Avv. Renato Giuseppe Fiorentino · Foro di Napoli · ricerca aggiornata al 4 ottobre 2026 · lettura 9 minuti
In 30 secondi
- Una perdita sugli investimenti non basta, da sola, per chiedere un risarcimento: conta come il prodotto è stato proposto e che cosa è stato detto o non detto al cliente.
- Le contestazioni più frequenti riguardano dieci situazioni: consulenza non adeguata, questionario di profilo, titoli complessi, azioni della banca, ordini online, costi, polizze, contratto quadro, derivati e truffe.
- Nel 2025 l’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob ha ricevuto 760 ricorsi: tra le 522 decisioni assunte, il 42,7% è stato accolto e il 57,3% respinto. Ogni caso va guardato sui suoi documenti.
- Prima di tutto servono i documenti: contratto, questionario, ordini, estratti conto e comunicazioni. Più tempo passa, più è difficile ricostruire i fatti.
Indice
- Consulenza non adeguata al profilo
- Questionario di profilo compilato male
- Obbligazioni subordinate e titoli complessi
- Azioni della banca difficili da vendere
- Ordini online e piattaforme di trading
- Costi e commissioni non spiegati
- Polizze vita usate come investimento
- Contratto quadro senza forma scritta
- Derivati e swap venduti a imprese e famiglie
- Consulente infedele, piattaforme abusive e cripto-attività
- Come ci si muove: dal reclamo alla causa
- Cosa dice la giurisprudenza
- Domande frequenti
Chi ha perso soldi in un investimento proposto da una banca o da un intermediario si chiede quasi sempre la stessa cosa: «È colpa mia o di chi me l’ha venduto?». Il rischio di perdita esiste in ogni investimento e non è, di per sé, un illecito. Diventa una questione legale quando chi vende non ha rispettato i doveri di informazione, di correttezza e di adeguatezza che la legge gli impone, in particolare quelli del Testo unico della finanza e della disciplina europea MiFID. Questa guida mette in ordine le dieci situazioni più frequenti, a partire dai dati ufficiali dell’ACF, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie istituito presso la Consob, e dai problemi che ricorrono nelle richieste dei risparmiatori.
Un problema che capita spesso. Una persona di sessant’anni, con i risparmi di una vita sul conto, si sente proporre in filiale un titolo «sicuro e con una buona cedola». Firma dei moduli generici e solo anni dopo scopre che il titolo era complesso e quasi impossibile da rivendere.
1. Consulenza non adeguata al profilo
È la situazione più frequente: nei dati ACF del 2025 la consulenza in materia di investimenti è il servizio più presente, con il 36,7% delle controversie. Quando la banca consiglia un prodotto, deve prima capire chi ha davanti (esperienza, obiettivi, capacità di sopportare perdite) e poi consigliare solo ciò che è adeguato. Si guarda se il prodotto era troppo rischioso, troppo concentrato in un solo emittente o poco liquido rispetto alle esigenze dichiarate.
Che cosa controllare: il questionario, la scheda di adeguatezza, le raccomandazioni scritte, le email e i messaggi con il consulente.
2. Questionario di profilo compilato male
Capita che il questionario sia compilato dall’impiegato, con risposte non vere («esperienza alta», «conosco i derivati») o con una classificazione come cliente professionale mai spiegata. Un profilo falsato rende inattendibile ogni giudizio di adeguatezza che ne deriva. Nelle decisioni dell’ACF compaiono anche i casi della classificazione del cliente come professionale e dei profili di coppia compilati su un solo dossier.
Che cosa controllare: chi ha scritto le risposte, la data, la coerenza con la vita reale del cliente (professione, patrimonio, operatività precedente).
3. Obbligazioni subordinate e titoli complessi
Le obbligazioni subordinate, i titoli strutturati e gli strumenti poco trasparenti hanno prodotto molte delle perdite dei risparmiatori italiani. Il collocamento, cioè la vendita proposta dalla banca, vale il 13,8% delle controversie ACF 2025. Il punto è l’informazione: il cliente doveva sapere che in caso di crisi dell’emittente il rimborso poteva essere ridotto o azzerato, e che il titolo poteva essere difficile da vendere.
