Se un debitore chiede il concordato preventivo, il tuo credito entra in una procedura collettiva: conta insieme agli altri e, se il debitore chiede le misure protettive, le azioni individuali si fermano.
In 30 secondi
- Il concordato preventivo è una procedura con cui un’impresa in difficoltà propone ai creditori un piano per pagarli, sotto il controllo del tribunale.
- Se il debitore lo ha chiesto nella domanda, dalla sua pubblicazione nel registro delle imprese i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio dell’impresa (art. 54, comma 2, d.lgs. 14/2019).
- Il tuo credito va indicato nell’elenco dei creditori: se non c’è o è sbagliato, si deve correggere subito.
- Il piano è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto (art. 109): il tuo voto e la tua posizione contano.
Aggiornato il 21 ottobre 2026.
Che cos’è e come cambia la tua posizione
L’impresa non fallisce: propone un piano e continua, di solito, a lavorare. Il ricorso è sottoscritto dal difensore munito di procura e viene comunicato al registro delle imprese (art. 40). Il piano può prevedere pagamenti parziali, dilazioni o la cessione dei beni. Nel concordato con liquidazione del patrimonio sono previste soglie minime: risorse esterne che incrementino di almeno il 10% l’attivo e pagamento dei creditori chirografari di almeno il 20% (art. 84). Per i creditori cambiano i tempi: non si può più contare sul pagamento alla scadenza, ma sul piano approvato.
Cosa controllare appena arriva la notizia
- Il tuo credito nell’elenco: importo, causa e eventuale privilegio o garanzia devono essere corretti.
- La classe in cui sei inserito: da questa dipende il trattamento previsto dal piano. Le classi sono obbligatorie, tra l’altro, per i creditori titolari di garanzie prestate da terzi (art. 85).
- Le misure protettive: verifica nella visura se il debitore le ha chieste, perché da questo dipende se puoi ancora agire esecutivamente.
- Il piano e la relazione: leggi quanto è offerto, in quanto tempo e con quali garanzie.
- I termini per il voto e per le opposizioni: sono brevi.
- Le garanzie di terzi: i creditori conservano impregiudicati i diritti contro i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli obbligati in via di regresso (art. 117).
Se sei una banca o un finanziatore
Controlla le linee di credito, i contratti di mutuo e di anticipo e le garanzie. Valuta se il piano rispetta il tuo grado e se le somme incassate prima della domanda potrebbero essere contestate. Serve una relazione chiara su rapporti, saldi e garanzie.
Voto e omologazione
Con le classi, il concordato è approvato se la maggioranza dei crediti ammessi al voto è raggiunta anche nel maggior numero di classi (art. 109). Il tribunale omologa dopo aver verificato regolarità della procedura, votazione, classi e fattibilità del piano; nel concordato in continuità aziendale può, a certe condizioni, omologare anche se una o più classi sono dissenzienti (art. 112).
La soluzione migliore per te
- Se il piano è serio e ti conviene: vota a favore e chiedi garanzie sui pagamenti. Un piano approvato spesso vale più di una causa lunga.
- Se il piano ti penalizza rispetto ad altri creditori: contestalo con motivi precisi, nei termini.
- Se hai garanzie da terzi: valuta di escuterle in parallelo, senza attendere la fine della procedura.
- Se sei un fornitore che continua a lavorare con l’impresa: chiedi pagamento anticipato o garanzie per le nuove forniture.
Cosa fare subito: raccogli contratti, fatture, estratti e garanzie; leggi la comunicazione del tribunale; segna le date. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Controlla che il credito sia indicato bene e nella classe giusta.
- Analizza il piano e ti indica se conviene votare a favore o contestarlo.
- Prepara le comunicazioni al commissario e gli atti nei termini.
Documenti utili per il primo colloquio
- la comunicazione del tribunale o del commissario;
- contratti, fatture, estratti conto e garanzie;
- l’elenco dei creditori e il piano, se li hai;
- solleciti e corrispondenza con l’impresa.
Se manca qualcosa, il colloquio si fa lo stesso: lo studio ti dice come recuperarlo.
Domande frequenti
Posso ancora fare un decreto ingiuntivo o un pignoramento?
Se il debitore ha chiesto le misure protettive, dalla pubblicazione della domanda i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio dell’impresa (art. 54, comma 2). Per le altre azioni va verificato il momento e il tipo di azione.
Se il concordato non va in porto?
Il tribunale può aprire altre procedure, come la liquidazione giudiziale. Il tuo credito resta, ma cambia il modo di farlo valere.
Il fideiussore deve pagare anche se l’impresa è in concordato?
I creditori conservano i diritti contro i fideiussori del debitore (art. 117). La garanzia vale secondo il contratto: va letta la clausola.
Un tuo debitore è in concordato preventivo?
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Fonti: Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019), artt. 40, 54, 84, 85, 109, 112 e 117, Normattiva (vigenza verificata il 21 ottobre 2026). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale.
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