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- Un testamento si può mettere in discussione in tre modi diversi: per nullità (per esempio l’olografo non scritto o non sottoscritto di mano del defunto, art. 606 c.c.), per annullamento (incapacità di intendere e di volere, art. 591 c.c.; errore, violenza o dolo, art. 624 c.c.; altri difetti di forma) oppure con l’azione di riduzione, se la quota di legittima è lesa.
- Per l’incapacità e per gli altri difetti di forma il termine è di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie; per errore, violenza e dolo di cinque anni dalla notizia del vizio; per la riduzione, di regola, di dieci anni dall’apertura della successione. La nullità non si prescrive, ma chi ha confermato o eseguito volontariamente la disposizione nulla non può più farla valere (art. 590 c.c.).
- La prova spetta a chi impugna e, per l’incapacità, è rigorosa. Prima della causa è di norma richiesta la mediazione.
Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le norme e i termini vanno sempre verificati sul caso concreto.
Hai letto il testamento e qualcosa non torna: la scrittura sembra diversa, il defunto non stava bene quando lo ha fatto, oppure ti è stata lasciata meno di quanto la legge ti riserva. Impugnare un testamento è possibile, ma solo per motivi precisi e entro termini che cambiano a seconda del vizio: per questo la prima cosa da fare è capire quale strada si sta percorrendo.
Quando si può impugnare un testamento
Un testamento non si contesta perché è “ingiusto”: il defunto è libero di disporre della parte disponibile del patrimonio. Può invece essere contestato quando ricorre uno di questi motivi. Può agire chiunque vi abbia interesse (per esempio un erede legittimo escluso o un legittimario leso).
1. Nullità e falsità del testamento olografo
Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore; la sottoscrizione va posta alla fine delle disposizioni e la data deve indicare giorno, mese e anno (art. 602 c.c.). Se manca la redazione di pugno del testatore o manca la sottoscrizione, il testamento è nullo; ogni altro difetto di forma, come la data mancante o incompleta, lo rende annullabile (art. 606 c.c.). La prova della non verità della data è ammessa solo per giudicare della capacità del testatore, della priorità tra più testamenti o di altra questione che dipenda dal tempo del testamento (art. 602 c.c.).
Se si sospetta che la scrittura o la firma non siano del defunto, secondo le Sezioni Unite della Cassazione (sent. n. 12307/2015) chi contesta propone una domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura e deve fornire la prova della non autenticità; non è necessaria la querela di falso. Nella pratica la prova passa quasi sempre da una consulenza grafologica sul confronto con scritture sicuramente del defunto. L’azione di accertamento della nullità non è soggetta al termine breve dell’annullamento, ma conviene muoversi presto, perché nel frattempo i beni possono essere venduti a terzi. Un esempio pratico è nel caso frequente della firma che non sembra quella del nonno; i requisiti dell’olografo sono spiegati nella guida sul testamento olografo e la sua pubblicazione.
2. Incapacità di intendere e di volere del testatore
Il testamento di chi, anche se non interdetto, si provi essere stato incapace di intendere e di volere nel momento in cui lo ha fatto, anche per una causa transitoria, può essere impugnato da chiunque vi abbia interesse (art. 591 c.c.). Contano due cose:
- Il momento. La legge guarda allo stato della persona il giorno in cui ha fatto testamento, non a come stava prima o dopo. Età e malattia da sole non bastano: una persona malata può aver testato in un momento di lucidità. Una diagnosi successiva è un indizio, da valutare con gli altri elementi.
- La prova. La norma dice che l’incapacità deve essere provata: non basta supporla. Il solo contenuto del testamento, per esempio l’esclusione di un figlio, non dimostra l’incapacità.
Se c’è stata interdizione, l’incapacità discende dalla sentenza; per l’amministrazione di sostegno conta ciò che prevede il decreto del giudice tutelare (art. 411 c.c.). L’azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.
3. Errore, violenza e dolo (captazione)
Le disposizioni determinate da errore, violenza o dolo possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse (art. 624 c.c.). Per la cosiddetta captazione non bastano le attenzioni o le pressioni affettive di chi assisteva l’anziano: serve la prova di mezzi fraudolenti idonei a trarre in inganno il testatore. L’azione si prescrive in cinque anni, ma qui dal giorno in cui si è avuta notizia del vizio.