Che cosa controllare: la documentazione d’offerta, il documento con le informazioni chiave, la data dell’acquisto, la provenienza dei soldi usati (conto, deposito, scadenza di un altro titolo).
4. Azioni della banca difficili da vendere
Quando la banca propone ai clienti le proprie azioni, o quelle di una banca collegata, c’è un possibile conflitto di interessi che deve essere detto in modo chiaro. Se le azioni non sono quotate, trovare un compratore può essere difficile e il prezzo può scendere. Sul sito trovi già le guide su azioni della banca che perdono valore e su azioni non quotate.
Che cosa controllare: l’avviso sul conflitto di interessi, l’ordine di acquisto, eventuali condizioni legate a un finanziamento o a un aumento di capitale.
5. Ordini online e piattaforme di trading
L’esecuzione di ordini vale il 16,9% delle controversie ACF 2025, e tra le criticità indicate nella relazione c’è il trading online a distanza. Anche quando si opera da soli con un’app, l’intermediario conserva doveri di informazione e controllo; si discute inoltre di malfunzionamenti della piattaforma e di chiusure forzate delle posizioni. Un orientamento dell’ACF ricorda che la modalità telematica non toglie al cliente la tutela degli obblighi informativi.
Che cosa controllare: i registri degli ordini, gli orari, le segnalazioni di errore, le comunicazioni di chiusura delle posizioni, le condizioni della piattaforma.
6. Costi e commissioni non spiegati
Commissioni di ingresso, costi di gestione e commissioni di consulenza devono essere indicati in modo chiaro prima dell’operazione. Tra gli orientamenti dell’ACF compaiono i casi delle commissioni di ingresso, delle commissioni ingiustificate nelle gestioni di portafoglio e dell’analisi costi-benefici nella consulenza sostitutiva, cioè quando si vende un prodotto per comprarne un altro.
Che cosa controllare: il documento sui costi, il rendiconto annuale, il confronto tra ciò che si è pagato e il risultato del portafoglio.
7. Polizze vita usate come investimento
Polizze di ramo I, multiramo e unit-linked sono spesso proposte come alternativa al deposito. Nelle decisioni dell’ACF le polizze vita di ramo I compaiono come prodotti d’investimento e sono trattate anche le polizze multi-opzione e unit-linked, con il tema della documentazione e dei costi. I prodotti assicurativi sono il 5,5% delle controversie ACF 2025. Sul rapporto tra polizze e pignoramento vedi la guida su polizze vita e pignoramento.
Che cosa controllare: il set informativo, il documento con le informazioni chiave, le penali di riscatto, la spiegazione del collegamento ai fondi.
8. Contratto quadro senza forma scritta
Il contratto che regola il rapporto con l’intermediario deve avere la forma scritta. Se manca, il cliente può far valere la nullità; la Cassazione ha precisato che questa nullità spetta solo all’investitore e che l’intermediario può opporre il limite della buona fede quando l’uso selettivo della nullità gli causerebbe un sacrificio ingiustificato. Per questo prima di agire si guarda tutto il rapporto, non una sola operazione.
Che cosa controllare: se esiste il contratto firmato, se il cliente ne ha ricevuto copia, quante operazioni sono state fatte e con quale saldo complessivo.
9. Derivati e swap venduti a imprese e famiglie
I contratti swap di tasso, spesso collegati a un mutuo o a un finanziamento d’impresa, sono tra i casi più tecnici. La giurisprudenza guarda a elementi come il valore di mercato del contratto alla firma, i costi impliciti e gli scenari di rischio, e di recente le Sezioni Unite del 2020 sono state riprese da nuove ordinanze della Cassazione che chiedono di verificare in concreto se le parti hanno compreso il rischio. Per le imprese il tema si lega ai rapporti con la banca descritti nella pagina avvocato per imprese nei rapporti con le banche.
Che cosa controllare: il contratto e i suoi allegati, il prospetto dei costi, le simulazioni consegnate, i flussi pagati negli anni.
