.

DIl contraddittorio preventivo vale per tutti gli atti?

RNo: un decreto del MEF del 24 aprile 2024 individua gli atti esclusi, tra cui quelli che nascono da controlli automatizzati.

DConviene rispondere allo schema di atto?

RSì: è il momento in cui si possono chiarire i fatti con l’ufficio prima del giudizio, e ciò che si produce diventa la base dell’eventuale ricorso.

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In sintesi

Lo schema di atto non va ignorato: il contraddittorio preventivo è l’occasione per chiarire i fatti prima dell’avviso. Osservazioni complete e documentate servono sia a evitare l’atto sia a preparare il ricorso.

Hai una questione simile?

Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto, e i termini per contestare un atto sono brevi. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.

Contenuto informativo aggiornato il [data di pubblicazione]. Non costituisce parere legale.

Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.

La strada che di solito conviene

Le strade possibili

  • Rispondere allo schema di atto con osservazioni e documenti, nel termine indicato.
  • Valutare l’accertamento con adesione per definire con l’ufficio.
  • Ricorso alla Corte di giustizia tributaria contro l’avviso, se viene emesso, facendo valere anche i vizi del contraddittorio.

Quale conviene di solito e perché

Di solito conviene rispondere subito allo schema di atto, perché è il momento in cui si possono chiarire i fatti con l’ufficio prima del giudizio. Quello che scrivi e produci in questa fase diventa la base dell’eventuale ricorso. Prima verifica però se lo schema rientra davvero nella regola: alcuni atti sono esclusi dal contraddittorio.

Cosa fare subito

  • Annota la scadenza indicata nello schema.
  • Raccogli contratti, fatture e prova dell’inerenza dei costi, insieme al commercialista.
  • Deposita osservazioni complete e ordinate, e valuta l’adesione.

Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.

Come può seguirti l’avv. Fiorentino

  • Non aspettare l’avviso vero e proprio: la difesa costa meno e incide di più quando l’atto non è ancora stato emesso.
  • Nelle osservazioni separa fatti e documenti dalle questioni giuridiche, come errori di qualificazione, termini scaduti, presupposti mancanti.
  • Verifica sulle fonti ufficiali se l’atto ricevuto rientra tra quelli esclusi dal decreto del MEF del 24 aprile 2024.

Lo studio ti segue anche a distanza: documenti online, preventivo scritto prima dell’incarico, primo incontro in italiano, sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.

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