Aggiornato il 17 ottobre 2026
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Dal 17 luglio 2023 è in vigore l’accordo Italia-Svizzera del 2020, che si applica dal 1° gennaio 2024. Chi diventa frontaliere dopo quella data paga le tasse sia in Svizzera sia in Italia, con credito d’imposta. Chi lo era già resta tassato solo in Svizzera. Per l’assicurazione malattia c’è un diritto di opzione da esercitare entro tre mesi dall’inizio del lavoro.
Questo testo fa parte della guida Italiani in Svizzera: guida legale.
In questo articolo
Chi è frontaliere
Il nuovo accordo guarda a tre elementi. La residenza fiscale in un Comune entro 20 km dal confine. Il lavoro dipendente nella zona di frontiera dell’altro Stato. Il rientro, in linea di principio, ogni giorno al proprio domicilio.
Le zone sono Grigioni, Ticino e Vallese per la Svizzera, e Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia di Bolzano per l’Italia. Lo status non viene meno se il rientro manca per motivi professionali fino a 45 giorni per anno civile. Superato il limite, lo status si perde per quell’anno.
Vecchi e nuovi frontalieri
- Vecchi frontalieri: chi lavorava come frontaliere tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023. Sono tassati solo in Svizzera, se il datore di lavoro ha versato l’imposta alla fonte.
- Nuovi frontalieri: chi ottiene lo status dopo il 17 luglio 2023. L’imposta alla fonte svizzera è pari all’80% dell’aliquota ordinaria. L’Italia tassa il reddito e riconosce un credito per l’imposta pagata in Svizzera.
Franchigia e telelavoro
Secondo la circolare 25/E del 2023 dell’Agenzia delle Entrate, dal 2024 la franchigia italiana per i frontalieri è di 10.000 euro. Verificate con un commercialista se è cambiata.
Il protocollo sul telelavoro è in vigore dal 9 febbraio 2026 e si applica dal 1° gennaio 2024. I frontalieri possono lavorare da casa fino al 25% del tempo di lavoro, senza cambiare le regole fiscali.
Assicurazione malattia
I frontalieri che lavorano in Svizzera sono, di regola, assicurati in Svizzera. Per chi vive in Italia c’è il diritto di opzione: si può restare nel sistema del Paese di domicilio. Chi non vuole l’assicurazione svizzera deve chiedere l’esenzione entro tre mesi dall’inizio del lavoro all’autorità del Cantone di lavoro.
Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, l’opzione «tacita» non vale. Serve una domanda formale.
I passaggi concreti
- Verificate il vostro status. Controllate comune di residenza, data di inizio del lavoro, giorni fuori casa.
- Conservate i documenti. Contratto, buste paga e certificati dell’imposta alla fonte.
- Decidete l’assicurazione entro tre mesi. Chiedete all’autorità cantonale come presentare la domanda di esenzione.
- Annotate i giorni di telelavoro. Servono a dimostrare di restare nel limite del 25%.
- Fate fare i calcoli a un commercialista. Lo studio non fa consulenza fiscale: cura l’aspetto legale dei documenti.
Caso frequente · Un problema che capita spesso
Una donna di Varese lavora in un’azienda ticinese da settembre 2023. Pensa di essere «vecchia frontaliera» perché i colleghi lo sono. Ha firmato il contratto dopo il 17 luglio 2023, quindi rientra tra i nuovi frontalieri. Non ha chiesto l’esenzione dalla cassa malati svizzera entro tre mesi. Ora si chiede se può cambiare scelta. Serve prima capire quale status ha e cosa è stato fatto in tempo.
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
La soluzione migliore per te
Prima di iniziare a lavorare. La strada migliore è verificare lo status: comune di residenza, data di inizio del lavoro, giorni fuori casa. Di solito conviene farlo subito, perché la scelta sull’assicurazione malattia ha un termine di tre mesi.
Dopo l’inizio del lavoro. Si controlla se la domanda di esenzione è stata presentata entro tre mesi all’autorità del Cantone. Di solito conviene chiedere all’autorità cantonale come presentarla. L’opzione «tacita» non vale.
Se l’ufficio non collabora o il termine è scaduto. Conviene raccogliere contratto, buste paga e certificati dell’imposta alla fonte. Con questi documenti si può valutare cosa è stato fatto in tempo.
Cosa fare subito
- Controllate la data di inizio del lavoro: dopo il 17 luglio 2023 si è nuovi frontalieri.
- Chiedete all’autorità cantonale come presentare la domanda di esenzione dall’assicurazione svizzera.
- Annotate i giorni di telelavoro e conservate contratto, buste paga e certificati.
Nessuna strada garantisce un esito.
Approfondisci: Tutte le guide legali per materia.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Può aiutarti a capire se sei vecchio o nuovo frontaliere, partendo dai documenti di lavoro.
- Può verificare con te cosa è stato fatto entro i tre mesi per l’assicurazione malattia.
- Può curare l’aspetto legale dei documenti; i calcoli delle tasse restano a un commercialista.
Domande frequenti
Come si diventa vecchio frontaliere?
Bisognava essere frontalieri tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023, con imposta alla fonte pagata in Svizzera dal datore di lavoro.
Cosa succede se lavoro troppi giorni da casa?
Oltre la soglia concordata le regole fiscali possono cambiare. La soglia è del 25% del tempo di lavoro, con effetto dal 1° gennaio 2024.
Posso scegliere l’assicurazione italiana?
Chi ha il diritto di opzione deve esercitarlo con una domanda formale all’autorità del Cantone di lavoro, entro tre mesi dall’inizio dell’attività.
Quanti giorni posso non rientrare a casa?
Per motivi professionali fino a 45 giorni per anno civile, secondo il foglio informativo svizzero.
Chi fa i conti delle tasse?
Un commercialista. Lo studio segue gli aspetti legali e documentali.
Fonti ufficiali
Pagine di siti istituzionali consultate il 16 ottobre 2026.
- estv.admin.ch – Foglio informativo e FAQ sul nuovo accordo – date, vecchi e nuovi frontalieri, 80%, 45 giorni
- agenziaentrate.gov.it – Circolare n. 25/E del 18.8.2023 – definizione di frontaliere, zone, franchigia di 10.000 euro
- admin.ch – Telelavoro: norme fiscali durature in vigore – 25%, in vigore dal 9 febbraio 2026, applicazione dal 1° gennaio 2024
- bag.admin.ch – Frontalieri e assicurazione malattia – opzione, termine di tre mesi, opzione tacita (in tedesco)
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Lo studio
Lo studio è a Napoli (Piazza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14) e lavora in tutta Italia; il primo incontro può essere in videochiamata. Per chiedere una consulenza: WhatsApp o telefono 347 5264190.
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Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino
Aggiornato il 17 ottobre 2026