- Un legato è ciò che il testamento lascia a una persona precisa, per esempio una rendita vitalizia: una somma pagata ogni mese o ogni anno finché il beneficiario vive.
- Per calcolare l’imposta di successione su questa rendita si usava un metodo basato sull’interesse legale. Con interessi molto bassi l’imposta poteva diventare altissima.
- La Corte costituzionale (sent. n. 89/2026) ha dichiarato illegittimo quel metodo nella parte in cui permette di usare un interesse legale sotto il 2,5%.
Pubblicato l’11 ottobre 2026.
Che cos’è un legato di rendita vitalizia
Con un testamento puoi lasciare a una persona un bene o una somma precisa: è un legato. Il legato può anche essere una rendita vitalizia. Capita, per esempio, quando un genitore vuole assicurare un aiuto mensile a chi lo ha assistito, o a un familiare in difficoltà. Chi riceve la rendita non diventa erede: riceve solo quella somma periodica.
Il problema: l’imposta sul valore della rendita
Per l’imposta di successione serve stabilire quanto vale la rendita. La legge (art. 17 del d.lgs. 346/1990, nel testo anteriore alle modifiche del d.lgs. 139/2024) usava dei coefficienti legati all’interesse legale. Quando l’interesse legale è molto basso, il valore calcolato sale molto. La Corte costituzionale ha osservato che, con tassi sotto l’1%, l’imposta può diventare più alta del valore stesso del legato. Una situazione che ha definito estrema e senza giustificazione razionale.
Cosa ha deciso la Corte costituzionale
Con la sentenza n. 89 del 2026, decisa il 23 marzo 2026, la Corte ha risposto a una questione sollevata dalla Cassazione (ordinanza n. 15547 dell’11 giugno 2025).
- La norma è illegittima nella parte in cui non esclude che si usi un interesse legale inferiore al 2,5% per calcolare il valore della rendita.
- Per lo stesso motivo la Corte ha dichiarato illegittime anche altre norme con lo stesso difetto: l’art. 46 del d.P.R. 131/1986, l’art. 9, comma 4, del d.lgs. 139/2024 e gli artt. 50 e 102, comma 4, del d.lgs. 123/2025.
- La soglia del 2,5%, introdotta dal d.lgs. 139/2024, non vale all’indietro per legge. La Corte però la usa come punto di riferimento ragionevole anche per i casi precedenti, se i rapporti non sono ancora esauriti.
Cosa fare se ti riguarda
- Se hai ricevuto un avviso o hai pagato l’imposta su una rendita lasciata in un testamento, tieni a portata di mano la dichiarazione di successione e il calcolo.
- Chiedi a un avvocato o a un commercialista di controllare quale interesse è stato usato.
- Non lasciare scadere i termini per un ricorso o un rimborso: vanno guardati subito.
- Se stai scrivendo un testamento con una rendita, valuta anche l’effetto fiscale.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Una signora di Posillipo, nel testamento, lascia a una persona che l’ha assistita per anni una rendita mensile a vita. Alla morte, l’imposta viene calcolata con il vecchio metodo e risulta molto alta rispetto a quanto la persona riceve davvero. Dopo la sentenza della Corte costituzionale si controlla il calcolo e si valuta se chiedere una correzione. L’esito dipende dalle date e dallo stato della pratica.
La soluzione migliore per te
- Se hai ricevuto un avviso o hai pagato: la prima mossa è far ricalcolare l’imposta con l’interesse corretto. Se il calcolo cambia, di solito conviene chiedere una correzione all’Agenzia con istanza scritta; se non risponde o rifiuta, si valuta il ricorso, tenendo d’occhio i termini.
- Se la pratica è già chiusa da tempo: non dare per persa la questione. Dipende dalle date e dallo stato del rapporto, quindi conviene farla guardare a un avvocato o a un commercialista prima di decidere.
- Se stai scrivendo un testamento con una rendita: chiedi di valutare insieme l’effetto fiscale e le alternative, per esempio un importo diverso o una forma diversa di lascito.
Cosa fare subito: metti insieme dichiarazione di successione, avviso e prova dei pagamenti, e verifica la scadenza del termine per agire. Nessuna strada garantisce un rimborso o una riduzione.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Controlla dichiarazione di successione, avvisi e pagamenti, e segna le scadenze da rispettare.
- Verifica con te il calcolo dell’imposta sulla rendita e prepara l’istanza di correzione o di rimborso.
- Ti aiuta a scrivere un testamento che tenga conto anche dell’effetto fiscale.
Domande frequenti
La sentenza vale anche per le successioni già chiuse?
Dipende. La Corte parla dei casi in cui il rapporto non è ancora esaurito. Fai guardare la tua pratica.
Chi riceve una rendita è un erede?
No. È un legatario: riceve solo quanto indicato nel testamento.
Devo pagare l’imposta anche se la rendita è piccola?
Dipende dal valore e dalle esenzioni. Il calcolo va fatto sul tuo caso.
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Fonti: Corte costituzionale, sent. n. 89/2026 (scheda sul sito della Cassazione), Normattiva. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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