4. Lesione della legittima
Coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti sono legittimari: la legge riserva loro una quota del patrimonio (art. 536 e seguenti c.c.). Se testamento o donazioni fatte in vita la violano, si propone l’azione di riduzione (art. 553 e seguenti c.c.). Non è un’impugnazione della validità del testamento: serve a recuperare la quota riservata, e in genere si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione, con una decorrenza da verificare sul caso concreto. Per calcolare la lesione si ricostruisce il patrimonio sommando quanto lasciato e quanto donato: vedi la guida sulla riunione fittizia e la quota disponibile. Se la lesione deriva da donazioni, leggi anche impugnare una donazione: chi può farlo e quando.
Attenzione all’ordine delle mosse: se la riduzione è chiesta contro chi non è coerede, la legge richiede in genere che il legittimario abbia accettato l’eredità con beneficio d’inventario (art. 564 c.c.): approfondimento nella guida sull’azione di riduzione e il beneficio d’inventario. Una clausola del testamento che punisce chi contesta non può comprimere la quota di legittima (art. 549 c.c.).
Termini a colpo d’occhio
- Nullità (manca la scrittura di pugno o la sottoscrizione dell’olografo): l’azione non si prescrive.
- Incapacità (art. 591) e altri difetti di forma (art. 606, secondo comma): cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.
- Errore, violenza, dolo (art. 624): cinque anni dalla notizia del vizio.
- Riduzione per lesione di legittima: di regola dieci anni dall’apertura della successione.
Attenzione: conferma ed esecuzione volontaria
La nullità di una disposizione testamentaria non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa di nullità, dopo la morte del testatore ha confermato la disposizione o le ha dato volontaria esecuzione (art. 590 c.c.). Prima di consegnare beni, firmare divisioni o rinunce, conviene quindi far valutare il testamento. La differenza tra testamento invalido ma vero e testamento falso è approfondita in testamento falso o invalido: cosa fare.
Quali prove si raccolgono
- Per l’incapacità: cartelle cliniche, referti, visite neurologiche, ricoveri e terapie vicini alla data del testamento; testimonianze di medico di base, vicini e persone di assistenza e, se il testamento è pubblico, di notaio e testimoni; di solito una consulenza medico-legale nel giudizio.
- Per la falsità: l’originale (o la copia del verbale di pubblicazione) e almeno alcune scritture certamente del defunto, di epoche vicine, per il confronto grafologico.
- Per la riduzione: atto di morte, stato di famiglia, visure, estratti conto e atti di donazione noti.
Come si procede, passo per passo
- Ottieni copia del testamento (per l’olografo, il verbale di pubblicazione dal notaio) e verifica data e forma. Non toccare né far sparire nulla e conserva l’originale.
- Raccogli i documenti: atto di morte, stato di famiglia, visure, estratti conto, donazioni note, cartelle cliniche.
- Non compiere atti che possano valere come accettazione tacita dell’eredità o come esecuzione del testamento prima di aver deciso la strategia.
- Avvia la mediazione: nelle controversie in materia di successioni ereditarie è condizione di procedibilità (d.lgs. 28/2010); vedi la guida sulla mediazione obbligatoria.
- Se non c’è accordo, si promuove la causa davanti al tribunale competente, con trascrizione della domanda quando serve a tutelare i beni immobili.
Due casi frequenti
Esempi descritti in forma generale: nomi, luoghi e importi non si riferiscono a persone o casi reali.
Testamento valido ma lesivo. Il padre lascia con testamento olografo l’intera casa a uno solo dei tre figli. Gli altri due scoprono la scheda dopo la morte. Verificata l’autenticità, la scheda risulta valida, ma la casa assorbe quasi tutto il patrimonio: i due fratelli possono agire in riduzione per ottenere la quota riservata.
Dubbi sulla lucidità. Un padre anziano, in cura da tempo, firma poche settimane prima di morire un testamento a favore di un solo figlio. Gli altri figli dubitano che fosse lucido: si ricostruiscono i documenti sanitari, si individuano i testimoni, si controlla se qualcuno ha già dato esecuzione al testamento e quali termini corrono.
