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Se un genitore trasferisce o trattiene il figlio in un altro paese senza l’accordo dell’altro, può trattarsi di sottrazione internazionale di minori. Esistono strumenti rapidi, ma il tempo conta. Il primo passo è raccogliere i documenti e capire dove il bambino risiedeva abitualmente. Questo articolo dà un quadro generale e non sostituisce l’esame del singolo caso.
Che cos’è la sottrazione internazionale
Si parla di sottrazione quando un minore viene portato o trattenuto in un altro paese in violazione dei diritti di affidamento dell’altro genitore. Il quadro è dato dalla Convenzione dell’Aja del 1980 e, tra paesi dell’Unione europea, dal regolamento UE 2019/1111.
Il ritorno immediato del minore
Lo scopo della Convenzione è il rientro rapido del minore nel paese di residenza abituale, perché lì si decida sull’affidamento. La Convenzione non decide chi sia il genitore migliore. Esistono ipotesi in cui il rientro può essere negato.
L’autorità centrale e il tribunale
In Italia è prevista un’autorità centrale presso il Ministero della giustizia, che riceve le richieste e le trasmette. La decisione sul rientro spetta a un giudice.
I termini
Il regolamento europeo fissa tempi brevi per decidere sul ritorno. Per questo conviene muoversi subito. Passato un anno dalla sottrazione, la posizione del minore e il suo inserimento nel nuovo ambiente possono pesare di più.
L’affidamento e la responsabilità genitoriale
Chi decide sull’affidamento dipende dalla residenza abituale del minore. Per un figlio che vive in Italia con un genitore italiano e uno straniero, il giudice italiano applica le regole sulla responsabilità genitoriale. Sono possibili anche conseguenze penali.
Caso tipico
Un problema che capita spesso.
Una madre straniera e un padre italiano vivono in Italia con la figlia di sette anni. Dopo la rottura, la madre parte per il paese d’origine con la bambina, dicendo che resterà qualche settimana. Passati due mesi non rientra. Il padre vuole sapere cosa fare, a chi rivolgersi e in quanto tempo.
Domande frequenti
Posso chiedere il rientro di mio figlio se non sono sposato?
Dipende dai diritti di affidamento riconosciuti dalla legge e dai fatti.
Entro quando devo agire?
Prima si agisce, meglio è; esistono termini che incidono sulla decisione.
Se il figlio non vuole tornare, viene ascoltato?
Il giudice può ascoltare il minore secondo età e maturità.
Cosa porti alla consulenza
Passaporti e documenti d’identità di genitori e figlio; certificato di nascita; eventuali provvedimenti di separazione o affidamento; messaggi e comunicazioni sul viaggio; prove della residenza abituale (scuola, medico, contratto di casa); biglietti di viaggio. Lo studio non si occupa di diritto o fisco di altri paesi: per i giudizi all’estero serve un avvocato di quel paese.
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Studio Legale Fiorentino, Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), Roma, Bari; consulenza anche a distanza. Il primo incontro si svolge in italiano, anche in videochiamata.
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Nota: contenuto redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale; non è un parere legale.