La divisione ereditaria dal notaio (divisione contrattuale) è l’accordo con cui tutti i coeredi sciolgono la comunione e assegnano a ciascuno beni determinati. Richiede il consenso unanime e, se ci sono immobili, l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata. Sul valore della massa si paga di regola l’imposta di registro dell’1%, mentre gli eventuali conguagli oltre la quota di diritto sono tassati come una vendita.
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La divisione dal notaio è la via più rapida quando tutti i coeredi sono d’accordo. Il costo fiscale di base è l’1% della massa, ma i conguagli e la collazione possono cambiare il calcolo. Ogni situazione va valutata sui documenti.
Da ricordare
imposta di registro dell'1%
oltre il 5%
testo unico dei tributi indiretti (d.lgs. 123/2025)
1° gennaio 2027
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Come funziona la divisione contrattuale
Dopo l’apertura della successione i beni appartengono in comunione a tutti gli eredi, secondo le rispettive quote. Con la divisione:
- si stima il patrimonio (immobili, conti, titoli, beni mobili);
- si formano i lotti in proporzione alle quote;
- chi riceve beni di valore superiore alla propria quota versa agli altri un conguaglio in denaro.
Se manca l’accordo, resta la divisione giudiziale, preceduta dal tentativo obbligatorio di mediazione.
Quali imposte si pagano?
Per la divisione “pura”, cioè con assegnazioni corrispondenti alle quote, si applicano:
- imposta di registro dell’1% sul valore della massa comune, calcolato alla data della divisione;
- imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, oltre a tasse ipotecarie e bollo.
Se un coerede riceve beni per un valore che supera la propria quota di diritto di oltre il 5%, l’eccedenza è considerata una vendita e sconta le aliquote dei trasferimenti. Sul conguaglio relativo alla casa di abitazione possono applicarsi, se ricorrono i requisiti, le agevolazioni prima casa. Dal 2025 il termine per vendere la casa già posseduta, dopo aver acquistato con le agevolazioni, è stato portato a due anni.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaCosa è cambiato con la riforma del 2024?
Il d.lgs. 139/2024, in vigore per gli atti dal 1° gennaio 2025, ha modificato l’art. 34 del testo unico dell’imposta di registro: i beni donati in vita e soggetti a collazione concorrono a determinare la massa e le quote di ciascun erede, ma non sono tassati come conguaglio in sede di divisione. È stata chiarita anche la disciplina delle cosiddette masse plurime: più comunioni tra gli stessi soggetti si considerano un’unica comunione quando l’ultimo acquisto deriva da successione.
Il nuovo testo unico dei tributi indiretti (d.lgs. 123/2025), che raccoglie queste regole, doveva applicarsi dal 1° gennaio 2026. Il decreto Milleproroghe (d.l. 200/2025, convertito dalla legge 26/2026) ha rinviato la sua operatività al 1° gennaio 2027: fino ad allora si applicano i testi previgenti, nella versione modificata dalla riforma.
Quali documenti servono?
Di norma il notaio chiede:
- dichiarazione di successione e testamento pubblicato, se esistente;
- eventuali atti di accettazione dell’eredità;
- titoli di provenienza, visure e planimetrie catastali;
- documentazione urbanistica degli immobili.
Sul piano urbanistico va ricordato che, secondo le Sezioni Unite (sent. n. 25021/2019), la divisione ereditaria che riguarda edifici abusivi è soggetta alla sanzione di nullità prevista per gli atti tra vivi. La regolarità degli immobili va quindi verificata prima dell’atto.
Costi
Il costo complessivo comprende imposte, onorario notarile ed eventuali spese tecniche (perizie, aggiornamenti catastali). Dipende dal valore della massa e dalla presenza di conguagli: è utile chiedere un preventivo scritto prima di fissare l’atto.
Domande frequenti
DQuali imposte si pagano?
RPer la divisione "pura", cioè con assegnazioni corrispondenti alle quote, si applicano: imposta di registro dell'1% sul valore della massa comune, calcolato alla data della divisione; imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, oltre a tasse ipotecarie e bollo.
DCosa è cambiato con la riforma del 2024?
RIl d.lgs. 139/2024, in vigore per gli atti dal 1° gennaio 2025, ha modificato l'art. 34 del testo unico dell'imposta di registro: i beni donati in vita e soggetti a collazione concorrono a determinare la massa e le quote di ciascun erede, ma non sono tassati come conguaglio in sede di divisione.
DQuali documenti servono?
RDi norma il notaio chiede: dichiarazione di successione e testamento pubblicato, se esistente; eventuali atti di accettazione dell'eredità; titoli di provenienza, visure e planimetrie catastali.
Guide collegate
Divisione ereditaria: la guida completa →Tutte le guide: Successioni e donazioni →
In sintesi
La divisione dal notaio è la via più rapida quando tutti i coeredi sono d’accordo. Il costo fiscale di base è l’1% della massa, ma i conguagli e la collazione possono cambiare il calcolo. Ogni situazione va valutata sui documenti.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Forio d’Ischia.
Fonti ufficiali
- Agenzia Entrate – Circolare n. 2/E del 14 marzo 2025 (imposta di registro
- Gazzetta Ufficiale – d.lgs. 1 agosto 2025 n. 123
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione di successione
- Agenzia delle Entrate – Successioni: normativa e prassi
- Ministero della Giustizia – Mediazione civile
- Normattiva – il portale della legge vigente
- Corte Suprema di Cassazione
- Gazzetta Ufficiale
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.