Caso frequente: una società fornisce prodotti di parafarmacia a una farmacia per oltre un anno; le fatture restano aperte e i solleciti non ricevono risposta.
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
In 30 secondi
- Prima si ricostruisce il credito: ordini, documenti di consegna, fatture, estratto conto.
- Con la prova scritta del credito si può chiedere il decreto ingiuntivo; il debitore ha 40 giorni dalla notifica per opporsi (art. 641 c.p.c.).
- Se il debitore si oppone si apre un giudizio pieno, nel quale la fattura da sola può non bastare.
I passaggi
Si raccolgono ordini, documenti di trasporto, fatture ed estratto conto. Si invia la messa in mora con PEC e ricevuta di consegna. Se il pagamento non arriva, si chiede il decreto ingiuntivo (artt. 633 e seguenti c.p.c.), che va notificato. Se il debitore contesta di aver ricevuto la merce, conta la prova della consegna: bolle firmate, ordini, comunicazioni. Dopo il titolo seguono precetto ed esecuzione.
Domande frequenti
Serve sempre la messa in mora? È quasi sempre utile: documenta la richiesta e aiuta a ricostruire i tempi.
Quanto tempo ci vuole? Dipende dal tribunale e dall’opposizione: nessuna promessa possibile.
Un problema che capita spesso; senza valore di parere. Testo redatto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
Approfondimenti
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- La messa in mora con PEC e ricevuta di consegna.
- Il decreto ingiuntivo, da notificare al debitore, che ha 40 giorni per opporsi.
- Dopo il titolo, il precetto e l’esecuzione.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso, ma il testo indica un ordine: prima si ricostruisce il credito, poi si invia la messa in mora, che è quasi sempre utile perché documenta la richiesta e aiuta a ricostruire i tempi. Solo se il pagamento non arriva si chiede il decreto ingiuntivo. Se il debitore si oppone, la fattura da sola può non bastare: conta la prova della consegna della merce.
Cosa fare subito
- Raccogli ordini, documenti di trasporto, fatture ed estratto conto.
- Verifica di avere le bolle firmate e le comunicazioni che provano la consegna.
- Fai preparare la messa in mora con PEC e conserva la ricevuta.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Tieni un fascicolo ordinato per ogni fornitura: ordine, consegna, fattura, sollecito.
- Conserva le prove di invio dei solleciti: servono a ricostruire i tempi.
- Se il debitore contesta la consegna, le bolle firmate contano più della sola fattura.
Lo studio lavora anche a distanza, con documenti inviati online. Il preventivo è scritto e arriva prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.