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Antenne e impianti di telecomunicazione su terreni in affitto: prelazione e riscatto davanti alla Corte costituzionale (Cassazione 8324/2026)
Avv. Renato Giuseppe Fiorentino · Pubblicato il 10 ottobre 2026 · Aggiornato il 10 ottobre 2026 · Lettura 3 min
In 30 secondi
Con l’ordinanza n. 8324 del 3 aprile 2026 la Terza sezione civile della Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sull’articolo 51, comma 4, del d.lgs. 259/2003. Il dubbio riguarda l’assenza del diritto di prelazione e di riscatto (artt. 38 e 39 della legge 392/1978) quando l’immobile è dato a un operatore di reti di comunicazione elettronica con atti che costituiscono diritti reali minori, come usufrutto o superficie. È una questione posta alla Corte costituzionale, non una decisione.
Dalla pratica dello studio
Chi concede un terreno o un lastrico per un’antenna deve leggere bene il tipo di contratto: la differenza tra locazione e diritto reale può cambiare i diritti di chi ha un rapporto con l’immobile.
Riferimenti
Cass. civ., Sez. III, ord. n. 8324/2026art. 51 d.lgs. 259/2003artt. 38-39 l. 392/1978Che cosa è successo
Secondo la pagina della Corte, l’ordinanza riguarda la «Locazione o concessione di immobili per impianti di reti di comunicazione elettronica». La Corte ritiene che la mancata previsione di prelazione e riscatto sia una scelta «di dubbia ragionevolezza» rispetto all’articolo 3 della Costituzione e che offra «un facile escamotage per quegli operatori», con effetti sulla concorrenza (articolo 41 della Costituzione).
Che cosa significa in pratica
La legge sulle locazioni commerciali riconosce in certi casi al conduttore il diritto di essere preferito se l’immobile viene venduto o locato (prelazione e riscatto). La norma sulle telecomunicazioni non lo prevede quando l’operatore ottiene non una locazione ma un diritto reale minore. La Corte costituzionale dovrà ora dire se questa differenza è legittima. Fino ad allora la norma resta in vigore.
Domande frequenti
La norma è già stata dichiarata incostituzionale?
No: la Cassazione ha solo sollevato la questione.
Riguarda ogni antenna sul tetto di un condominio?
La nostra scheda non lo afferma: l’ordinanza riguarda gli atti con cui si concedono immobili per impianti di comunicazione elettronica; per il caso concreto servono il contratto e una verifica.
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Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.
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Come può seguirti l’avv. Fiorentino
Se hai un contratto per un impianto di comunicazione sul tuo immobile, due consigli pratici:
- Controlla di che tipo di atto si tratta: una locazione o la concessione di un diritto reale minore, come usufrutto o superficie. L’articolo spiega che la differenza può cambiare i diritti di chi ha un rapporto con l’immobile.
- Tieni a portata di mano il contratto e gli atti collegati: servono per capire il tuo caso. La questione è solo posta alla Corte costituzionale e la norma, per ora, resta in vigore.
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