Nella causa civile ordinaria, chi vuole poter chiedere l’indennizzo per la durata irragionevole deve di regola aver usato un rimedio preventivo. Il rimedio più comune è l’istanza di decisione a seguito di trattazione orale (art. 281-sexies c.p.c.). L’istanza va depositata almeno sei mesi prima che scada il termine ragionevole (art. 1-ter l. 89/2001). Se manca, la domanda di equa riparazione è inammissibile (art. 2, comma 1). Per i processi penali, amministrativi e in Cassazione la Corte costituzionale ha eliminato questa sanzione.
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Nella causa civile il rimedio preventivo resta un passaggio obbligato per l’indennizzo Pinto. Va usato almeno sei mesi prima della scadenza del termine ragionevole. Nei processi penali, amministrativi e in Cassazione la sua mancanza non rende più inammissibile la domanda. Ogni situazione va valutata sugli atti del processo.
Da ricordare
rimedio preventivo
sei mesi prima
3 anni
2 anni
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Quali sono i termini di durata ragionevole?
Quali rimedi preventivi valgono nella causa civile?
I rimedi preventivi si applicano ai processi che, al 31 ottobre 2016, non avevano ancora superato il termine ragionevole.
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Richiedi una consulenzaL'obbligo del rimedio preventivo è legittimo?
Sì, per la causa civile ordinaria. Con la sentenza n. 121 del 2020 la Corte costituzionale ha respinto i dubbi di costituzionalità sull’istanza di decisione con trattazione orale. La Cassazione ha poi precisato due casi:
- nel rito del lavoro l’istanza non serve, perché la discussione orale è già la regola (Cass. 24 maggio 2022, n. 16741);
- davanti al giudice di pace l’istanza va invece presentata (Cass. 21 luglio 2023, n. 21874).
E negli altri processi cosa è cambiato?
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’inammissibilità della domanda in più settori:
processo amministrativo
processo penale
giudizio di Cassazione
In questi processi l’istanza non è più una condizione per chiedere l’indennizzo. La sua mancanza può incidere al più sulla misura dell’indennizzo.
Cosa succede se il rimedio non è stato usato in tempo?
Nella causa civile ordinaria la domanda viene dichiarata inammissibile e il ritardo non viene indennizzato. Per questo conviene controllare le date della causa quando mancano ancora più di sei mesi alla scadenza del termine ragionevole. Il calendario delle udienze e la data di iscrizione a ruolo sono i dati da cui partire.
Domande frequenti
DQuali sono i termini di durata ragionevole?
R3 anni per il primo grado; 2 anni per l'appello; 1 anno per il giudizio di Cassazione.
DQuali rimedi preventivi valgono nella causa civile?
RAver introdotto la causa con il rito sommario, che dal 28 febbraio 2023 è stato sostituito dal procedimento semplificato di cognizione (artt. 281-decies e seguenti c.p.c.), oppure aver chiesto il passaggio a quel rito. In alternativa, depositare l'istanza di decisione con trattazione orale almeno sei mesi prima della scadenza del termine.
DL'obbligo del rimedio preventivo è legittimo?
RSì, per la causa civile ordinaria. Con la sentenza n. 121 del 2020 la Corte costituzionale ha respinto i dubbi di costituzionalità sull'istanza di decisione con trattazione orale. La Cassazione ha poi precisato due casi: nel rito del lavoro l'istanza non serve, perché la discussione orale è già la regola (Cass. 24 maggio 2022, n. 16741); davanti al giudice di pace l'istanza va invece presentata (Cass. 21 luglio 2023, n. 21874).
DE negli altri processi cosa è cambiato?
RLa Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'inammissibilità della domanda in più settori: processo amministrativo: mancata istanza di prelievo (sentenza n. 34 del 2019); processo penale: mancata istanza di accelerazione (sentenze n. 169 del 2019 e n. 175 del 2021); giudizio di Cassazione: mancata istanza di accelerazione (sentenza n. 142 del 2023).
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In sintesi
Nella causa civile il rimedio preventivo resta un passaggio obbligato per l’indennizzo Pinto. Va usato almeno sei mesi prima della scadenza del termine ragionevole. Nei processi penali, amministrativi e in Cassazione la sua mancanza non rende più inammissibile la domanda. Ogni situazione va valutata sugli atti del processo.
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Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Forio d’Ischia.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 30 settembre 2026. Non costituisce parere legale.