Legge Pinto e rimedi preventivi: cosa fare durante la causa civile per non perdere l’indennizzo (artt. 1-bis e 1-ter l. 89/2001)

Nella causa civile l’indennizzo Pinto richiede un rimedio preventivo sei mesi prima del termine. Cosa chiedere e cosa hanno deciso Consulta e Cassazione.

Diritto civile · Guida pratica

Legge Pinto e rimedi preventivi: cosa fare durante la causa civile per non perdere l'indennizzo (artt. 1-bis e 1-ter l. 89/2001)

RFAvv. Renato Giuseppe Fiorentino·Pubblicato il 30 settembre 2026·Aggiornato il 30 settembre 2026·Lettura 2 min

Nella causa civile ordinaria, chi vuole poter chiedere l’indennizzo per la durata irragionevole deve di regola aver usato un rimedio preventivo. Il rimedio più comune è l’istanza di decisione a seguito di trattazione orale (art. 281-sexies c.p.c.). L’istanza va depositata almeno sei mesi prima che scada il termine ragionevole (art. 1-ter l. 89/2001). Se manca, la domanda di equa riparazione è inammissibile (art. 2, comma 1). Per i processi penali, amministrativi e in Cassazione la Corte costituzionale ha eliminato questa sanzione.

In 30 secondi

Nella causa civile il rimedio preventivo resta un passaggio obbligato per l’indennizzo Pinto. Va usato almeno sei mesi prima della scadenza del termine ragionevole. Nei processi penali, amministrativi e in Cassazione la sua mancanza non rende più inammissibile la domanda. Ogni situazione va valutata sugli atti del processo.

Da ricordare

rimedio preventivo

sei mesi prima

3 anni

2 anni

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

art. 281-sexies c.p.c.artt. 281-decies e seguenti c.p.c.l. 89/2001

Quali sono i termini di durata ragionevole?

3 anni per il primo grado.
2 anni per l’appello.
1 anno per il giudizio di Cassazione.
Il termine è comunque rispettato se il processo si chiude in via definitiva in 6 anni (art. 2, commi 2-bis e 2-ter).

Quali rimedi preventivi valgono nella causa civile?

1
Aver introdotto la causa con il rito sommario, che dal 28 febbraio 2023 è stato sostituito dal procedimento semplificato di cognizione (artt. 281-decies e seguenti c.p.c.), oppure aver chiesto il passaggio a quel rito.
2
In alternativa, depositare l’istanza di decisione con trattazione orale almeno sei mesi prima della scadenza del termine.

I rimedi preventivi si applicano ai processi che, al 31 ottobre 2016, non avevano ancora superato il termine ragionevole.

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L'obbligo del rimedio preventivo è legittimo?

Sì, per la causa civile ordinaria. Con la sentenza n. 121 del 2020 la Corte costituzionale ha respinto i dubbi di costituzionalità sull’istanza di decisione con trattazione orale. La Cassazione ha poi precisato due casi:

  • nel rito del lavoro l’istanza non serve, perché la discussione orale è già la regola (Cass. 24 maggio 2022, n. 16741);
  • davanti al giudice di pace l’istanza va invece presentata (Cass. 21 luglio 2023, n. 21874).

E negli altri processi cosa è cambiato?

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’inammissibilità della domanda in più settori:

processo amministrativo

mancata istanza di prelievo (sentenza n. 34 del 2019);

processo penale

mancata istanza di accelerazione (sentenze n. 169 del 2019 e n. 175 del 2021);

giudizio di Cassazione

mancata istanza di accelerazione (sentenza n. 142 del 2023).

In questi processi l’istanza non è più una condizione per chiedere l’indennizzo. La sua mancanza può incidere al più sulla misura dell’indennizzo.

Cosa succede se il rimedio non è stato usato in tempo?

Nella causa civile ordinaria la domanda viene dichiarata inammissibile e il ritardo non viene indennizzato. Per questo conviene controllare le date della causa quando mancano ancora più di sei mesi alla scadenza del termine ragionevole. Il calendario delle udienze e la data di iscrizione a ruolo sono i dati da cui partire.

Domande frequenti

DQuali sono i termini di durata ragionevole?

R3 anni per il primo grado; 2 anni per l'appello; 1 anno per il giudizio di Cassazione.

DQuali rimedi preventivi valgono nella causa civile?

RAver introdotto la causa con il rito sommario, che dal 28 febbraio 2023 è stato sostituito dal procedimento semplificato di cognizione (artt. 281-decies e seguenti c.p.c.), oppure aver chiesto il passaggio a quel rito. In alternativa, depositare l'istanza di decisione con trattazione orale almeno sei mesi prima della scadenza del termine.

DL'obbligo del rimedio preventivo è legittimo?

RSì, per la causa civile ordinaria. Con la sentenza n. 121 del 2020 la Corte costituzionale ha respinto i dubbi di costituzionalità sull'istanza di decisione con trattazione orale. La Cassazione ha poi precisato due casi: nel rito del lavoro l'istanza non serve, perché la discussione orale è già la regola (Cass. 24 maggio 2022, n. 16741); davanti al giudice di pace l'istanza va invece presentata (Cass. 21 luglio 2023, n. 21874).

DE negli altri processi cosa è cambiato?

RLa Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'inammissibilità della domanda in più settori: processo amministrativo: mancata istanza di prelievo (sentenza n. 34 del 2019); processo penale: mancata istanza di accelerazione (sentenze n. 169 del 2019 e n. 175 del 2021); giudizio di Cassazione: mancata istanza di accelerazione (sentenza n. 142 del 2023).

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In sintesi

Nella causa civile il rimedio preventivo resta un passaggio obbligato per l’indennizzo Pinto. Va usato almeno sei mesi prima della scadenza del termine ragionevole. Nei processi penali, amministrativi e in Cassazione la sua mancanza non rende più inammissibile la domanda. Ogni situazione va valutata sugli atti del processo.

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Contenuto informativo aggiornato il 30 settembre 2026. Non costituisce parere legale.

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