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Imprese · Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale in azienda: assistenza legale per imprese e PMI

RFAvv. Renato Giuseppe Fiorentino·Pubblicato il [data di pubblicazione]·Aggiornato il [data di pubblicazione]
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Molte imprese usano già strumenti di intelligenza artificiale: assistenti di scrittura, chatbot sul sito, software che analizzano documenti o dati dei clienti. Lo Studio Legale Fiorentino assiste PMI, imprese familiari, commercianti, artigiani e professionisti nel mettere per iscritto le regole, i contratti e le informative che riguardano questo uso, alla luce del regolamento europeo sull’IA (Reg. (UE) 2024/1689, modificato dal Reg. (UE) 2026/1744) e della legge italiana 23 settembre 2025, n. 132.

In 30 secondi

Chi usa un sistema di IA nella propria attività è, per il regolamento europeo, un «deployer». Le regole che più spesso riguardano una PMI sono le misure di alfabetizzazione del personale (art. 4), gli obblighi di trasparenza (art. 50) e, in Italia, l’informazione ai lavoratori (art. 11 L. 132/2025). Lo studio può aiutare a predisporre la policy interna, le clausole con i fornitori di software e le informative, anche a distanza e in videochiamata.

Riferimenti normativi

Reg. (UE) 2024/1689Reg. (UE) 2026/1744art. 4 AI Actart. 50 AI Actart. 26 AI ActL. 132/2025art. 11 L. 132/2025art. 13 L. 132/2025

A chi si rivolge questo servizio?

Alle imprese che usano o stanno per introdurre strumenti di intelligenza artificiale e non hanno un ufficio legale interno: PMI, imprese familiari, commercianti, artigiani, studi professionali, strutture ricettive e imprese di servizi. Il servizio riguarda chi usa l’IA nella propria attività; chi sviluppa e mette sul mercato un sistema di IA con il proprio nome ha obblighi diversi, da valutare caso per caso.

Che cosa può fare lo studio?

Le attività si scelgono insieme all’impresa, partendo dagli strumenti effettivamente usati.

Policy interna sull’uso dell’IA

Regole scritte per il personale: quali strumenti si possono usare e per quali attività, quali dati e documenti non inserire, chi controlla i risultati prima che escano dall’azienda.

Clausole con i fornitori di software

Revisione dei contratti e delle condizioni d’uso dei fornitori di sistemi di IA: uso dei dati dell’impresa e dei clienti, riservatezza, responsabilità, assistenza e cessazione del rapporto. Contratti →

Informative a clienti e personale

Testi chiari su quando e come l’impresa usa l’IA. Per i lavoratori, l’informazione prevista dall’art. 11 della legge 132/2025.

Verifica degli obblighi di trasparenza

Chatbot, contenuti generati, immagini o video alterati, testi pubblicati per informare il pubblico: quali casi rientrano nell’art. 50 del regolamento e che cosa comunicare.

Misure di alfabetizzazione sull’IA

Impostazione e documentazione delle iniziative per il personale previste dall’art. 4, in proporzione agli strumenti usati e ai compiti di ciascuno.

Primo inquadramento

Elenco degli strumenti in uso, ruolo dell’impresa (fornitore o deployer), verifica se qualche uso rientra tra quelli vietati o ad alto rischio.

State introducendo strumenti di IA in azienda? Potete sottoporre allo studio contratti e regolamenti interni per una valutazione.

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Quali regole riguardano un’impresa che usa l’IA?

Il regolamento europeo e la legge italiana si applicano insieme: la legge 132/2025 stabilisce che le sue disposizioni «si interpretano e si applicano conformemente al regolamento (UE) 2024/1689» (art. 1, comma 2). Per un’impresa che usa l’IA i punti principali sono questi.

Alfabetizzazione del personale

Il nuovo art. 4, come modificato dal Reg. (UE) 2026/1744, chiede a fornitori e deployer di adottare «misure volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA del loro personale».

