Piano di Sorrento: papà nel testamento ha già diviso le case tra noi figli, si può contestare?

Caso tipico: il padre assegna con testamento una casa a ciascun figlio. Quando la divisione fatta dal testatore vale, quando è nulla e cosa fare se si riceve meno della legittima.

Successioni e donazioni · Caso tipico · Penisola sorrentina

Piano di Sorrento: papà nel testamento ha già diviso le case tra noi figli, si può contestare?

RFAvv. Renato Giuseppe Fiorentino·Pubblicato il 2 novembre 2026·Aggiornato il 2 novembre 2026·Lettura 3 min

Caso tipico · Un problema che capita spesso

Persone, nomi e luoghi di questo caso sono inventati.

Il genitore può dividere lui stesso i beni tra i figli nel testamento: in questo caso non serve un accordo tra fratelli, perché ognuno riceve direttamente i beni assegnati. La divisione si può contestare solo in casi precisi: se un legittimario è stato escluso o se qualcuno ha ricevuto meno della legittima.

In 30 secondi

Con la divisione fatta dal testatore (art. 734 c.c.) ogni figlio riceve direttamente i beni assegnati. È nulla se esclude un legittimario o un erede istituito (art. 735 c.c.); chi riceve meno della legittima può chiedere la riduzione. I beni non compresi nella divisione si dividono secondo la legge.

Riferimenti normativi

art. 733 c.c.art. 734 c.c.art. 735 c.c.art. 620 c.c. (pubblicazione del testamento olografo)

Il caso tipico

Questo caso è inventato. Un padre di Piano di Sorrento lascia un testamento scritto a mano: al primo figlio la casa sulla strada principale, alla figlia l'appartamento con l'agrumeto, al terzo figlio il box e un piccolo locale. La figlia ritiene che il suo appartamento valga molto meno della casa assegnata al fratello.

Cosa significa che il testatore ha diviso i beni?

L’art. 734 c.c. consente al testatore di dividere i suoi beni tra gli eredi, comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile. È diverso dal caso in cui il testamento si limita a dare regole per la divisione (art. 733 c.c.): lì gli eredi devono comunque dividere, e le regole del testatore non vincolano se il valore effettivo dei beni non corrisponde alle quote stabilite.

Se il testatore non ha compreso nella divisione tutti i beni, quelli rimasti fuori si dividono secondo la legge, salvo una diversa volontà risultante dal testamento.

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Quando la divisione è nulla?

La divisione nella quale il testatore non ha compreso uno dei legittimari o degli eredi istituiti è nulla (art. 735 c.c.). Nel caso tipico tutti e tre i figli hanno ricevuto qualcosa: la nullità quindi non c’entra.

Tre situazioni diverse

Divisione del testatore: ogni figlio riceve i suoi beni: valida se rispetta la legittima.
Figlio escluso: la divisione è nulla e si procede secondo la legge.
Legittima lesa: si chiede la riduzione contro gli altri coeredi.

E se una casa vale meno delle altre?

Il padre poteva legittimamente attribuire beni di valore diverso, usando la quota di cui poteva disporre liberamente. Il problema nasce solo se un figlio riceve meno della sua quota di legittima: in quel caso può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi (art. 735 c.c.). Se invece il testamento indica quote uguali e i beni hanno valori molto diversi, va ricostruita con attenzione la volontà del padre: è un punto tecnico, da valutare sul testo del testamento.

Cosa conviene fare prima di contestare?

Pubblicare il testamento olografo dal notaio, fare stimare tutti i beni alla data dell’apertura della successione, aggiungere eventuali donazioni fatte in vita e confrontare il risultato con la quota di legittima. Solo con questi numeri si capisce se esiste una lesione.

Cosa fare, passo per passo

  1. 1
    Pubblicare il testamento dal notaio
  2. 2
    Elencare beni e donazioni in vita
  3. 3
    Stimare i beni alla data del decesso
  4. 4
    Confrontare con la quota di legittima
  5. 5
    Mediazione, poi eventuale riduzione

Dalla pratica dello studio

In questi casi chiediamo il verbale di pubblicazione del testamento, le visure e le planimetrie degli immobili e l'elenco delle donazioni fatte in vita dal genitore. La stima dei beni è il passaggio da cui dipende tutto il resto.

Domande frequenti

DCosa significa che il testatore ha diviso i beni?

RL'art. 734 c.c. consente al testatore di dividere i suoi beni tra gli eredi, comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile.

DQuando la divisione è nulla?

RLa divisione nella quale il testatore non ha compreso uno dei legittimari o degli eredi istituiti è nulla (art. 735 c.c.). Nel caso tipico tutti e tre i figli hanno ricevuto qualcosa: la nullità quindi non c'entra.

DE se una casa vale meno delle altre?

RIl padre poteva legittimamente attribuire beni di valore diverso, usando la quota di cui poteva disporre liberamente. Il problema nasce solo se un figlio riceve meno della sua quota di legittima: in quel caso può esercitare l'azione di riduzione contro gli altri coeredi (art. 735 c.c.).

DCosa conviene fare prima di contestare?

RPubblicare il testamento olografo dal notaio, fare stimare tutti i beni alla data dell'apertura della successione, aggiungere eventuali donazioni fatte in vita e confrontare il risultato con la quota di legittima. Solo con questi numeri si capisce se esiste una lesione.

Guide collegate

Divisione ereditaria: la pagina dello Studio →

In sintesi

La divisione fatta dal genitore nel testamento è valida e ognuno riceve i beni assegnati. È nulla solo se esclude un legittimario o un erede; chi riceve meno della legittima può agire in riduzione.

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Contenuto informativo aggiornato il 2 novembre 2026. Non costituisce parere legale.

Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.

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