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Il titolare vuole lasciare la farmacia al figlio farmacista: come tutelare anche gli altri figli

Caso frequente: un titolare con tre figli, uno solo farmacista. Titolarità della farmacia, donazione, patto di famiglia e tutela della legittima.

Caso frequente · Un problema che capita spesso

Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.

Un titolare ormai anziano ha tre figli. Uno solo è laureato in farmacia e lavora con lui. Gli altri due non vogliono contestare niente ma temono di restare senza nulla, perché la farmacia è il bene più importante della famiglia. Il padre chiede se basta intestare tutto al figlio farmacista.

In 30 secondi

  • La titolarità della farmacia privata è riservata ai soggetti indicati dalla legge: persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti, oppure società; la direzione va a un farmacista idoneo.
  • Donazione e patto di famiglia hanno effetti diversi sui fratelli e sulla legittima.
  • Il valore dell’azienda, avviamento compreso, va stimato prima di decidere: è la base per compensare gli altri figli.

Che cosa dice la legge

Titolarità. L’art. 7 della l. 362/1991 stabilisce che sono titolari dell’esercizio della farmacia privata le persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti, le società di persone, le società di capitali e le società cooperative a responsabilità limitata. La partecipazione alle società è incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco e con l’esercizio della professione medica. La direzione della farmacia gestita dalla società è affidata a un farmacista in possesso del requisito dell’idoneità. Questo restringe le scelte: a chi si intesta la farmacia, e con quale forma, va verificato prima. Alcune disposizioni di dettaglio sul trasferimento della titolarità possono essere state modificate nel tempo e vanno controllate alla data dell’atto.

Donazione. La donazione è il contratto con cui, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra (art. 769 c.c.) e va fatta per atto pubblico, a pena di nullità (art. 782). Se il valore delle donazioni eccede la quota di cui il defunto poteva disporre, queste sono soggette a riduzione fino a quella quota (art. 555); ai figli è riservata la metà del patrimonio se il genitore lascia un solo figlio e i due terzi, da dividersi in parti uguali, se i figli sono più di uno (art. 537). Per calcolare la lesione si riuniscono fittiziamente ai beni lasciati alla morte, detratti i debiti, quelli donati in vita (art. 556).

Patto di famiglia. È il contratto con cui l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce le proprie quote, a uno o più discendenti (art. 768-bis). Deve essere concluso per atto pubblico, a pena di nullità (art. 768-ter). Devono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se in quel momento si aprisse la successione; gli assegnatari devono liquidare gli altri partecipanti, se non vi rinunciano in tutto o in parte, con una somma corrispondente al valore delle quote di legittima, e si può convenire che la liquidazione avvenga in natura. Quanto ricevuto dai contraenti non è soggetto a collazione o a riduzione (art. 768-quater). La Cassazione indica come presupposti il trasferimento dell’azienda o delle partecipazioni a un discendente, la partecipazione al contratto del coniuge e di tutti i legittimari e la liquidazione dei non assegnatari (Cass. civ., sez. II, n. 4376/2026). Se una farmacia a titolarità personale rientri nel concetto di azienda ai fini del patto di famiglia va valutato caso per caso.

In entrambi i casi serve un atto pubblico e una valutazione dell’azienda. Ogni cliente è libero di scegliere il notaio.

Che cosa fare

  1. Verificare chi può essere titolare o socio e con quale forma, secondo l’art. 7 l. 362/1991.
  2. Far stimare l’azienda, avviamento compreso, da un professionista.
  3. Confrontare donazione, patto di famiglia e testamento sul piano della legittima.
  4. Coinvolgere tutti i figli in modo chiaro, per ridurre il rischio di liti future.

Domande frequenti

Posso donare la farmacia al figlio farmacista e basta?

Di regola la donazione si fa per atto pubblico e può essere contestata con l’azione di riduzione se, alla morte del donante, lede la quota riservata agli altri figli. Prima vanno verificati i requisiti di titolarità.

Il patto di famiglia è obbligatorio?

No: nessuna norma lo impone, è uno strumento contrattuale che può dare più stabilità.

Gli altri figli devono partecipare?

Nel patto di famiglia sì: devono partecipare il coniuge e tutti i legittimari, e possono rinunciare in tutto o in parte alla liquidazione. Nella donazione la partecipazione non è richiesta come nel patto, ma la quota riservata resta tutelata dalla riduzione.

Come procedere

Un colloquio iniziale serve a capire documenti, termini e strade possibili, senza promesse sull’esito. Consulenza anche a distanza. Il primo incontro è in italiano; se parli inglese, in videochiamata Google Meet da computer attiviamo la traduzione automatica italiano-inglese.

Testo informativo, non sostituisce una consulenza sul caso specifico. Le norme citate sono state verificate il 4.10.2026 e possono essere cambiate. Redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.

La strada che di solito conviene

Le strade possibili

  • La donazione al figlio farmacista, per atto pubblico.
  • Il patto di famiglia, con la partecipazione del coniuge e di tutti i legittimari.
  • Il testamento, da confrontare con le altre due sul piano della legittima.

Quale conviene di solito e perché

Dipende dal caso. Il testo non indica una strada unica. La donazione può essere contestata con l’azione di riduzione se, alla morte del donante, lede la quota riservata agli altri figli. Il patto di famiglia può dare più stabilità, ma richiede la partecipazione di tutti e la liquidazione dei non assegnatari. Prima va verificato chi può essere titolare della farmacia e con quale forma.

Cosa fare subito

  • Verifica chi può essere titolare o socio, secondo l’art. 7 della l. 362/1991.
  • Fai stimare l’azienda, avviamento compreso, da un professionista.
  • Coinvolgi tutti i figli in modo chiaro, per ridurre il rischio di liti future.

Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.

Come può seguirti l’avv. Fiorentino

  • Non intestare la farmacia prima di aver controllato i requisiti di titolarità e di direzione.
  • Metti per iscritto l’elenco dei beni della famiglia e il valore stimato dell’azienda, per confrontare le soluzioni sulla stessa base.
  • Controlla alla data dell’atto le disposizioni sul trasferimento della titolarità, che possono essere cambiate nel tempo.

Lo studio lavora anche a distanza, con documenti inviati online. Il preventivo è scritto e arriva prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.

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