In 30 secondi
- Dopo la legge 24/2017 (Gelli-Bianco) la struttura sanitaria risponde di regola per responsabilità contrattuale; il singolo medico, in genere, per responsabilità extracontrattuale.
- Prima di fare causa è obbligatorio un tentativo di conciliazione: consulenza tecnica preventiva (art. 696-bis c.p.c.) oppure mediazione (art. 8 legge 24/2017).
- Chiedi subito la cartella clinica: la struttura deve consegnarla entro sette giorni dalla richiesta.
- Di regola il termine è di dieci anni verso la struttura e cinque verso il medico: non aspettare.
Aggiornato il 14 ottobre 2026. Norme e termini sono riportati in sintesi: va sempre verificato il testo vigente.
Un intervento andato male, una diagnosi sbagliata o un’infezione presa in ospedale possono dare diritto a un risarcimento, ma non ogni esito negativo è un errore. Serve dimostrare che c’è stata una condotta scorretta e che ha causato il danno. Questa guida ti spiega come procedere, nell’ordine giusto.
Chi risponde del danno
La legge 8 marzo 2017, n. 24 distingue due posizioni. La struttura sanitaria, pubblica o privata, risponde di regola a titolo contrattuale, anche per il fatto dei propri medici. Il professionista sanitario che opera nella struttura risponde, salvo che abbia assunto un’obbligazione contrattuale diretta con il paziente, a titolo extracontrattuale (art. 2043 c.c.). La differenza conta per i termini e per la prova. Se la struttura ha un’assicurazione, il danneggiato può agire anche direttamente contro l’impresa assicuratrice (art. 12 legge 24/2017), nei limiti del massimale e delle regole della polizza.
I passi, uno dopo l’altro
- Chiedi la cartella clinica per iscritto, con tutta la documentazione (diari, referti, consensi, esami).
- Raccogli i documenti di prima e dopo: referti, spese mediche, certificati di lavoro e di invalidità.
- Fai valutare il caso da un medico legale, che indica se c’è colpa e quanto danno ne è derivato.
- Avvia la conciliazione: consulenza tecnica preventiva o mediazione, condizione per poter fare causa.
- Causa civile, se non si raggiunge un accordo.
Il primo passo: la cartella clinica
Chiedi per iscritto copia della cartella clinica e della documentazione sanitaria e conserva la ricevuta. Per legge la struttura deve fornirla entro sette giorni dalla richiesta; eventuali integrazioni sono previste entro un termine più lungo. Conserva anche referti, esami, prescrizioni, fatture e certificati. Sono il materiale su cui si valuta se c’è stato un errore: senza documenti nessuno può dirti seriamente se c’è un caso.
Il tentativo di conciliazione obbligatorio
Chi vuole agire in giudizio deve prima, a pena di improcedibilità, proporre un ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite (art. 696-bis c.p.c.) oppure avviare la mediazione. Nella consulenza tecnica preventiva un consulente nominato dal giudice valuta se vi è stato un errore e quantifica il danno; la relazione può portare a un accordo con la struttura o con l’assicurazione, che partecipa al procedimento. Se la conciliazione non riesce, o il procedimento non si conclude nel termine previsto dalla legge (sei mesi dal deposito del ricorso), la domanda diventa procedibile. Per approfondire: consulenza tecnica preventiva (art. 696-bis c.p.c.) e mediazione civile obbligatoria.
Cosa si deve dimostrare
- Il rapporto con la struttura o il medico (ricovero, visita, intervento).
- Il danno alla salute e le conseguenze patrimoniali e non patrimoniali.
- Il nesso di causa tra la condotta sanitaria e il danno, di regola con una consulenza medico-legale.
Nelle cause contro la struttura, la giurisprudenza distribuisce l’onere della prova in modo più favorevole al paziente rispetto al caso del medico; il dettaglio dipende dal caso concreto. Se il nesso resta dubbio, il rischio della mancata prova ricade di regola sul paziente: per questo la perizia medico-legale iniziale decide molte cause.
