Il patto di famiglia è il contratto con cui l’imprenditore trasferisce, in vita, l’azienda o le proprie partecipazioni societarie a uno o più discendenti, liquidando contestualmente gli altri legittimari. È disciplinato dagli artt. 768-bis e seguenti del codice civile e serve a evitare che, dopo la morte, l’impresa resti bloccata in una comunione ereditaria o sia rimessa in discussione con azioni di collazione e riduzione.
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Il patto di famiglia permette di trasferire l’impresa ai figli in vita, liquidando gli altri legittimari e mettendo il passaggio al riparo da future contestazioni. Il trasferimento dell’azienda o delle quote può essere esente da imposta, mentre le liquidazioni sono tassate come donazioni dal genitore. Ogni situazione va valutata sui documenti e sui numeri dell’impresa.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Chi deve partecipare al patto?
Il patto richiede l’atto pubblico a pena di nullità (art. 768-ter c.c.). Devono partecipare, oltre all’imprenditore e ai figli assegnatari, il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se in quel momento si aprisse la successione. La partecipazione di tutti è ciò che rende il patto stabile: ciò che viene attribuito con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione (art. 768-quater c.c.).
Come vengono tutelati gli altri figli
Gli assegnatari devono liquidare gli altri partecipanti con una somma pari al valore delle rispettive quote di legittima, salvo che questi vi rinuncino in tutto o in parte. La liquidazione può avvenire anche in natura. Chi non ha partecipato al patto (ad esempio un figlio nato dopo o il nuovo coniuge) può chiedere, alla morte dell’imprenditore, il pagamento della propria quota, aumentata degli interessi legali (art. 768-sexies c.c.).
Il patto può essere sciolto o modificato dalle stesse persone che lo hanno concluso, con un nuovo contratto oppure con il recesso, se previsto nell’atto (art. 768-septies c.c.). Le controversie vanno prima sottoposte agli organismi di conciliazione (art. 768-octies c.c.).
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Richiedi una consulenzaQuali sono le regole fiscali?
Il trasferimento dell’azienda o delle partecipazioni ai discendenti e al coniuge è esente dall’imposta di successione e donazione, a determinate condizioni. Il d.lgs. 139/2024 ha riscritto la norma distinguendo tre ipotesi:
azienda o ramo d'azienda
azioni o quote di società di capitali
quote di società di persone
L’esenzione è stata estesa anche alle partecipazioni in società residenti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. La materia è stata inoltre riordinata nel nuovo Testo unico dei tributi indiretti (d.lgs. 123/2025), la cui applicazione è stata rinviata al 1° gennaio 2027 dal d.l. n. 200/2025.
E le somme versate ai fratelli?
L’esenzione riguarda solo il trasferimento dell’azienda o delle quote, non la liquidazione pagata agli altri legittimari. Secondo l’orientamento ormai consolidato della Cassazione (da ultimo ord. n. 19627/2024), la liquidazione va tassata come se provenisse dall’imprenditore: si applicano quindi l’aliquota e la franchigia previste per il rapporto tra genitore e figlio (4% oltre un milione di euro per ciascun beneficiario). L’Agenzia delle Entrate si è allineata con la risoluzione n. 12/E del 14 febbraio 2025.
Quando conviene valutarlo
Il patto è utile quando c’è un’impresa da trasmettere e un figlio destinato a guidarla. Richiede una stima attendibile del valore dell’azienda, base delle liquidazioni.
Domande frequenti
DChi deve partecipare al patto?
RIl patto richiede l'atto pubblico a pena di nullità (art. 768-ter c.c.). Devono partecipare, oltre all'imprenditore e ai figli assegnatari, il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se in quel momento si aprisse la successione.
DQuali sono le regole fiscali?
RIl trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni ai discendenti e al coniuge è esente dall'imposta di successione e donazione, a determinate condizioni. Il d.lgs. 139/2024 ha riscritto la norma distinguendo tre ipotesi: azienda o ramo d'azienda: l'esenzione richiede la prosecuzione dell'attività d'impresa per almeno cinque anni; azioni o quote di società di capitali: occorre acquisire o integrare il controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c. e mantenerlo per cinque anni; quote di società di persone: è sufficiente mantenerne la titolarità per cinque anni.
DE le somme versate ai fratelli?
RL'esenzione riguarda solo il trasferimento dell'azienda o delle quote, non la liquidazione pagata agli altri legittimari.
Guide collegate
Divisione ereditaria: la guida completa →Tutte le guide: Successioni e donazioni →
In sintesi
Il patto di famiglia permette di trasferire l’impresa ai figli in vita, liquidando gli altri legittimari e mettendo il passaggio al riparo da future contestazioni. Il trasferimento dell’azienda o delle quote può essere esente da imposta, mentre le liquidazioni sono tassate come donazioni dal genitore. Ogni situazione va valutata sui documenti e sui numeri dell’impresa.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Forio d’Ischia.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 12/E del 14 febbraio 2025
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione di successione
- Agenzia delle Entrate – Successioni: normativa e prassi
- Ministero della Giustizia – Mediazione civile
- Normattiva – il portale della legge vigente
- Corte Suprema di Cassazione
- Gazzetta Ufficiale
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.