- Se l’impresa non finisce i lavori, puoi diffidarla e poi chiedere la risoluzione e il risarcimento.
- Con sconto in fattura o cessione del credito, i rischi fiscali vanno valutati subito.
- Chiedi i documenti fiscali e tecnici: asseverazioni, SAL, fatture, cessione.
- Non pagare altre somme senza lo stato di avanzamento verificato.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Il problema tipico
Molti lavori con bonus edilizi (come il Superbonus) sono stati iniziati con sconto in fattura o cessione del credito. Poi l’impresa ha rallentato, si è fermata o è fallita, lasciando il cantiere incompiuto e il committente con rischi fiscali.
Per questo vanno distinti tre piani: il contratto di appalto, il rapporto fiscale e il condominio.
I diritti verso l’impresa
Se l’impresa è in ritardo grave o abbandona il cantiere, puoi inviare una diffida ad adempiere con un termine di almeno 15 giorni (art. 1454 c.c.) e poi chiedere la risoluzione del contratto, la restituzione degli acconti non giustificati e il risarcimento.
Chiedi sempre i SAL e la contabilità: servono a distinguere quanto è stato eseguito.
I profili fiscali
Le regole fiscali dei bonus sono cambiate più volte: il blocco della cessione, i controlli sui crediti e le responsabilità del committente variano nel tempo. Non decidere da solo: chiedi un parere al commercialista e verifica con l’Agenzia delle Entrate.
Conserva asseverazioni, comunicazioni e fatture: servono per difenderti nei controlli.
Se l’impresa fallisce
Se l’impresa è in liquidazione giudiziale, il contratto è regolato dalle norme sulle procedure concorsuali: puoi insinuare il tuo credito e valutare la prosecuzione dei lavori con un’altra ditta.
Per i danni, guarda anche alle garanzie date (fideiussioni, polizze).
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Una famiglia di Napoli fa i lavori con sconto in fattura al 110%. L’impresa si ferma al 40% e non risponde. Il condominio ha già approvato l’intervento.
La soluzione migliore per te
- Subito: richiedi SAL, contabilità e fatture all’impresa e all’amministratore.
- Poi: diffida ad adempiere e, se tace, risoluzione.
- Per il fisco: parere del commercialista prima di altre mosse.
Cosa fare subito: Raccogli contratti, fatture, SAL e comunicazioni fiscali e invia la diffida. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Legge il contratto e la documentazione fiscale e indica i rischi.
- Prepara diffida, risoluzione e richiesta di danni.
- Coordina con il commercialista e, se serve, con il condominio.
Domande frequenti
Posso chiedere indietro gli acconti?
Sì, per la parte non giustificata dai lavori eseguiti.
Il bonus è perso?
Dipende dalle regole fiscali e dai documenti. Serve un parere fiscale.
L’impresa è fallita: cosa faccio?
Insinui il credito e valuta chi finisce i lavori.
Posso cambiare impresa?
Sì, dopo aver risolto il contratto correttamente.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Il primo incontro è in italiano.
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Fonti: Normattiva (c.c. artt. 1453, 1454; d.l. 34/2020), Agenzia delle Entrate. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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