Avvocato per malasanità a Napoli: errore medico e risarcimento
Se dopo un intervento, una diagnosi tardiva o una degenza sei rimasto con un danno che non ti aspettavi, puoi chiedere un risarcimento. Prima però bisogna capire se c’è stato un errore e se è collegato al danno. Questa pagina raccoglie le guide dello studio per muoverti nell’ordine giusto.
In 30 secondi
Chiedi per iscritto la cartella clinica completa: la struttura deve consegnarla entro sette giorni (art. 4 legge 24/2017).
Un medico legale valuta se c’è stato un errore e quanto vale il danno.
Prima della causa è obbligatorio un tentativo di conciliazione: accertamento tecnico preventivo o mediazione (art. 8 legge 24/2017).
Di regola i termini sono dieci anni verso la struttura e cinque verso il medico.
interventi chirurgici andati male e infezioni dopo l’intervento;
diagnosi sbagliate o in ritardo;
errori in pronto soccorso e dimissioni troppo precoci;
complicanze nel parto e danni al neonato;
errori nella terapia o nella somministrazione di farmaci;
decesso del familiare dopo un ricovero, per i danni subiti dai congiunti.
Ogni situazione si valuta sui documenti: non ogni esito negativo è un errore e nessuno può prometterti un risultato prima di aver letto la cartella clinica.
Come lavora lo studio
Esame dei documenti e primo parere sulla possibilità di procedere.
Valutazione medico-legale con un professionista di fiducia.
Richiesta alla struttura e all’assicurazione, se la perizia è favorevole.
Accertamento tecnico preventivo o mediazione, passaggio obbligatorio prima della causa.
Causa civile, solo se non si trova un accordo.
Prima dell’incarico ricevi un preventivo scritto con compenso e spese vive. Il primo incontro si svolge in italiano; lo studio riceve su appuntamento a Napoli, Roma e Bari e offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online.
La strada che di solito conviene
Cosa fare subito
Chiedi per iscritto la cartella clinica completa e conserva la ricevuta.
Raccogli referti, spese e certificati, e annota le date di ricovero, dimissione e scoperta del danno.
Non firmare quietanze o dichiarazioni con l’assicurazione senza averle fatte leggere.
Fai valutare i documenti da un medico legale prima di avviare la conciliazione.
Di solito si parte dalla perizia medico-legale e dalla conciliazione, perché la legge le richiede prima della causa. Ogni situazione va valutata sui documenti: non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
Lo studio dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino esamina la documentazione sanitaria, coordina il lavoro con il medico legale e ti dice se ci sono i presupposti per agire.
Di regola dieci anni verso la struttura sanitaria e cinque verso il singolo medico (art. 7 legge 24/2017). Il momento da cui decorre il termine dipende dal caso: meglio muoversi presto.
Posso fare causa senza prima passare dalla conciliazione?
No: prima serve l’accertamento tecnico preventivo (art. 696-bis c.p.c.) o la mediazione, altrimenti la domanda è improcedibile.
Serve la perizia di un medico legale?
Nella pratica sì: senza una valutazione tecnica non si sa se c’è un errore, se è collegato al danno e quanto chiedere.
Come si paga l’avvocato?
Il compenso si pattuisce per iscritto, con preventivo, e la legge vieta il patto di quota lite (art. 13 legge 247/2012). Oltre al compenso vanno considerate le spese vive: perizia, contributo unificato, costi dell’accertamento tecnico.
Posso essere assistito se vivo fuori Napoli?
Sì: documenti online e colloquio per telefono, WhatsApp o videochiamata.
Fonti: legge 24/2017 (artt. 4, 7, 8, 12); legge 247/2012 (art. 13); art. 696-bis c.p.c.; d.lgs. 28/2010. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Aggiornato il 14 ottobre 2026.
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