Debiti INPS: l’intimazione di pagamento è arrivata dopo 5 anni? Ecco come puoi annullarla

Ti è mai capitato di ricevere una busta verde o una PEC che ti chiede di pagare migliaia di euro per contributi previdenziali (INPS) risalenti a molti anni fa? È una situazione che spaventa molti cittadini e imprenditori, ma la legge stabilisce che i debiti non durano per sempre.

Esiste infatti un meccanismo chiamato prescrizione, che estingue il debito se l’ente creditore resta inerte per troppo tempo. Una recente sentenza del Tribunale di Napoli ha confermato che, se passano più di 5 anni senza atti interruttivi, il debito contributivo può essere dichiarato prescritto.

Cos’è la prescrizione dei contributi e quanto dura?

In parole semplici, la prescrizione è come un “timer”. Se l’INPS o l’Agenzia della Riscossione non premono il tasto “reset” inviandoti una richiesta ufficiale, il timer corre. Per i contributi previdenziali, la regola generale è che il debito si prescrive in 5 anni.

Il caso deciso a Napoli

Nel caso deciso dal Tribunale di Napoli, un cittadino aveva ricevuto un’intimazione di pagamento (l’ultimo avviso prima del pignoramento) per debiti che risalivano a diversi anni prima. Il giudice ha accertato che, tra la notifica dei vecchi avvisi e l’ultima richiesta, erano passati più di 5 anni senza alcun atto dell’ente. Per questo ha dichiarato il credito prescritto.

Attenzione: la sospensione per il Covid-19

Molti enti sostengono che, a causa dell’emergenza Covid, i tempi della prescrizione siano stati congelati per quasi due anni (oltre 500 giorni). Tuttavia, la sentenza ha chiarito un punto fondamentale:

  • Il “congelamento” lungo si applica solo a chi ha ricevuto l’atto proprio durante la pandemia.
  • Per tutti gli altri, la sospensione è stata molto più breve (solo 311 giorni).

Questo significa che alcuni debiti che l’INPS considera ancora validi potrebbero essere già prescritti: va verificato caso per caso.

Perché non puoi fare “da solo”

Difendersi da un’intimazione di pagamento non è semplice come sembra. Ci sono regole tecniche precise da seguire:

  1. I termini per fare ricorso: In alcuni casi hai solo 40 giorni o addirittura 20 giorni per opporti. Se perdi tempo, rischi di dover pagare anche un debito ingiusto.
  2. La strategia legale: Bisogna sapere quale tipo di opposizione presentare (se “al merito” o “agli atti esecutivi”) per evitare che il giudice dichiari il ricorso inammissibile.
  3. Il calcolo dei tempi: Calcolare esattamente quando scade il “timer” dei 5 anni richiede un’analisi attenta dei documenti e delle leggi sulle sospensioni.

Non farti pignorare il conto corrente: agisci subito!

Ricevere un atto legale può togliere il sonno, ma la legge offre strumenti per tutelarti. Se hai ricevuto un’intimazione di pagamento o una cartella esattoriale per contributi vecchi, non aspettare che sia troppo tardi.

Presso il nostro Studio Legale, i nostri avvocati analizzeranno la tua situazione con cura, verificando se il tuo debito è prescritto e predisponendo la difesa più adatta per proteggere il tuo patrimonio.

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