Chi fa testamento può non limitarsi a indicare le quote, ma stabilire direttamente quali beni vanno a ciascun erede. Il codice civile offre più strumenti: le norme per la divisione (art. 733 c.c.), la divisione fatta dal testatore (art. 734 c.c.) e il prelegato (art. 661 c.c.). Si somigliano, ma producono effetti molto diversi.
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La divisione del testatore evita la comunione ereditaria, le norme per la divisione la regolano, il prelegato attribuisce un vantaggio aggiuntivo. Non risultano modifiche normative recenti né questioni pendenti davanti alle Sezioni Unite su questi istituti.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Norme per la divisione e divisione del testatore: qual è la differenza?
- Con le norme per la divisione (art. 733 c.c.) il testatore detta criteri vincolanti, ad esempio “la casa al mare andrà a mia figlia”. Alla morte si forma comunque una comunione ereditaria, che gli eredi dovranno sciogliere rispettando quelle indicazioni.
- Con la divisione del testatore (art. 734 c.c.) i beni sono già assegnati: all’apertura della successione ciascun erede diventa proprietario esclusivo di ciò che gli è stato attribuito e la comunione non si forma.
Stabilire quale delle due figure sia stata voluta è una questione di interpretazione del testamento. La Cassazione (ord. n. 9888/2024) ha ritenuto che una formula come “intendo che i miei beni vengano divisi” indichi regole per una futura divisione e non una divisione già compiuta, ribadendo che l’accertamento spetta al giudice di merito.
Cosa succede ai beni non menzionati?
Se il testatore dimentica un bene, per questo si apre la successione secondo legge oppure si procede a divisione tra gli eredi. Quando le attribuzioni di beni determinati valgono come istituzione di erede (la cosiddetta institutio ex re certa), la Cassazione (sent. n. 17868/2019 e ord. n. 9487/2021) distingue: i beni consapevolmente esclusi seguono la successione legittima, mentre per quelli ignorati o acquistati dopo il testamento si tiene conto della quota risultante dal rapporto tra i beni attribuiti e l’intero patrimonio conosciuto.
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Il prelegato: un legato a favore di un erede
Il prelegato (art. 661 c.c.) è un legato disposto a favore di uno dei coeredi e a carico dell’intera eredità. A differenza dell’assegnazione divisionale, non si imputa alla quota: il beneficiario riceve il bene in più rispetto alla propria parte. Come ogni legato si acquista senza bisogno di accettazione (art. 649 c.c.) e il prelegatario può anche rinunciare all’eredità conservando il legato, nei limiti della disponibile e salvo i diritti dei legittimari.
Capire se una clausola come “lascio l’appartamento a mio figlio” sia un prelegato o un’indicazione divisionale cambia il calcolo finale delle quote: per questo il testo va redatto con attenzione.
Domande frequenti
DNorme per la divisione e divisione del testatore: qual è la differenza?
RCon le norme per la divisione (art. 733 c.c.) il testatore detta criteri vincolanti, ad esempio "la casa al mare andrà a mia figlia". Alla morte si forma comunque una comunione ereditaria, che gli eredi dovranno sciogliere rispettando quelle indicazioni; Con la divisione del testatore (art. 734 c.c.) i beni sono già assegnati: all'apertura della successione ciascun erede diventa proprietario esclusivo di ciò che gli è stato attribuito e la comunione non si forma.
DCosa succede ai beni non menzionati?
RSe il testatore dimentica un bene, per questo si apre la successione secondo legge oppure si procede a divisione tra gli eredi.
DQuali rimedi ha l'erede insoddisfatto?
RNullità della divisione se non comprende qualche legittimario o erede istituito (art. 735, primo comma, c.c.); azione di riduzione se un legittimario è stato leso nella sua quota (art. 735, secondo comma, c.c.); rescissione per lesione quando il valore dei beni assegnati è inferiore di oltre un quarto alla quota spettante (art. 763, secondo comma, c.c.).
Guide collegate
Divisione ereditaria: la guida completa →Tutte le guide: Successioni e donazioni →
In sintesi
La divisione del testatore evita la comunione ereditaria, le norme per la divisione la regolano, il prelegato attribuisce un vantaggio aggiuntivo. Non risultano modifiche normative recenti né questioni pendenti davanti alle Sezioni Unite su questi istituti.
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Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.