Ricevere un avviso di pagamento dall’INPS per contributi non versati può spaventare. Spesso si tratta di somme molto alte che mettono in difficoltà famiglie e imprese. Tuttavia, la legge stabilisce che dopo un certo periodo di tempo questi debiti “scadono”: in termine tecnico, si dice che vanno in prescrizione.
In questo articolo vedremo, in modo semplice, come capire se i contributi richiesti sono ancora dovuti o se il diritto dell’ente è ormai svanito.
Che cos’è la prescrizione dei contributi?
Immagina che la prescrizione sia come un timer. Quando questo timer arriva a zero, l’INPS (o altri enti previdenziali) non può più pretendere il pagamento dei soldi.
Per i contributi previdenziali, la regola generale è che questo timer dura 5 anni. Se in questo arco di tempo l’ente non invia una richiesta formale, il debito si cancella.
L’effetto del Covid-19: perché il “timer” si è fermato?
C’è un dettaglio molto importante da considerare per i debiti recenti. A causa dell’emergenza Covid-19, lo Stato ha deciso di “mettere in pausa” il timer della prescrizione per aiutare gli uffici in un momento difficile.
Nello specifico, sono stati previsti due periodi di stop:
- Un primo stop di 129 giorni (nel 2020).
- Un secondo stop di 182 giorni (tra il 2020 e il 2021).
Sommando questi due periodi, la prescrizione è stata allungata di ben 311 giorni complessivi. Questo significa che, per molti debiti, il termine dei 5 anni non scade esattamente dopo 60 mesi, ma bisogna aggiungere circa 10 mesi extra.
Un esempio pratico: la sentenza del Tribunale di Vallo della Lucania
Una recente sentenza ci aiuta a capire meglio come funziona il calcolo:
- Contributi del 2016: In questo caso, nonostante l’aggiunta dei 311 giorni di sospensione Covid, il tempo era comunque scaduto prima che arrivasse il nuovo avviso. Il cittadino non ha dovuto pagare la somma.
- Contributi dal 2017 in poi: Per queste somme, invece, il timer non era ancora arrivato a zero al momento della notifica, proprio grazie ai giorni di “bonus” concessi dalla legge durante la pandemia. In questi casi, il debito è stato confermato.
Come capire se il tuo avviso è legittimo?
Per capire se devi pagare, bisogna controllare tre elementi:
- La data in cui è nato il debito (l’anno dei contributi).
- La data in cui hai ricevuto la prima notifica.
- Il calcolo dei giorni di sospensione legati al periodo Covid.
Perché è fondamentale rivolgersi a un avvocato?
Calcolare correttamente la prescrizione non è un gioco da ragazzi. Come abbiamo visto, basta un errore di pochi giorni nel conteggio per passare dal “non dover nulla” al dover pagare migliaia di euro. Inoltre, la legge prevede eccezioni e interruzioni che vanno individuate con attenzione.
Il nostro Studio Legale si occupa del contenzioso previdenziale e della tutela dei contribuenti. Analizzare ogni singola cartella o avviso di addebito è il primo passo per evitare di pagare somme non dovute.
Non affrontare l’INPS da solo. Se hai ricevuto un avviso di pagamento e vuoi verificare se i tuoi debiti sono prescritti, contattaci oggi stesso per una consulenza specifica. I nostri avvocati sono a tua disposizione per proteggere il tuo patrimonio e la tua serenità.