Trasparenza

Ad esempio, i deployer di un sistema che genera o manipola testo pubblicato per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico rendono noto che il testo è stato generato artificialmente, salvo revisione umana con responsabilità editoriale (art. 50, par. 4).

Lavoratori

Il datore di lavoro o il committente informa il lavoratore dell’uso dell’IA nei casi previsti dall’art. 1-bis del d.lgs. 152/1997 (art. 11, comma 2, L. 132/2025).

Professionisti

Chi esercita una professione intellettuale comunica al cliente le informazioni sui sistemi di IA utilizzati «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo» (art. 13, comma 2, L. 132/2025).

Come si lavora, anche a distanza?

Il primo inquadramento si fa di solito in videochiamata; i documenti si inviano con link riservato o PEC.

  1. 1
    Richiesta online, su WhatsApp o al 347 5264190
  2. 2
    Videochiamata: quali strumenti, chi li usa, per cosa
  3. 3
    Invio di contratti, condizioni d’uso e regolamenti esistenti
  4. 4
    Preventivo e incarico scritti, firmati anche a distanza
  5. 5
    Bozze di policy, clausole e informative, poi revisione

L’impresa può scegliere un incarico per la singola attività oppure un accordo scritto di assistenza continuativa, utile quando gli strumenti cambiano spesso o i contratti con i fornitori si rinnovano.

Dalla pratica dello studio

[DA COMPLETARE – 2-3 righe di prassi reale dello studio, scritte o confermate da Renato; senza dati di clienti né esiti]

Da preparare per il primo colloquio

Elenco degli strumenti di IA usati e dei reparti che li usano · contratti e condizioni d’uso dei fornitori · regolamenti interni e informative privacy già in uso · eventuali iniziative di formazione già svolte.

Domande frequenti

DUna piccola impresa che usa solo un chatbot o un assistente di scrittura deve fare qualcosa?

RPer il regolamento europeo è «deployer» chi utilizza un sistema di IA sotto la propria autorità, tranne che per un’attività personale non professionale (art. 3, punto 4, Reg. (UE) 2024/1689). Anche il deployer deve adottare misure di alfabetizzazione del personale (art. 4) e, in alcuni casi, rispettare gli obblighi di trasparenza dell’art. 50. Che cosa serve in concreto dipende dagli strumenti usati e dalle attività in cui si usano.

DServe un attestato di formazione sull’IA per i dipendenti?

RSecondo le domande e risposte pubblicate dalla Commissione europea non serve un certificato: le organizzazioni possono tenere un registro interno delle formazioni e delle altre iniziative. Dopo la modifica del luglio 2026, l’art. 4 precisa che l’obbligo non impone di garantire un livello specifico di alfabetizzazione.

DDobbiamo informare i dipendenti se in azienda si usa l’IA?

RLa legge 132/2025 prevede che il datore di lavoro o il committente informi il lavoratore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale «nei casi e con le modalità di cui all’articolo 1-bis del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152» (art. 11, comma 2). Se si tratta di un sistema ad alto rischio usato sul luogo di lavoro, il regolamento europeo chiede anche di informare prima i rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori interessati (art. 26, par. 7).

DDa quando si applicano gli obblighi di trasparenza?

RSecondo la Commissione europea l’art. 50 si applica dal 2 agosto 2026. Per i soli sistemi immessi sul mercato prima di quella data, l’obbligo dei fornitori di marcare i contenuti generati (art. 50, par. 2) si applica dal 2 dicembre 2026.

DSi può fare tutto a distanza?

RSì. I documenti si inviano con link riservato o PEC, gli incontri si svolgono in videochiamata e l’incarico si firma a distanza. Si riceve anche su appuntamento a Napoli.

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Volete mettere per iscritto le regole sull’uso dell’IA in azienda?

Ogni impresa usa strumenti diversi: si parte da quelli effettivamente in uso e dai contratti con i fornitori. Non serve venire in studio: si lavora anche a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata. Si riceve su appuntamento a Napoli, Roma e Bari.

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Fonti ufficiali

Contenuto informativo aggiornato il [data di pubblicazione]. Non costituisce parere legale.

Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.