Vi è mai capitato di vendere qualcosa, ricevere un pagamento o fare una trattativa e scoprire che l’assegno circolare era un falso o era stato clonato? Questa situazione può fare molta paura, perché si rischia di perdere somme anche importanti.
Una recente e importante decisione del Tribunale di Napoli ci aiuta a fare chiarezza su questo argomento e ci spiega, in parole semplici, perché la banca o la posta deve restituire i soldi al legittimo proprietario se non effettua i controlli giusti.
Scopriamo insieme cosa succede in questi casi e come comportarsi per non perdere il proprio denaro.
Che cos’è l’assegno circolare clonato?
L’assegno circolare è un titolo di pagamento che di solito viene considerato molto sicuro, perché viene emesso direttamente da una banca che ha già “messo da parte” i soldi necessari.
Tuttavia, i truffatori sono diventati molto abili. Il caso più frequente avviene quando:
- Una persona vuole comprare un bene (ad esempio un’autovettura online).
- Il presunto venditore chiede una fotografia dell’assegno via e-mail o smartphone per “verificare che sia vero”.
- Con quella semplice foto, i malintenzionati creano un assegno “clone”, identico all’originale ma con un nome di un beneficiario diverso, e vanno ad incassarlo presso un altro sportello bancario o postale.
La vittima si ritrova così in mano l’assegno originale vero, ma scopre che la somma è già stata prelevata e negoziata da un’altra parte.
Il caso concreto: la decisione del Tribunale di Napoli
Nella vicenda esaminata dal Tribunale di Napoli, un cittadino aveva chiesto l’emissione di un assegno circolare per acquistare un’auto, inviando poi la foto del titolo al venditore. Il giorno dell’appuntamento il venditore è sparito, e l’assegno è risultato incassato alle poste da un’altra persona del tutto sconosciuta.
Il truffato ha sporto immediata denuncia alla Polizia di Stato e ha chiesto il blocco e la restituzione della somma. Le Poste avevano effettivamente bloccato la somma, ma non volevano restituirla subito al cittadino, rimpallando la colpa e sostenendo che la colpa fosse della vittima che aveva inviato la fotografia.
La responsabilità della banca e delle poste
Il Giudice ha stabilito un principio fondamentale: quando l’istituto che incassa l’assegno (in questo caso l’ufficio postale) viene a conoscenza della contraffazione del titolo e blocca il denaro, ha il dovere di restituire immediatamente i soldi al cliente.
Non si possono trattenere i soldi della vittima se l’assegno originale è rimasto sempre nelle mani del compratore. Inoltre, il fatto che il nome sul titolo falso fosse diverso da quello originale dimostra che c’è stata una mancanza di controlli accurati da parte di chi ha accettato l’assegno clonato.
Chi paga le spese del processo se la banca decide di rimborsare in ritardo?
Nel corso della causa, vedendosi ormai alle strette, l’istituto postale ha deciso di restituire l’intera somma tramite bonifico. In termini legali si chiama cessazione della materia del contendere: significa che il problema principale è stato risolto prima che il giudice dovesse emettere una condanna sul merito.
Tuttavia, restava da decidere un punto importante: chi paga gli avvocati?
Il Tribunale di Napoli ha applicato la regola della soccombenza virtuale. Questo significa che:
- Il giudice analizza le carte per capire chi avrebbe perso la causa se l’istituto non avesse pagato spontaneamente.
- Poiché il comportamento dell’istituto era scorretto e ha costretto il cittadino a fare una causa che si poteva evitare, l’istituto è stato condannato a pagare tutte le spese legali e i compensi dell’avvocato della vittima.
Come comportarsi per evitare truffe e tutelarsi
Se ti trovi in una situazione simile, ecco i passi fondamentali da seguire immediatamente:
- Non inviare mai foto di assegni: Evita in modo assoluto di condividere immagini chiare di assegni circolari via chat o e-mail prima dello scambio dei documenti ufficiali.
- Fai subito denuncia: Se scopri che l’assegno è stato clonato, recati immediatamente dalle Forze dell’Ordine.
- Richiedi il blocco: Diffida formalmente la banca o la posta chiedendo l’immediato congelamento della somma e la restituzione del denaro.
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Le truffe legate agli assegni clonati e ai titoli di credito falsi richiedono una conoscenza approfondita del diritto bancario e delle procedure di controllo. Spesso le banche tendono a prendere tempo o a negare il rimborso, ed è fondamentale agire con rapidità e precisione tecnica per congelare i fondi e recuperare il proprio denaro.
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