Debiti fiscali del defunto: cosa devono pagare gli eredi

Debiti fiscali del defunto: gli eredi pagano imposte e interessi ma non le sanzioni. Notifica agli eredi (art. 65 DPR 600/1973), cartelle e rinuncia.

Successioni e donazioni · Guida pratica

Debiti fiscali del defunto: cosa devono pagare gli eredi

RFAvv. Renato Giuseppe Fiorentino·Pubblicato il 26 settembre 2026·Aggiornato il 26 settembre 2026·Lettura 3 min

Gli eredi che accettano l’eredità rispondono delle imposte dovute dal defunto, compresi gli interessi, ma non delle sanzioni, che si estinguono con la morte del contribuente. Chi rinuncia all’eredità non risponde dei debiti fiscali, e chi accetta con beneficio d’inventario ne risponde solo nei limiti di quanto ha ricevuto.

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Gli eredi pagano le imposte del defunto, in solido tra loro, ma non le sanzioni. Chi non ha accettato non risponde, e la correttezza della notifica va sempre controllata. Ogni situazione va valutata sui documenti.

Da ricordare

1° gennaio 2027

trenta giorni prima

proroga di sei mesi

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

artt. 752 e 754 c.c.d.lgs. 472/1997d.lgs. 173/2024d.l. 200/2025legge 26/2026

Chi risponde dei debiti tributari?

L’art. 65 del DPR 600/1973 prevede che gli eredi rispondano in solido delle obbligazioni tributarie sorte prima della morte. È una differenza importante rispetto ai debiti civili, che si dividono tra gli eredi in proporzione alle quote (artt. 752 e 754 c.c.): per le imposte il Fisco può chiedere l’intero a ciascun erede, che poi si rivarrà sugli altri.

Presupposto è la qualità di erede: il semplice chiamato che non ha ancora accettato non risponde dei debiti tributari del defunto. È una ragione in più per valutare con attenzione, prima di compiere atti sui beni, se accettare, rinunciare o accettare con beneficio d’inventario.

Le sanzioni si trasmettono agli eredi?

No. L’art. 8 del d.lgs. 472/1997 stabilisce che l’obbligazione di pagare la sanzione non si trasmette agli eredi. La Cassazione (ord. n. 22476/2025) ha ribadito che le sanzioni tributarie hanno carattere personale e si estinguono con la morte dell’autore della violazione, anche se il giudizio è ancora in corso.

Dove si trova oggi la regola. La riforma del 2024 ha riprodotto la stessa previsione, con identica formulazione, nell’art. 8 del testo unico delle sanzioni tributarie (d.lgs. 173/2024). Il testo unico doveva applicarsi dal 1° gennaio 2026, ma il decreto Milleproroghe (d.l. 200/2025, convertito dalla legge 26/2026) ha rinviato la sua operatività al 1° gennaio 2027. Fino ad allora resta applicabile il d.lgs. 472/1997; il principio, in ogni caso, non cambia.

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Come devono essere notificati gli atti?

Sempre secondo l’art. 65:

  • gli eredi devono comunicare all’ufficio delle Entrate dell’ultimo domicilio del defunto le proprie generalità e il domicilio fiscale;
  • in mancanza di questa comunicazione, gli atti intestati al defunto possono essere notificati agli eredi impersonalmente e collettivamente presso l’ultimo domicilio del defunto;
  • se la comunicazione è stata fatta almeno trenta giorni prima, la notifica deve essere fatta ai singoli eredi nei loro domicili.

Gli atti notificati al contribuente già deceduto, invece che agli eredi, sono esposti a contestazione per nullità, come più volte affermato dalla giurisprudenza.

Cosa fare se arriva una cartella?

Occorre verificare con attenzione:

  • se si è davvero eredi o solo chiamati;
  • se la cartella comprende sanzioni, che non sono dovute;
  • se la notifica è stata eseguita correttamente;
  • se sono decorsi i termini di decadenza o prescrizione.

Per le scadenze fiscali pendenti al momento della morte, e per quelle in scadenza nei quattro mesi successivi, la legge concede agli eredi una proroga di sei mesi.

Domande frequenti

DChi risponde dei debiti tributari?

RL'art. 65 del DPR 600/1973 prevede che gli eredi rispondano in solido delle obbligazioni tributarie sorte prima della morte.

DLe sanzioni si trasmettono agli eredi?

RNo. L'art. 8 del d.lgs. 472/1997 stabilisce che l'obbligazione di pagare la sanzione non si trasmette agli eredi. La Cassazione (ord. n. 22476/2025) ha ribadito che le sanzioni tributarie hanno carattere personale e si estinguono con la morte dell'autore della violazione, anche se il giudizio è ancora in corso.

DCome devono essere notificati gli atti?

RSempre secondo l'art. 65: gli eredi devono comunicare all'ufficio delle Entrate dell'ultimo domicilio del defunto le proprie generalità e il domicilio fiscale; in mancanza di questa comunicazione, gli atti intestati al defunto possono essere notificati agli eredi impersonalmente e collettivamente presso l'ultimo domicilio del defunto; se la comunicazione è stata fatta almeno trenta giorni prima, la notifica deve essere fatta ai singoli eredi nei loro domicili.

DCosa fare se arriva una cartella?

ROccorre verificare con attenzione: se si è davvero eredi o solo chiamati; se la cartella comprende sanzioni, che non sono dovute; se la notifica è stata eseguita correttamente.

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In sintesi

Gli eredi pagano le imposte del defunto, in solido tra loro, ma non le sanzioni. Chi non ha accettato non risponde, e la correttezza della notifica va sempre controllata. Ogni situazione va valutata sui documenti.

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Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Forio d’Ischia.

Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.

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