Se un genitore paga il prezzo di una casa che viene intestata a un figlio, si ha di regola una donazione indiretta dell’immobile. Alla morte del genitore, negli equilibri tra fratelli si considera la casa (e il suo valore), non la somma versata. Se però il genitore ha pagato solo una parte del prezzo, secondo la Cassazione si considera soltanto il denaro.
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La casa pagata dai genitori entra nei conti dell’eredità come donazione indiretta dell’immobile, salvo pagamento solo parziale. La legge 182/2025 ha ridotto i rischi per chi acquista da chi l’ha ricevuta. Ogni situazione va valutata sui documenti.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Perché si parla di donazione indiretta?
Il figlio acquista con un normale contratto di compravendita, ma il prezzo lo paga il genitore con lo scopo di beneficiarlo. Le Sezioni Unite (sent. n. 9282/1992) hanno chiarito che in questo caso oggetto della liberalità è l’immobile: la compravendita è lo strumento per trasferirlo al figlio. Non serve l’atto di donazione davanti a due testimoni, perché la forma è quella del contratto utilizzato.
Diverso è il caso del semplice bonifico di denaro dal genitore al figlio, senza collegamento con un acquisto: per le Sezioni Unite (sent. n. 18725/2017) una donazione di somme rilevanti eseguita tramite ordine bancario è una donazione diretta, che richiede l’atto pubblico.
Cosa succede se il genitore ha pagato solo una parte?
Con la sentenza n. 16329 del 12 giugno 2024 la Cassazione, richiamando le Sezioni Unite del 1992, ha affermato che se il donante paga solo una parte del prezzo non si ha donazione indiretta dell’immobile e si conferisce il denaro versato. Sul punto la giurisprudenza non è del tutto uniforme, per cui le somme e le modalità di pagamento vanno ricostruite con attenzione.
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Collazione
Tutela della legittima
Prova
Cosa cambia con la legge 182/2025?
Dal 18 dicembre 2025 la legge 182/2025 ha modificato gli artt. 561, 563 e 2652 c.c.: i legittimari non possono più chiedere la restituzione dell’immobile donato ai terzi acquirenti dal donatario. La tutela resta verso il figlio donatario, e verso chi ha ricevuto il bene a titolo gratuito se il donatario è insolvente. Per le successioni aperte prima di quella data opera un regime transitorio (domande di riduzione trascritte entro il 18 giugno 2026). In pratica, la casa ricevuta con donazione indiretta è oggi più facilmente vendibile o ipotecabile.
E le tasse?
La Cassazione (ord. n. 17424 del 16 giugno 2023) ha affermato che la donazione indiretta collegata all’acquisto di un immobile soggetto a imposta di registro proporzionale o IVA è esclusa dall’imposta di donazione, senza bisogno di dichiararla espressamente nell’atto, fermo l’onere di provare il collegamento tra somme e acquisto.
Si può "mettere in chiaro" la donazione?
Il genitore può, con testamento o con atto notarile, dare atto della liberalità e disporre la dispensa da collazione nei limiti della quota disponibile. La scelta dello strumento va valutata caso per caso.
Domande frequenti
DPerché si parla di donazione indiretta?
RIl figlio acquista con un normale contratto di compravendita, ma il prezzo lo paga il genitore con lo scopo di beneficiarlo. Le Sezioni Unite (sent. n. 9282/1992) hanno chiarito che in questo caso oggetto della liberalità è l'immobile: la compravendita è lo strumento per trasferirlo al figlio.
DCosa succede se il genitore ha pagato solo una parte?
RCon la sentenza n. 16329 del 12 giugno 2024 la Cassazione, richiamando le Sezioni Unite del 1992, ha affermato che se il donante paga solo una parte del prezzo non si ha donazione indiretta dell'immobile e si conferisce il denaro versato.
DQuali conseguenze nella successione?
RCollazione: tra figli e coniuge, il figlio beneficiato deve tener conto del valore ricevuto al momento della divisione, salvo dispensa del genitore nei limiti della disponibile; Tutela della legittima: se la donazione lede la quota di riserva di altri eredi, questi possono agire in riduzione contro il donatario; Prova: chi sostiene che vi sia stata una donazione indiretta deve dimostrare il pagamento da parte del genitore; chi afferma che si trattava di un prestito restituito deve provarlo.
DCosa cambia con la legge 182/2025?
RDal 18 dicembre 2025 la legge 182/2025 ha modificato gli artt. 561, 563 e 2652 c.c.: i legittimari non possono più chiedere la restituzione dell'immobile donato ai terzi acquirenti dal donatario. La tutela resta verso il figlio donatario, e verso chi ha ricevuto il bene a titolo gratuito se il donatario è insolvente.
Guide collegate
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In sintesi
La casa pagata dai genitori entra nei conti dell’eredità come donazione indiretta dell’immobile, salvo pagamento solo parziale. La legge 182/2025 ha ridotto i rischi per chi acquista da chi l’ha ricevuta. Ogni situazione va valutata sui documenti.
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Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Forio d’Ischia.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.