In 30 secondi. Con la sentenza n. 14084 del 2026 (Sezione seconda, decisa il 20 novembre 2025, depositata il 13 maggio 2026) la Cassazione ribadisce che, per sapere se esiste un titolo contrario alla presunzione di comunione dell’art. 1117 c.c., si guarda all’atto costitutivo del condominio, cioè al primo trasferimento di un’unità dall’originario proprietario. Utile a notai, amministratori e agenti immobiliari.
Il principio
La sentenza richiama un principio già affermato (Cass. n. 14714/2025) e non un orientamento nuovo. Il testo dice: «Al fine di stabilire se sussiste un titolo contrario alla presunzione di comunione di cui all’art. 1117 c.c., occorre fare riferimento all’atto costitutivo del condominio e, quindi, al primo atto di trasferimento di un’unità immobiliare dall’originario proprietario ad altro soggetto, ne consegue che, se in occasione della prima vendita la proprietà di un bene potenzialmente rientrante nell’ambito dei beni comuni risulta riservata ad uno solo dei contraenti, detto bene non rientra nel novero di quelli comuni».
Il caso
La Corte ha accolto i primi tre motivi di ricorso, ha dichiarato assorbiti gli altri e ha cassato con rinvio alla Corte d’appello di Bari. Nel caso concreto è stata esclusa la natura condominiale del seminterrato.
Fonti ufficiali
- Corte di cassazione, Sez. 2 civile, sentenza n. 14084/2026, banca dati Italgiure (testo letto per intero sul sito ufficiale)
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Contenuto informativo, non costituisce parere legale. Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.
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Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Nelle liti su cortili, lastrici, locali e altre parti dell’edificio, recupera presto i primi atti di vendita: spesso sono decisivi.
- Controlla se, nella prima vendita, un bene potenzialmente comune risulta riservato a uno solo dei contraenti.
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