Caso frequente: una farmacia della Campania anticipa i farmaci del Servizio sanitario e le somme dovute dall’ente arrivano con forti ritardi, mentre scadono i pagamenti ai grossisti.
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
In 30 secondi
- Per la distribuzione per conto (DPC) in Campania vale un accordo regionale tra Regione, Federfarma e Assofarm.
- Il credito va documentato (distinte, rendicontazioni) e sollecitato per iscritto.
- Un piano di pagamento con i fornitori può evitare il blocco delle forniture.
Il dato locale: la DPC in Campania
La DGR 384/2022 è stata aggiornata dalla DGR 734 dell’8 ottobre 2025 (BURC n. 80 del 10 novembre 2025): compenso di 6,00 euro più IVA, con 0,80 euro più IVA per la verifica di appropriatezza, per il periodo dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, salvo tacita proroga. Per il periodo successivo al 30 giugno 2026 non risulta, nelle fonti consultate il 4 ottobre 2026, un nuovo atto: va verificato presso la Regione o l’associazione di categoria.
Che cosa fare
Si conservano distinte, ricevute e comunicazioni con l’ente e si invia una diffida scritta. Poi si valuta l’azione giudiziaria. Se i debiti crescono, si valutano gli strumenti di regolazione della crisi d’impresa.
Domande frequenti
Posso sospendere il servizio se l’ente non paga? Attenzione agli obblighi di convenzione: va letto il proprio rapporto.
Posso chiedere gli interessi? Dipende dalla disciplina applicabile al singolo credito.
Un problema che capita spesso; senza valore di parere. Testo redatto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Documentare il credito e inviare una diffida scritta all’ente.
- Concordare un piano di pagamento con i fornitori.
- Valutare l’azione giudiziaria.
- Se i debiti crescono, valutare gli strumenti di regolazione della crisi d’impresa.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Il testo indica un ordine: prima si conservano distinte, ricevute e comunicazioni e si invia la diffida scritta, poi si valuta l’azione giudiziaria. Un piano di pagamento con i fornitori può evitare il blocco delle forniture. Se sospendere il servizio sia possibile dipende dagli obblighi di convenzione del tuo rapporto, che vanno letti prima di decidere.
Cosa fare subito
- Raccogli distinte, rendicontazioni, ricevute e comunicazioni con l’ente.
- Invia la diffida scritta per il credito scaduto.
- Non sospendere il servizio senza aver letto la tua convenzione.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Tieni un prospetto aggiornato delle somme dovute, per periodo, con le distinte collegate.
- Verifica presso la Regione o l’associazione di categoria se esiste un atto per il periodo successivo al 30 giugno 2026.
- Confronta le scadenze dei grossisti con quelle dei pagamenti attesi, per parlare con i fornitori prima della scadenza.
Lo studio lavora anche a distanza, con documenti inviati online. Il preventivo è scritto e arriva prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.