Un medico o un odontoiatra collaboratore, dopo anni nello studio, apre poco distante e telefona ai pazienti usando i recapiti della struttura. È uno dei rischi più frequenti per poliambulatori e centri. Questa guida fa parte della pagina Avvocato per studi medici, cliniche e laboratori.
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Raccogli subito le prove: contratto di collaborazione, messaggi ai pazienti, segnalazioni di chi è stato contattato. Poi una diffida scritta. Se l’uso dei dati continua, si può valutare un ricorso d’urgenza. Il rimedio migliore resta però quello preventivo: clausole chiare nei contratti.
Quando c’è uno storno scorretto?
Non è vietato che un paziente scelga un altro medico. È scorretto, invece, usare elenchi, cartelle o recapiti raccolti nella struttura per portargli via i pazienti, o dire cose false sulla struttura. Contano anche i patti scritti nel contratto: riservatezza, non concorrenza, non sollecitazione.
Che cosa fai appena scopri il problema?
- Conserva il contratto di collaborazione e ogni allegato.
- Raccogli messaggi, email e segnalazioni dei pazienti contattati.
- Controlla chi aveva accesso a elenchi e cartelle e con quali credenziali.
- Salva i log del gestionale, se disponibili.
- Non rispondere ai pazienti rivelando dettagli sul collaboratore.
Quali rimedi esistono?
Si parte da una diffida che chiede di smettere e di cancellare i dati. Se non basta, si può valutare un ricorso d’urgenza per vietare l’uso dei dati e chiedere il risarcimento. Il trattamento illecito di dati sanitari può portare anche a segnalazioni all’autorità competente. Le regole su concorrenza sleale, patti di non concorrenza e privacy si verificano sul testo vigente.
Qual è di solito la strada migliore?
- Primi contatti, prove chiare: di solito conviene una diffida rapida, che spesso ferma l’iniziativa senza causa.
- Uso continuato di dati e pazienti in uscita: conviene valutare subito il ricorso d’urgenza, perché il danno cresce ogni settimana.
- Nessuna clausola nel contratto: conviene sistemare i contratti degli altri collaboratori, per non ripetere il problema.
Che cosa fare subito: salva le prove. Nessuna strada garantisce l’esito.
Domande frequenti
Un patto di non concorrenza è sempre valido?
No. Contano durata, zona e attività coperte e se c’è un corrispettivo. Va verificato sul contratto e sulle regole applicabili.
I pazienti sono “della struttura”?
I pazienti scelgono liberamente. A essere protetti sono dati e documenti raccolti dalla struttura, non la libertà di scelta.
Che cosa metto nei contratti nuovi?
Riservatezza, trattamento corretto dei dati sanitari, non sollecitazione dei pazienti per un periodo ragionevole e regole chiare sull’uso dei locali e degli strumenti.
Guide collegate
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
Tre consigli pratici:
- Contratti aggiornati: riservatezza, non sollecitazione e gestione dei dati, firmati da tutti i collaboratori.
- Accessi controllati: credenziali personali e log del gestionale.
- Prove ordinate: cartella con messaggi, date e nomi di chi segnala.
L’avv. Fiorentino rivede i contratti, scrive la diffida e, se serve, ti assiste in via d’urgenza. Anche in videochiamata.
Un collaboratore sta portando via i pazienti?
Un primo colloquio per capire la situazione, poi una proposta scritta del compenso, anche in videochiamata.
Contenuto informativo, non costituisce parere legale. Testo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.