- Per le operazioni di pagamento non autorizzate, il d.lgs. 11/2010 obbliga la banca a rimborsare l’utente, salvo frode, dolo o colpa grave di quest’ultimo.
- Va segnalato tutto subito e comunque entro 13 mesi dall’addebito; il blocco della carta o del conto va chiesto senza indugio.
- La sola registrazione dell’operazione non basta, da sola, a provare che il cliente sia stato colpevole.
Caso frequente · Un problema che capita spesso
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Il caso
A Roma una persona riceve un sms che sembra della banca: “movimento sospetto, clicca qui”. Inserisce i dati su un sito identico a quello della banca. Il giorno dopo vede due bonifici istantanei che non ha ordinato. La banca risponde che le operazioni sono state autorizzate con le sue credenziali e rifiuta il rimborso.
Cosa dice la legge
Il d.lgs. 11/2010, che disciplina i servizi di pagamento, prevede che l’utente segnali senza indugio l’operazione non autorizzata (comunque entro 13 mesi dall’addebito). La banca, in caso di operazione non autorizzata, deve rimborsare l’importo di norma entro la fine della giornata lavorativa successiva alla segnalazione, a meno che abbia motivi di sospettare una frode e li comunichi alle autorità. Spetta alla banca dimostrare che l’operazione è stata autenticata e correttamente registrata; per sostenere che il cliente ha agito con frode o colpa grave serve di più dell’uso delle credenziali. Se c’è colpa grave, la banca non rimborsa. I limiti e le franchigie vanno verificati sul testo vigente.
La soluzione migliore per te
- Nelle prime ore: blocca carta e accessi, chiama la banca e conferma per iscritto (PEC o e-mail con ricevuta). Poi sporgi denuncia alle autorità: serve per il rimborso e per le indagini.
- Se la banca rifiuta il rimborso: di solito conviene presentare un reclamo scritto e, se la risposta non soddisfa, ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, una strada meno costosa della causa.
- Se il rifiuto resta e la somma è importante: si valuta la causa, con una perizia sul sistema di autenticazione e sulle misure di sicurezza della banca.
Cosa fare subito: screenshot del messaggio, estratto conto, orari delle operazioni, denuncia. Mai fornire altri codici a chi telefona. Nessuna strada garantisce il rimborso.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Prepara il reclamo alla banca con i riferimenti di legge.
- Ti segue nel ricorso all’ABF o nella causa.
- Ti dice quali prove conservare, a cominciare da messaggi e orari.
Domande frequenti
Ho inserito io i miei dati: perdo il diritto al rimborso?
Non automaticamente. La banca deve provare la colpa grave, e i giudici valutano le circostanze.
Entro quando devo agire?
Segnala subito. Il limite massimo per la segnalazione è di 13 mesi dall’addebito.
Serve la denuncia?
Conviene farla: la banca la chiede e aiuta a ricostruire i fatti.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma (Via Giorgio Ribotta 21) e a Bari (C.so Giuseppe Mazzini 61), su appuntamento, e a distanza.
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Fonti: d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 11, Normattiva. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale.
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