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- Per ottenere il risarcimento non serve una denuncia penale: serve una causa civile, preceduta da un tentativo di conciliazione.
- La denuncia penale ha un’altra funzione: accertare un reato. Può avere termini brevi (di regola tre mesi per la querela).
- Il primo passo è sempre la cartella clinica, da chiedere per iscritto.
“Voglio denunciare l’ospedale” è la frase più comune dopo un errore medico. Ma denuncia, querela e causa civile sono strade diverse, con scopi diversi. Scegliere quella sbagliata fa perdere tempo.
Aggiornato il 14 ottobre 2026. Norme e termini sono riportati in sintesi: va sempre verificato il testo vigente.
Denuncia penale e causa civile: che differenza c’è
La denuncia o querela si presenta alle autorità (Procura, forze dell’ordine) quando si ritiene commesso un reato, ad esempio lesioni colpose o omicidio colposo. Serve ad accertare la responsabilità penale del singolo sanitario. Non dà, da sola, un risarcimento.
La causa civile serve invece a ottenere il risarcimento dalla struttura e/o dal medico. Si può fare anche senza alcun procedimento penale, e i due percorsi seguono regole e prove diverse. In sede penale la responsabilità del medico è valutata con criteri più rigorosi (art. 590-sexies c.p. per la colpa medica), mentre nel civile contano soprattutto cartella clinica, perizia e nesso di causa.
I passaggi, nell’ordine giusto
- Cartella clinica: chiedila per iscritto; la struttura deve fornirla entro sette giorni (art. 4 legge 24/2017).
- Raccolta dei documenti: referti, immagini, dimissioni, consensi, spese.
- Perizia medico-legale: dice se c’è stato un errore e quanto danno ne è derivato.
- Conciliazione obbligatoria: ricorso per accertamento tecnico preventivo (art. 696-bis c.p.c.) oppure mediazione (art. 8 legge 24/2017).
- Causa civile, se non si trova un accordo.
- Querela o denuncia, se il caso lo giustifica: da valutare subito, perché i termini possono essere brevi.
Quando conviene anche la via penale
Nei casi più gravi (morte, lesioni gravi) la Procura può avviare accertamenti propri, con autopsia e consulenze. Il materiale raccolto può essere utile anche in sede civile, ma il procedimento penale è spesso lungo e non garantisce un risarcimento. La scelta va ponderata caso per caso con un avvocato, tenendo d’occhio il termine per la querela, che di regola è di tre mesi dalla conoscenza del fatto.
Errori da evitare
- Presentare una denuncia senza cartella clinica né perizia.
- Firmare quietanze con l’assicurazione senza averle fatte leggere.
- Aspettare: di regola dieci anni verso la struttura e cinque verso il medico, ma il momento di decorrenza dipende dal caso.
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Domande frequenti
Devo denunciare per avere il risarcimento?
No: il risarcimento si ottiene con la via civile, anche senza denuncia penale.
Entro quanto posso presentare querela?
Di regola entro tre mesi dalla conoscenza del fatto; la procedibilità dipende dal reato e dal caso, quindi conviene farti consigliare subito.
La causa civile può partire subito?
No: prima serve il tentativo di conciliazione (accertamento tecnico preventivo o mediazione).
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Fonti: legge 8 marzo 2017, n. 24 (artt. 4, 8); art. 696-bis c.p.c.; artt. 590-sexies e 124 c.p. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.