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- La composizione negoziata è un percorso riservato e volontario, previsto dal Codice della crisi (d.lgs. 14/2019), in cui un professionista indipendente, nominato tramite la Camera di commercio, aiuta l’imprenditore a trattare con i creditori per risanare l’impresa.
- Si chiede online, con un’istanza sulla piattaforma delle Camere di commercio, quando l’impresa è in squilibrio ma il risanamento appare ragionevolmente possibile.
- L’imprenditore continua a gestire l’azienda e può chiedere misure protettive contro le azioni dei creditori.
- Prima si agisce, più possibilità ci sono: con l’insolvenza conclamata il percorso non è più utile.
Aggiornato il 14 ottobre 2026.
Fatture che non si incassano, banche che ritirano gli affidamenti, debiti fiscali e verso i fornitori che si accumulano: molte imprese arrivano alla crisi quando è ormai tardi. La composizione negoziata è lo strumento pensato per intervenire prima, senza passare subito dal tribunale e senza rendere pubblica la situazione.
Cos’è la composizione negoziata
È una procedura stragiudiziale e riservata, disciplinata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (artt. 12 e seguenti). Un professionista indipendente, nominato tramite la Camera di commercio, aiuta l’imprenditore e i creditori a cercare una soluzione concordata. Non è un procedimento davanti al giudice: il professionista non decide, facilita le trattative.
Chi può chiederla e quando
Può chiederla l’imprenditore, commerciale o agricolo, che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rendono probabile la crisi o l’insolvenza e per il quale il risanamento appare ragionevolmente perseguibile. L’idea è ricorrere al percorso prima che l’impresa sia insolvente in modo irreversibile.
Come si presenta l’istanza
- Test pratico e lista di controllo: sulla piattaforma telematica nazionale c’è un test che aiuta a valutare la difficoltà del risanamento e una lista di controllo con le informazioni da raccogliere.
- Documenti: bilanci degli ultimi esercizi, situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata, elenco dei creditori e dei debiti, posizione fiscale e contributiva, piano finanziario e iniziative che intendi adottare.
- Istanza online: si presenta sulla piattaforma gestita dalle Camere di commercio, indicando la richiesta di nomina del professionista indipendente e, se serve, di misure protettive.
- Nomina del professionista: una commissione sceglie il professionista, di regola entro pochi giorni lavorativi.
Cosa fa il professionista indipendente
Il professionista è indipendente, riservato e non sostituisce l’imprenditore. Verifica la situazione, incontra l’imprenditore e i creditori, valuta con loro le possibili soluzioni e può anche invitare l’imprenditore a non proseguire se il risanamento appare impossibile. L’imprenditore resta alla guida dell’impresa, ma deve gestirla senza pregiudicare i creditori e informare il professionista di atti rilevanti.
Le misure protettive
Con l’istanza, o dopo, l’imprenditore può chiedere misure protettive del patrimonio: per il periodo delle trattative i creditori non possono, in linea generale, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni e sui diritti necessari alla continuità aziendale. La richiesta va pubblicata nel registro delle imprese e il tribunale competente la conferma, con un procedimento rapido.
Durata ed esiti possibili
Le trattative durano di regola fino a 180 giorni, con possibilità di proroga entro limiti stabiliti dalla legge. Possono concludersi con:
- un contratto con uno o più creditori che consente di proseguire l’attività (per esempio dilazioni, riduzioni, nuova finanza);
- una convenzione di moratoria con i creditori;
- un accordo di ristrutturazione dei debiti o un piano attestato di risanamento;
- il passaggio a un’altra procedura di regolazione della crisi, se la soluzione concordata non è praticabile.
Quando conviene e quando no
Conviene quando l’azienda ha ancora un’attività che funziona e prospettive di margine, e il problema è la struttura dei debiti o dei costi. Ha poco senso quando mancano le basi per la continuità, quando i debiti sono troppo grandi rispetto ai flussi, o quando i creditori principali hanno già avviato azioni che non si fermano. In tutti i casi il momento conta: quanto prima ti muovi, tanto più l’impresa ha risorse e credibilità per trattare.
Errori da evitare
- Aspettare l’ultima cartella o il primo pignoramento per muoversi.
- Pagare alcuni creditori e non altri senza una logica, rischiando contestazioni.
- Non aggiornare i dati finanziari e la tesoreria.
- Trattare con le banche senza un piano e senza assistenza.
Domande frequenti
Cos’è la composizione negoziata della crisi?
È un percorso volontario e riservato in cui un professionista indipendente aiuta l’imprenditore a trattare con i creditori per risanare l’impresa, prima che l’insolvenza diventi irreversibile.
La composizione negoziata è pubblica?
No, di regola è riservata. L’eventuale richiesta di misure protettive, però, viene pubblicata nel registro delle imprese.
Posso continuare a gestire l’azienda durante la composizione negoziata?
Sì, l’imprenditore conserva la gestione, ma deve evitare atti che pregiudicano i creditori e informare il professionista indipendente.
Quanto dura la composizione negoziata?
Di regola le trattative durano fino a 180 giorni, con possibilità di proroga entro i limiti previsti.
Cosa succede ai pignoramenti durante le trattative?
Con le misure protettive i creditori non possono, in linea generale, avviare o proseguire azioni sui beni necessari alla continuità dell’impresa.
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Fonti: d.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), artt. 12 e seguenti, come modificato. Le norme sono state modificate più volte: verifica il testo vigente. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.