Molti coniugi, o genitori e figli, hanno un conto corrente cointestato. Alla morte di uno dei titolari sorgono spesso dubbi: il superstite può continuare a usare il conto? Le somme sono tutte sue?
In 30 secondi
Il conto cointestato non è una “via d’uscita” dalla successione. Per evitare contestazioni è utile ricostruire l’origine delle somme e documentare ogni operazione successiva al decesso.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
La presunzione di parti uguali
In base all’art. 1298 c.c., nei rapporti interni tra i cointestatari le somme si presumono appartenenti a ciascuno in parti uguali. Alla morte di uno dei titolari, quindi, di norma metà del saldo entra nell’eredità e spetta agli eredi, compreso eventualmente lo stesso cointestatario superstite. È però una presunzione che ammette prova contraria: se si dimostra che i versamenti provenivano solo da uno dei titolari (per esempio, lo stipendio o la pensione del defunto), la quota ereditaria può essere diversa.
Cosa fa la banca
Nel conto a firme disgiunte, ciascun cointestatario può operare da solo. Dopo la comunicazione del decesso, però, molte banche limitano l’operatività o chiedono la documentazione successoria prima di consentire prelievi sulla quota del defunto. Nel conto a firme congiunte servono le firme di tutti gli aventi diritto, eredi compresi. Anche quando la banca consente al superstite di prelevare, questi resta tenuto a rendere conto agli eredi della quota che non gli spetta.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaPrelievi prima o dopo la morte
Prelievi consistenti effettuati poco prima o subito dopo il decesso sono una frequente fonte di liti tra familiari. Gli eredi possono chiedere gli estratti conto (art. 119 TUB) e, se necessario, la restituzione delle somme sottratte alla massa ereditaria.
Cointestazione e donazione
Cointestare un conto a un familiare non significa automaticamente donargli metà delle somme. La Cassazione ritiene che la cointestazione possa valere come donazione indiretta solo se si prova che il titolare delle somme aveva l’intenzione di arricchire l’altro. Diverso è il caso del trasferimento di strumenti finanziari eseguito dalla banca su ordine del titolare a favore di un altro: per le Sezioni Unite (sent. n. 18725/2017) si tratta di una donazione diretta, che richiede l’atto pubblico, altrimenti è nulla.
Nella dichiarazione di successione
La quota del conto cointestato spettante al defunto va indicata nella dichiarazione di successione, sulla base della certificazione del saldo rilasciata dalla banca.
Domande frequenti
DIn breve, cosa bisogna sapere su: conto corrente cointestato?
RIl conto cointestato non è una "via d'uscita" dalla successione. Per evitare contestazioni è utile ricostruire l'origine delle somme e documentare ogni operazione successiva al decesso.
Guide collegate
Divisione ereditaria: la guida completa →Tutte le guide: Successioni e donazioni →
In sintesi
Il conto cointestato non è una “via d’uscita” dalla successione. Per evitare contestazioni è utile ricostruire l’origine delle somme e documentare ogni operazione successiva al decesso.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Forio d’Ischia.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.