Come scegliere l’avvocato per una contestazione di testamento
Prima di dare l’incarico conviene sapere quando serve l’avvocato e quando bastano notaio e commercialista, cosa chiedere al primo colloquio e come si concorda il compenso: leggi la guida come scegliere un avvocato per una successione. Lo studio segue questi casi per persone di Napoli, della Campania e di tutta Italia, con consulenza anche a distanza.
Guide collegate
- Come scegliere un avvocato per una successione
- Testamento a Napoli: come si fa, quando è valido e come difendersi
- La firma sul testamento non sembra quella del nonno: cosa si può fare
- Testamento falso o invalido: cosa fare
- Il testamento lede la legittima: nullo, annullabile o riducibile
- Figlio o coniuge escluso dal testamento: cosa può fare il legittimario pretermesso
- Azione di riduzione: come tutelare la quota di legittima
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Accordo tra gli eredi, anche attraverso la mediazione.
- Causa di nullità o di annullamento del testamento (falsità, incapacità, errore, violenza o dolo).
- Azione di riduzione, se il testamento è valido ma lede la quota di legittima.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. La scelta segue il vizio che si riesce a provare: i documenti sanitari e i testimoni per l’incapacità, la perizia grafologica per l’olografo, il calcolo della legittima per la riduzione. Di solito si tenta prima una trattativa documentata e la mediazione, che è comunque richiesta prima della causa; il giudizio resta per i casi di falso, incapacità o rifiuto di trattare.
Cosa fare subito
- Conserva l’originale del testamento e non eseguire né confermare nulla prima di una valutazione.
- Raccogli i documenti sanitari e le scritture di comparazione, e annota le date che contano per i termini.
- Fai esaminare il caso prima di accettare o rinunciare all’eredità e prima di firmare accordi.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Porta copia del testamento (o del verbale di pubblicazione), atto di morte e stato di famiglia.
- Segna la data in cui qualcuno ha dato esecuzione alle disposizioni, perché da lì decorre il termine di cinque anni per l’incapacità.
- Raccogli i nomi di medico di base, vicini e persone di assistenza che potrebbero testimoniare.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico e primo incontro in italiano. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.
Domande frequenti
Entro quanto tempo si può impugnare un testamento?
Dipende dal motivo: cinque anni dall’esecuzione delle disposizioni per incapacità e altri difetti di forma; cinque anni dalla notizia del vizio per errore, violenza e dolo; di regola dieci anni dall’apertura della successione per la riduzione. La nullità per mancanza di scrittura di pugno o di sottoscrizione non si prescrive, ma altri effetti (per esempio l’usucapione dei beni da parte di terzi) possono incidere.
Chi può impugnare un testamento?
Chiunque vi abbia un interesse concreto: per esempio i legittimari lesi, gli eredi legittimi esclusi e chi sarebbe chiamato all’eredità se il testamento cadesse.
La demenza diagnosticata dopo il testamento prova che il defunto era incapace prima?
Non automaticamente: è un elemento da valutare insieme agli altri. La legge richiede la prova dell’incapacità nel momento in cui il testamento è stato fatto.
Se il testamento è pubblico è più difficile contestarlo?
Il testamento pubblico è ricevuto da un notaio con testimoni, ma l’incapacità resta un motivo di impugnazione. La valutazione dipende dai documenti e dalle prove del caso.
Se ho eseguito volontariamente il testamento, posso ancora contestarlo?
Per le disposizioni nulle, chi dopo la morte del testatore le ha confermate o eseguite sapendo della nullità non può più farle valere (art. 590 c.c.). Per gli altri vizi la situazione va valutata caso per caso.
La mediazione è obbligatoria?
Sì, nelle controversie in materia di successioni ereditarie è condizione di procedibilità della domanda giudiziale (d.lgs. 28/2010).
Quanto costa impugnare un testamento?
Dipende dal valore dei beni, dalla necessità di perizie e dalla durata. Per un preventivo scritto sul tuo caso, contattaci con i documenti principali.
Fonti: Normattiva, Codice civile (artt. 411, 536 ss., 549, 553 ss., 564, 590, 591, 602, 606, 624) e d.lgs. 28/2010; Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sent. n. 12307/2015. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.