- L’assemblea può revocare l’amministratore in ogni momento, con la maggioranza prevista.
- Anche un solo condomino può chiedere la revoca al tribunale in caso di gravi irregolarità.
- Le irregolarità tipiche: nessun rendiconto, conto bancario non separato, assemblea non convocata, lavori non eseguiti.
- Dopo la revoca bisogna nominare il nuovo amministratore e farsi consegnare i documenti.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Revoca con l’assemblea
L’assemblea può revocare l’amministratore con la stessa maggioranza richiesta per nominarlo, cioè la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136 c.c.). Può farlo anche prima della scadenza, ma attenzione: se la revoca è senza giusta causa, l’amministratore può chiedere un compenso per il periodo che resta.
Conviene mettere la revoca all’ordine del giorno nell’avviso, per evitare contestazioni.
Revoca con il tribunale
Se l’assemblea non decide, ogni condomino può rivolgersi al tribunale per le gravi irregolarità. L’articolo 1129 del codice civile ne indica alcune: non aver convocato l’assemblea per il rendiconto, non aver tenuto il conto corrente separato, non aver agito contro i morosi, non aver dato le informazioni ai condomini.
Il procedimento è in camera di consiglio, quindi di norma più rapido di una causa ordinaria. Il giudice decide anche sulle spese.
Cosa serve per essere credibili
Raccogli verbali, rendiconti, estratti del conto condominiale, richieste scritte non evase e testimonianze. Più la prova è documentata, più il ricorso è solido.
Prima di agire, una diffida scritta all’amministratore con un termine ragionevole aiuta: se non risponde, ne risulta la prova dell’inerzia.
Dopo la revoca
L’amministratore uscente deve consegnare registri, documenti, fondi e informazioni. Se non lo fa, si può chiedere la consegna al giudice e, nei casi gravi, anche il risarcimento.
Nomina presto il successore, in modo che non ci siano periodi senza gestione. Fai un controllo dei conti dell’ultimo periodo.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
In un palazzo del Vomero l’amministratore non convoca l’assemblea da due anni. Le spese straordinarie del tetto sono ferme e non si sa dove siano i fondi. Un condomino chiede il rendiconto, ma non riceve risposta.
La soluzione migliore per te
- Prima mossa: lettera scritta all’amministratore con la richiesta di rendiconto e di convocare l’assemblea entro un termine.
- Seconda mossa: se tace, un gruppo di condomini può chiedere l’assemblea per la revoca. Se l’assemblea non decide, si va dal tribunale.
- Per il futuro: scegli un amministratore con un mandato chiaro, il conto separato e regole per l’informazione.
Cosa fare subito: Scrivi all’amministratore con una raccomandata o una PEC e conserva la ricevuta. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Verifica se le irregolarità documentate bastano per il ricorso.
- Prepara la diffida e il ricorso al tribunale.
- Ti segue nel passaggio al nuovo amministratore e nel recupero dei documenti.
Domande frequenti
Un solo condomino può chiedere la revoca?
Sì, al tribunale, se ci sono gravi irregolarità.
L’assemblea può revocarlo senza motivo?
Sì, ma l’amministratore potrebbe chiedere il compenso residuo.
Quanto tempo ci vuole?
Dipende dal tribunale. Il procedimento è più rapido di una causa ordinaria.
Chi paga le spese del ricorso?
Il giudice decide. Se la revoca è giustificata, di norma ne risponde l’amministratore.
Che cosa deve consegnare?
Registri, documenti, fondi e informazioni sulla gestione.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza.
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Fonti: Normattiva (c.c. artt. 1129, 1136). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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