- L’assegno divorzile (art. 5 l. 898/1970) spetta a chi non ha mezzi adeguati e non può procurarseli per ragioni oggettive.
- Dal 2018 le Sezioni Unite della Cassazione guardano anche al contributo dato alla famiglia e alle rinunce professionali fatte durante il matrimonio.
- L’importo dipende da durata del matrimonio, età, redditi, patrimoni e ruoli in famiglia: non c’è una formula.
Caso frequente · Un problema che capita spesso
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Il caso
A Bari una donna di 54 anni, sposata da trent’anni, ha lasciato il lavoro dopo la nascita dei figli per occuparsi della casa mentre il marito faceva carriera. Ora il matrimonio finisce. Lei non ha un impiego, ha un’età in cui è difficile rientrare nel mondo del lavoro e si chiede se avrà diritto a un assegno.
Cosa dice la legge
La legge sul divorzio (art. 5, l. 898/1970) permette al giudice di disporre l’obbligo di un assegno a favore del coniuge che non ha mezzi adeguati o non può procurarseli per ragioni oggettive. Secondo l’orientamento delle Sezioni Unite del 2018, l’assegno ha una funzione non solo assistenziale ma anche compensativa e perequativa: tiene conto del contributo dato alla vita familiare e al patrimonio dell’altro coniuge, e delle occasioni professionali sacrificate. Per questo il giudice guarda la durata del matrimonio, l’età, le condizioni di salute, le possibilità di lavoro, i redditi e i patrimoni di entrambi.
La soluzione migliore per te
- Prima del divorzio: metti in ordine la prova del tuo percorso: contratti, lettere di dimissioni, titoli di studio, curricoli, estratti conto e dichiarazioni dei redditi. È la base per qualsiasi richiesta.
- Se i rapporti lo consentono: un accordo di divorzio congiunto, con assegno o con una somma una tantum, è di solito più rapido e prevedibile.
- Se l’altro coniuge contesta: si va al divorzio giudiziale con domanda di assegno e richiesta di documenti economici.
Cosa fare subito: raccogli le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni, i contratti di lavoro e l’elenco dei beni. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Ricostruisce con te il contributo dato alla famiglia, con i documenti giusti.
- Prepara una proposta di accordo o il ricorso.
- Ti spiega cosa chiedere sui documenti economici dell’altro coniuge.
Domande frequenti
L’assegno dura per sempre?
Può cambiare se mutano le condizioni, e cessa se ci si risposa. Le regole vanno viste nel caso.
Si può evitare l’assegno con una somma unica?
Le parti possono accordarsi su una soluzione una tantum, con le cautele previste dalla legge.
Conta chi ha chiesto il divorzio?
No. Conta la situazione economica e il contributo dato alla famiglia.
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Fonti: legge 1° dicembre 1970, n. 898, art. 5, Normattiva; Corte di cassazione, Sezioni Unite, 2018 (assegno divorzile). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale.
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