- Se qualcuno scrive di dovere una somma, chi vanta il credito non deve più provare il rapporto di base.
- Spetta al debitore provare che il debito non esiste.
- Il riconoscimento di debito interrompe la prescrizione.
- Messaggi e email possono bastare, se chiari e riferibili a chi li ha scritti.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Cosa dice la legge
L’articolo 1988 del codice civile dice che la promessa di pagamento o la ricognizione di un debito dispensa colui a favore del quale è fatta dall’onere di provare il rapporto fondamentale. Il rapporto si presume fino a prova contraria.
In pratica, se qualcuno scrive « ti devo 5.000 euro», chi riceve il biglietto può chiedere la somma senza dimostrare ogni passaggio del prestito.
Cosa conta
Servono parole chiare di impegno o riconoscimento, attribuibili a chi le ha scritte. Meglio se c’è importo, data e firma. Un messaggio vago come « ti sistemo presto» non basta.
Email, PEC e messaggi possono valere se è provata la provenienza.
Prescrizione
Il riconoscimento di debito interrompe la prescrizione (art. 2944 c.c.): il termine ricomincia da capo. Questo vale anche se il debitore ammette il debito in una risposta a un sollecito.
Conserva i messaggi originali e l’indirizzo del mittente.
Come usarlo
Con un riconoscimento scritto, spesso puoi chiedere un decreto ingiuntivo. Il debitore può opporsi provando la mancanza di causa o l’invalidità del rapporto.
Se sei tu il debitore, firma solo dopo aver controllato l’importo: un riconoscimento è difficile da ritirare.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un artigiano di Napoli ha prestato soldi a un conoscente senza contratto. Il conoscente gli scrive su WhatsApp: «Ti ridò i 3.000 euro a fine mese». Passano i mesi e non paga.
La soluzione migliore per te
- Se sei creditore: salva il messaggio, fai una copia con data e invia un sollecito.
- Poi: valuta il decreto ingiuntivo con il messaggio come prova.
- Se sei debitore: non ammettere importi che non sai di dovere.
Cosa fare subito: Salva la conversazione con data e numero e invia un sollecito con PEC o raccomandata. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Valuta se il messaggio è un riconoscimento valido.
- Prepara sollecito e decreto ingiuntivo.
- Ti assiste se il debitore si oppone.
Domande frequenti
Un messaggio basta?
Può bastare, se chiaro e riferibile a chi lo ha scritto.
Devo provare il prestito?
Meno: l’onere passa al debitore.
Interrompe la prescrizione?
Sì.
Posso ritirarlo?
Difficilmente: va dimostrato che il debito non esiste.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Il primo incontro è in italiano.
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Fonti: Normattiva (c.c. artt. 1988, 2944). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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