- L’aggiornamento ISTAT dell’affitto spetta solo se è previsto nel contratto.
- Va chiesto con una comunicazione scritta e il calcolo corretto.
- Con la cedolare secca l’aggiornamento non si può chiedere.
- Se non è stato chiesto per anni, in genere non si può pretendere in blocco il passato.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Quando è dovuto
Il canone si può aggiornare ogni anno secondo la variazione dei prezzi ISTAT solo se il contratto lo prevede. Per le locazioni abitative l’aggiornamento può arrivare al 75% della variazione ISTAT (art. 32 l. 392/1978). Se il contratto non dice nulla, l’aggiornamento non spetta.
Chi ha scelto la cedolare secca rinuncia all’aggiornamento per tutta la durata.
Domanda successiva: Quanto dura il contratto di affitto e quando si può disdire? Leggi Affitto di casa: durata del contratto, disdetta e recesso dell’inquilino.
Come si calcola
Si usa l’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (indice FOI) pubblicato dall’ISTAT, riferito al mese del contratto o del precedente aggiornamento. Si applica la percentuale prevista (75%) alla variazione del periodo.
Controlla sempre il calcolo con i dati ufficiali pubblicati dall’ISTAT.
Quando va chiesto
La richiesta deve essere scritta e indicare l’importo. Il canone aggiornato è dovuto dal mese successivo alla richiesta. Per il passato è molto difficile chiedere arretrati, salvo che l’inquilino abbia già accettato il canone aggiornato.
Una lettera di richiesta ben fatta evita discussioni.
Se non sei d’accordo
Se pensi che l’aggiornamento non spetti, o sia calcolato male, rispondi per iscritto e, se paghi, indica che lo fai «con riserva». Poi cerca un accordo, anche con una mediazione.
Se il proprietario minaccia lo sfratto per la sola differenza ISTAT, serve un parere: la morosità deve essere grave per giustificare lo sfratto.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un inquilino di Napoli riceve una lettera: il proprietario chiede l’aggiornamento ISTAT retroattivo di cinque anni. Il contratto non cita l’ISTAT e il proprietario ha scelto la cedolare secca.
La soluzione migliore per te
- Se sei inquilino: controlla contratto e regime fiscale e rispondi per iscritto.
- Se sei proprietario: verifica clausola e regime fiscale e calcola con i dati ISTAT prima di scrivere.
- In ogni caso: un accordo chiaro per il futuro evita contenziosi.
Cosa fare subito: Cerca nel contratto la clausola ISTAT e verifica se c’è la cedolare secca. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Legge contratto e regime fiscale e dice se l’aggiornamento spetta.
- Prepara la richiesta o la risposta con il calcolo.
- Ti assiste in mediazione o nello sfratto, se serve.
Domande frequenti
L’ISTAT è automatico?
No, serve la clausola e la richiesta scritta.
Con la cedolare secca?
L’aggiornamento non può essere chiesto.
Si chiedono gli arretrati?
In genere no, salvo accordi o accettazione.
Quanto è l’aumento?
Fino al 75% della variazione ISTAT, per le locazioni abitative.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza.
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Fonti: Normattiva (l. 392/1978 art. 32; l. 431/1998; d.lgs. 23/2011 sulla cedolare secca), ISTAT. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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