Il franchising è regolato dalla legge 129/2004: contratto scritto, documentazione informativa consegnata prima della firma e durata sufficiente a ammortizzare l’investimento. Se i dati del franchisor erano falsi o incompleti, l’affiliato può chiedere l’annullamento e il risarcimento. Prima di firmare si controllano investimento, territorio, royalties, acquisti obbligati, penali e le regole di uscita.
Aggiornato il 16 ottobre 2026.
Che cos’è e cosa dice la legge
Nel franchising (affiliazione commerciale) una parte, il franchisor, concede all’altra, l’affiliato, l’uso del proprio marchio, del know-how e dell’assistenza in cambio di un corrispettivo; l’affiliato apre o gestisce un punto vendita in modo autonomo. La legge 129/2004 impone la forma scritta, a pena di nullità, e un contenuto minimo: investimento, royalties, zona, durata, condizioni di rinnovo e di recesso.
Cosa ti deve dare il franchisor prima della firma
Il franchisor deve consegnare all’aspirante affiliato, almeno trenta giorni prima della firma, una copia completa del contratto e una documentazione informativa: dati del franchisor, marchio, descrizione dell’attività, numero degli affiliati e dei punti vendita aperti e chiusi, un’indicazione sull’andamento della rete, le principali spese e investimenti. Chi firma senza aver ricevuto questi documenti perde un’arma di difesa utile se poi nascono contestazioni.
Durata e uscita
Il contratto a tempo determinato deve avere una durata che consenta all’affiliato di ammortizzare l’investimento; la legge indica un periodo minimo di tre anni. Il recesso anticipato segue il contratto e le sue clausole; il preavviso e le penali vanno letti con attenzione, perché una penale sproporzionata può essere ridotta dal giudice.
Informazioni false o numeri non corrispondenti
Se il franchisor ha fornito dati falsi, per esempio sul fatturato attuale o previsto di altri punti vendita, o ha taciuto fatti importanti, l’affiliato può chiedere l’annullamento del contratto e il risarcimento dei danni (art. 8). Servono prove: documentazione ricevuta, e-mail, presentazioni commerciali, dati di bilancio dei negozi dichiarati.
Clausole da controllare
Territorio e esclusiva; royalties e minimi garantiti; obbligo di acquistare solo dal franchisor o da fornitori indicati; arredi e forniture imposti; patto di non concorrenza durante e dopo il contratto, con limiti di durata e di ambito; penale di uscita; proprietà dei dati dei clienti; cosa succede ai locali e alle attrezzature alla fine.
Come uscire dal contratto
Per prima cosa si legge il contratto: recesso, durata e penali. Se il franchisor non ha rispettato i suoi obblighi (assistenza, formazione, fornitura, informazioni), l’affiliato può contestare l’inadempimento per iscritto e valutare risoluzione e risarcimento. Prima di smettere di pagare royalties o di restituire il marchio, conviene farsi esaminare il contratto: smettere senza motivo può far scattare penali e richieste di pagamento.
Domande frequenti
Il franchising può essere verbale?
No, la legge richiede la forma scritta a pena di nullità.
Quando devo ricevere il contratto?
Almeno trenta giorni prima della firma, insieme alla documentazione informativa.
Posso uscire se il fatturato è molto inferiore a quanto promesso?
Dipende da cosa è stato dichiarato e provato: se i dati erano falsi o taciuti, si può chiedere l’annullamento e i danni; se erano solo previsioni prudenti, il margine è minore.
La penale di uscita è sempre dovuta?
Se prevista, il giudice può ridurla quando è manifestamente eccessiva; va esaminata caso per caso.
Chi è competente per la causa?
In genere le controversie tra imprese sono trattate dalle sezioni specializzate in materia di impresa del Tribunale; il contratto può prevedere foro o arbitrato.
Porta contratto e documentazione ricevuta.
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Fonti: legge 6 maggio 2004, n. 129 sull’affiliazione commerciale; codice civile.
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