10. Consulente infedele, piattaforme abusive e cripto-attività
Due problemi diversi si incontrano spesso. Il primo è il consulente finanziario che opera in modo scorretto o fuori dalle istruzioni del cliente: in alcuni casi l’ACF ha esaminato la responsabilità dell’intermediario per l’attività del consulente disonesto. Il secondo sono le piattaforme di investimento e cripto-attività non autorizzate: la Consob pubblica sul proprio sito gli avvisi e i siti oscurati, e consiglia di controllare sempre che chi propone l’investimento sia autorizzato. Se chi ha incassato i soldi non è un intermediario autorizzato, la strada cambia: si guardano i bonifici, la banca che li ha eseguiti e l’eventuale denuncia.
Che cosa controllare: chi ha ricevuto i pagamenti, se il soggetto compare tra gli intermediari autorizzati, tutte le conversazioni, i bonifici e le ricevute.
Come ci si muove: dal reclamo alla causa
- Raccogliere i documenti e ricostruire la storia dell’investimento con date e importi.
- Reclamo scritto alla banca o all’intermediario: è il passo che di solito apre le altre strade.
- ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie): una procedura presso la Consob, alternativa al giudice, con decisione basata sui documenti; non tutti i casi rientrano nella sua competenza.
- Mediazione e negoziazione, quando servono, per cercare un accordo prima della causa.
- Tribunale, per chiedere risoluzione del contratto, nullità o risarcimento del danno, con prova dei fatti e del nesso tra mancata informazione e perdita.
I termini per agire dipendono dal tipo di azione: ad esempio l’ACF ha ricordato che la responsabilità extracontrattuale si prescrive in cinque anni. Per questo conviene far leggere i documenti presto, senza aspettare che la perdita sia definitiva.
Cosa dice la giurisprudenza
- Prova dell’informazione. La Cassazione ha affermato che il mancato adempimento degli obblighi informativi fa presumere il nesso con il danno, e che spetta all’intermediario provare di avere informato il cliente. L’investitore deve comunque indicare quale informazione sarebbe mancata.
- Forma del contratto quadro. La Cassazione ha chiarito che per il contratto quadro basta la firma del cliente, purché ne riceva copia, e le Sezioni Unite che la nullità per difetto di forma è fatta valere solo dall’investitore, con il limite della buona fede.
- Derivati. Le Sezioni Unite del 2020 hanno indicato come elementi da verificare il valore di mercato del contratto, i costi impliciti e gli scenari; ordinanze recenti chiedono di guardare alla comprensione concreta del rischio.
- ACF. Nel 2025, su 522 decisioni, il 42,7% dei ricorsi è stato accolto e il 57,3% respinto: l’esito dipende dalle prove disponibili.
Domande frequenti
Se ho perso soldi, la banca deve sempre rimborsarmi?
No. Il rischio di perdita fa parte dell’investimento. Si può chiedere un risarcimento quando l’intermediario non ha rispettato i propri doveri di informazione, correttezza o adeguatezza, e la perdita ne è conseguenza.
Quali documenti servono per capire se ci sono i presupposti?
Contratto quadro, questionario di profilo, ordini di acquisto, documenti informativi ricevuti, estratti conto e rendiconti, email e messaggi con il consulente.
Meglio l’ACF o il tribunale?
Dipende da importo, tipo di prodotto, prove e obiettivi. L’ACF è una procedura più rapida e basata sui documenti, ma non è adatta a tutti i casi; il tribunale permette di chiedere anche la nullità e di sentire testimoni.
Quanto tempo ho per agire?
I termini dipendono dal tipo di azione. Per questo conviene far esaminare i documenti appena si scopre il problema.
Mi hanno proposto un investimento online con guadagni garantiti: che cosa faccio?
Controlla sul sito della Consob se il soggetto è autorizzato e se compare tra gli avvisi, non fare altri versamenti e conserva bonifici e conversazioni. Poi fai valutare il caso.
Dove riceve lo studio
Lo Studio Legale Fiorentino assiste privati e imprese in controversie con banche e intermediari a Napoli (Piazza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma, a Bari, a Ruvo di Puglia e a Forio d’Ischia, su appuntamento, e a distanza in tutta Italia in videochiamata. Per i temi collegati vedi la pagina Banche e prodotti finanziari e i recapiti delle sedi.
Guide collegate
Questa guida ha scopo informativo e non è un parere su un caso concreto. È stata redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e controllata dall’avvocato. Le norme e le decisioni vanno sempre verificate sulle fonti ufficiali.