Quali danni si risarciscono
Danno alla salute (biologico, temporaneo e permanente), sofferenza morale, spese mediche e di assistenza, perdita di reddito. Nei casi più gravi, anche il danno ai familiari. La liquidazione segue tabelle di riferimento e dipende da età, postumi e conseguenze sulla vita quotidiana. Per il quadro locale vedi la guida su a chi rivolgersi a Napoli e in Campania.
Quanto tempo hai per agire
Di regola la responsabilità contrattuale della struttura si prescrive in dieci anni, quella extracontrattuale del medico in cinque. I termini decorrono da quando il danno è conosciuto o conoscibile. Verifica la tua situazione con il tuo avvocato e non aspettare la scadenza.
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Trattativa diretta con la struttura e la sua assicurazione.
- Consulenza tecnica preventiva o mediazione, prima della causa.
- Causa civile, se l’accordo non si trova.
Quale conviene di solito e perché
Dopo la cartella clinica e una perizia medico-legale favorevole, di solito conviene la consulenza tecnica preventiva o la mediazione con l’assicurazione presente: sono passaggi richiesti dalla legge e spesso portano a un accordo senza la causa lunga. Dipende dal caso.
Cosa fare subito
- Chiedi per iscritto la cartella clinica completa.
- Conserva referti, spese e comunicazioni, e annota le date di ricovero, dimissione e scoperta del danno.
- Non firmare quietanze o dichiarazioni con l’assicurazione senza averle fatte leggere.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
Lo studio dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino esamina la documentazione sanitaria, coordina il lavoro con il medico legale e ti dice se ci sono i presupposti per agire. Offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico e primo incontro in italiano. Le sedi di Napoli, Roma e Bari ricevono su appuntamento.
Domande frequenti
Chi risponde dell’errore medico: l’ospedale o il medico?
Di regola la struttura risponde a titolo contrattuale; il singolo medico a titolo extracontrattuale, salvo contratto diretto con il paziente (legge 24/2017).
Entro quanto tempo ottengo la cartella clinica?
La struttura deve consegnarla entro sette giorni dalla richiesta scritta.
Posso fare causa subito?
No: prima serve un tentativo di conciliazione, con consulenza tecnica preventiva o mediazione, altrimenti la domanda è improcedibile.
Quanto si prescrive il diritto al risarcimento?
Di regola dieci anni verso la struttura e cinque verso il medico, dal momento in cui il danno è conosciuto o conoscibile.
Serve per forza la perizia di un medico legale?
Nella pratica sì: senza una valutazione tecnica non si sa se c’è colpa e quanto danno chiedere. Nella consulenza tecnica preventiva la perizia è disposta dal giudice.
Posso agire anche se ho firmato il consenso informato?
Sì: il consenso riguarda i rischi spiegati, non copre gli errori. Conta anche se l’informazione ricevuta era completa e comprensibile.
Chi paga se la clinica ha un’assicurazione?
Il danneggiato può agire anche direttamente contro l’impresa di assicurazione, nei limiti del massimale e delle regole della polizza.
Basta un esito negativo per avere il risarcimento?
No: bisogna dimostrare una condotta scorretta e il nesso con il danno.
Fonti: legge 8 marzo 2017, n. 24 (artt. 4, 7, 8, 12); art. 696-bis c.p.c.; artt. 1218 e 2043 c.c. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.
Guide collegate
- Avvocato per malasanità a Napoli: tutte le guide
- Malasanità a Napoli e in Campania: a chi rivolgersi e in che ordine
- Come scegliere un avvocato per un caso di malasanità
- Infezione dopo un intervento: da dove si parte
- Consulenza tecnica preventiva (art. 696-bis c.p.c.)
Risarcimento danni: tutte le guide e come contattare lo studio →