Il fondatore di uno studio, di un laboratorio o di un centro diagnostico vuole lasciare l’attività al figlio che già lavora lì, senza far torto agli altri figli e senza bloccare la struttura. Può farlo, ma la forma giuridica cambia tutto. Questa guida fa parte della pagina Avvocato per studi medici, cliniche e laboratori e completa quella sul passaggio generazionale dell’impresa.
In 30 secondi
Uno studio individuale non si “eredita”: il figlio deve avere i titoli abilitativi. Se la struttura è una società, le quote possono passare anche a figli non medici, purché la direzione sanitaria resti a un professionista abilitato. Conviene preparare il passaggio in vita, con statuto, patto di famiglia e testamento coordinati.
Da che cosa dipende il passaggio?
- Studio individuale: l’attività personale del medico non si trasmette per eredità. Il subentrante deve avere i propri titoli e le proprie autorizzazioni.
- Società tra professionisti o SRL sanitaria: si passano le quote. Chi gestisce la parte sanitaria deve restare abilitato.
- Laboratorio o centro accreditato: contano anche accreditamento, direzione sanitaria e rapporti con l’ASL.
Quali strumenti si usano?
Riorganizzazione in società. Si conferisce lo studio in una SRL sanitaria o in una società tra professionisti, così il valore è in quote che si possono trasmettere.
Patto di famiglia. Il fondatore trasmette la società al figlio che continua l’attività, e questi liquida gli altri figli. Serve l’atto del notaio scelto liberamente dalla famiglia e il consenso di tutti.
Statuto su misura. Clausole su prelazione, uscita dei soci, direzione sanitaria e decisioni importanti.
Testamento coordinato. Chiude i punti rimasti aperti e riduce il rischio di liti.
E se il fondatore è già morto?
Senza una pianificazione, le quote o l’azienda cadono in comunione ereditaria e le decisioni richiedono l’accordo di tutti. Si lavora allora per garantire subito la direzione sanitaria, tenere vivo l’accreditamento e arrivare a una divisione o a una liquidazione equa. Le regole su patto di famiglia, legittima e successione si verificano sul testo vigente.
Qual è di solito la strada migliore?
- Un figlio nella struttura, gli altri no: di solito conviene una società con patto di famiglia, in cui chi lavora tiene le quote e gli altri ricevono un equivalente.
- Più figli che lavorano insieme: conviene uno statuto con regole di uscita e di decisione chiare, per evitare blocchi.
- Nessun piano e fondatore anziano: conviene iniziare ora con un confronto sul valore della struttura e un calendario del passaggio.
Che cosa fare subito: raccogli visura, statuto, elenco dei beni e composizione della famiglia. Nessuna strada garantisce l’esito.
Domande frequenti
Un figlio non medico può avere le quote?
In una società di capitali spesso sì, con la direzione sanitaria a un professionista abilitato. Dipende dal tipo di struttura e dalle regole dell’ASL.
Il patto di famiglia evita le liti?
Aiuta molto, perché tutti firmano e il valore è deciso in anticipo. Va preparato con cura e con i numeri aggiornati.
Il notaio lo scelgo io?
Sì. La scelta del notaio è libera. Lo studio assiste la famiglia nella fase di preparazione.
Guide collegate
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
Tre consigli pratici:
- Inizia prima: un passaggio ben preparato richiede mesi, non settimane.
- Parla con tutta la famiglia: il consenso degli altri figli è la parte più delicata.
- Metti i numeri in ordine: valore della struttura, debiti, immobili e accreditamento.
L’avv. Fiorentino disegna il percorso insieme al commercialista, prepara statuto e accordi e assiste la famiglia nella scelta del notaio e nelle trattative. Anche in videochiamata.
Vuoi preparare il passaggio ai figli?
Un primo colloquio per capire la situazione, poi una proposta scritta del compenso, anche in videochiamata.
Contenuto informativo, non costituisce parere legale. Testo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.