- Dal 5 marzo 2025 c’è una tabella nazionale unica per liquidare il danno alla persona dopo un incidente stradale.
- Per gli incidenti avvenuti prima di quella data la tabella non si applica in modo diretto.
- La Cassazione ha detto che il giudice può comunque usarla come criterio di equità, e la ritiene preferibile alle tabelle di Milano.
Pubblicato l’11 ottobre 2026.
Il problema: quale tabella vale per il tuo incidente
Quando un incidente lascia un danno permanente alla salute, il giudice deve tradurlo in una somma di denaro. Per anni, in molti tribunali, si sono usate le tabelle di Milano. Il d.P.R. 12/2025 ha introdotto la Tabella unica nazionale, in vigore dal 5 marzo 2025. Il decreto la prevede però direttamente solo per gli incidenti successivi a quella data. Restava da chiarire cosa succede per quelli precedenti, cioè per le cause ancora in corso.
Cosa ha deciso la Cassazione
La Terza Sezione civile della Cassazione, con la sentenza n. 8630, pubblicata il 7 aprile 2026, ha risposto a un quesito del Tribunale di Milano. Si trattava di un incidente stradale del 20 febbraio 2021 e di un danno biologico permanente. La Corte ha ragionato così:
- la Tabella unica nazionale non si applica direttamente, e nemmeno per analogia, agli incidenti avvenuti prima del 5 marzo 2025;
- il giudice può però usarla in modo indiretto, come parametro di equità, per liquidare il danno (artt. 1226 e 2056 del codice civile);
- la Corte considera la tabella nazionale preferibile alle tabelle di Milano;
- questo vale per le liquidazioni fatte in primo grado dal 5 marzo 2025 in poi, qualunque sia la data dell’incidente.
Cosa cambia per te
Se hai avuto un incidente prima del 2025 e la causa è in corso, il giudice può liquidarti il danno con la tabella nazionale. L’importo non è garantito e dipende da età, grado di invalidità e prove. Il giudice conserva un margine di valutazione.
Conserva certificati medici, cartelle cliniche e la perizia medico-legale: servono per misurare il danno.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un uomo di Fuorigrotta viene investito sulle strisce nel 2022 e riporta una lesione permanente a una gamba. La causa è in corso nel 2026. Il suo avvocato chiede che il danno sia liquidato con la tabella nazionale, usata come criterio di equità. Il giudice decide in base alla perizia e alle prove. Nessun risultato è garantito.
La soluzione migliore per te
- Se l’incidente è recente e non c’è ancora causa: di solito conviene aspettare che le cure siano concluse, farsi fare una perizia medico-legale e chiedere il risarcimento all’assicurazione. Una soluzione concordata è spesso la più rapida; se l’offerta è bassa, si può andare in giudizio.
- Se la causa è in corso per un incidente di prima del 5 marzo 2025: chiedi al tuo avvocato di indicare al giudice la tabella nazionale come criterio di equità e di confrontare il risultato con le tabelle di Milano. Conviene fare il calcolo con entrambe e capire quale è più favorevole.
- Se hai già una sentenza: fai guardare la sentenza a un avvocato per capire se ci sono ancora strade, perché dipende dallo stato del processo.
Cosa fare subito: conserva certificati, cartelle cliniche, spese e comunicazioni con l’assicurazione, e tieni d’occhio i termini per agire. Nessuna strada garantisce un importo.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Controlla referti, perizie e polizze e ti dice con quale tabella conviene calcolare il danno.
- Ti aiuta a farti fare una perizia medico-legale ben documentata.
- Tratta con l’assicurazione e, se serve, porta il caso in giudizio.
Domande frequenti
La tabella nazionale vale per ogni incidente?
Per quelli dal 5 marzo 2025 sì, direttamente. Per quelli precedenti il giudice può usarla come criterio di equità.
Ho già una sentenza, posso chiedere una nuova liquidazione?
Dipende dallo stato del processo. Porta la sentenza a un avvocato per un parere.
Quanto vale il mio danno?
Non esiste una cifra uguale per tutti. Serve una perizia medico-legale sul tuo caso.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Il primo incontro è in italiano.
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Fonti: Corte di Cassazione, Sez. III civ., sent. n. 8630/2026; Normattiva (d.P.R. 12/2025). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Chiedere il risarcimento all’assicurazione, con una perizia medico-legale.
- Se la causa è già in corso, chiedere al giudice di usare la tabella nazionale come criterio di equità.
- Confrontare il calcolo con quello delle tabelle di Milano.
Quale conviene di solito e perché
Se la causa non è ancora iniziata, di solito conviene prima la via con l’assicurazione: una soluzione concordata è spesso la più rapida. Se l’offerta è bassa, resta il giudizio. Se la causa è in corso, conviene fare il calcolo con entrambe le tabelle e scegliere la più favorevole.
Cosa fare subito
- Conserva certificati, cartelle cliniche e spese.
- Fai valutare il danno da un medico legale.
- Tieni d’occhio i termini per agire.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.