- La pubblica amministrazione deve pagare di norma entro 30 giorni, 60 in casi particolari.
- Dal giorno dopo la scadenza maturano interessi di mora più alti di quelli legali.
- Si può agire con decreto ingiuntivo e poi con pignoramento, ma ci sono regole speciali per gli enti.
- Un’azienda può anche cedere o certificare il credito per smobilizzarlo.
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- La pubblica amministrazione deve pagare di norma entro 30 giorni, 60 in casi particolari.Dal giorno dopo la scadenza maturano interessi di mora più alti di quelli legali.Si può agire con decreto ingiuntivo e poi con pignoramento, ma ci sono regole speciali per gli enti.Un’azienda può anche cedere o certificare il credito per smobilizzarlo.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Termini e interessi
Il d.lgs. 231/2002 stabilisce che le transazioni commerciali con la pubblica amministrazione si pagano di norma entro 30 giorni dalla fattura (60 in casi previsti, come per gli enti sanitari). Oltre il termine decorrono interessi di mora e si ha diritto a 40 euro di costi di recupero.
Il tasso di mora si calcola sul tasso BCE più un margine; conviene verificare il tasso aggiornato di ogni semestre.
Domanda successiva: Come funziona il decreto ingiuntivo per chi deve incassare un credito? Leggi Decreto ingiuntivo a Napoli: come funziona per il creditore e come ci si difende.
Prima di agire
Controlla che la fattura sia corretta, emessa in formato elettronico e presente sulla piattaforma dei crediti commerciali. Invia un sollecito con PEC all’ufficio che deve pagare.
Chiedi la certificazione del credito, che ti serve per cederlo o compensarlo con debiti fiscali, nei casi previsti.
Il decreto ingiuntivo e il pignoramento
Con fatture e contratto puoi chiedere un decreto ingiuntivo. Per gli enti pubblici, il pignoramento ha limiti: ci sono somme impignorabili e un termine di 120 giorni dalla notifica del titolo prima di agire, come ricorda anche la nostra guida sul pignoramento degli enti.
Se l’ente è in dissesto, i crediti seguono la procedura di liquidazione: serve un parere.
Come ridurre il rischio
Prima di accettare un lavoro per un ente, controlla l’ordine scritto, l’impegno di spesa e la copertura finanziaria. Senza queste basi, il credito può essere contestato.
Segui bene i documenti di consegna e collaudo: i ritardi nascono spesso da carte mancanti.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un’impresa di pulizie della provincia di Napoli ha lavorato per un ente per 14 mesi. Le fatture, per 38.000 euro, sono scadute da quasi un anno. L’ufficio risponde che «non ci sono fondi».
La soluzione migliore per te
- Subito: sollecito con PEC all’ufficio e al dirigente, con calcolo degli interessi.
- Poi: decreto ingiuntivo, se i documenti sono in regola.
- Per la liquidità: valuta cessione o certificazione del credito, se utili.
Cosa fare subito: Metti in ordine ordine di servizio, fatture elettroniche e verbali e calcola gli interessi di mora. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Controlla i documenti e la validità del credito verso l’ente.
- Prepara solleciti, decreto ingiuntivo e pignoramento.
- Valuta cessione o transazione se serve liquidità.
Domande frequenti
Posso chiedere gli interessi?
Sì, di mora, e 40 euro per costi di recupero.
L’ente può non pagare?
Non può rifiutarsi senza motivo. Servono carte in regola.
Si può pignorare un Comune?
Sì, con limiti e termini speciali.
Quanto tempo ho?
Dipende dal credito, in genere cinque o dieci anni.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza.
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Fonti: Normattiva (d.lgs. 231/2002; c.p.c. art. 633). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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