- La riduzione può essere chiesta anche contro un altro legittimario che ha ricevuto più della propria quota riservata.
- Il convenuto che è a sua volta legittimario può tenere la propria quota riservata: la riduzione colpisce solo l’eccedenza.
- Così il coniuge istituito erede universale non perde la propria quota riservata.
Aggiornato il 19 ottobre 2026.
Il caso più comune
Il testamento nomina il coniuge erede universale e lascia fuori un figlio. Il figlio è un legittimario e il coniuge anche: la legge riserva una quota a entrambi (art. 536 c.c.). Il figlio può chiedere la riduzione della disposizione a favore del coniuge, ma solo nei limiti in cui quel lascito supera ciò che spettava al coniuge come legittimario.
Cosa può difendere il convenuto
Se il convenuto è anch’egli un legittimario, ha diritto a tenere la sua quota riservata. La riduzione colpisce quindi l’eccedenza, non la quota che la legge gli garantisce. Vale anche quando l’eccedenza non basta a reintegrare tutta la legittima di chi agisce.
Il peso della casa di famiglia
Quando c’è un coniuge, c’è spesso anche il suo diritto di abitazione sulla casa familiare. Vedi la guida su eredità e casa di famiglia.
Casi frequenti
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Caso 1. Moglie erede universale, figlio dimenticato. Un uomo, con un secondo matrimonio, lascia tutto alla moglie. Il figlio del primo matrimonio, escluso, vuole chiedere la riduzione. La moglie risponde di essere anch’ella legittimaria. Il punto da calcolare è quanto del lascito superi la quota riservata alla moglie e il suo diritto di abitazione: solo su quell’eccedenza può incidere la riduzione.
Caso 2. Il fratello con la sua parte già pagata. Tre fratelli. Uno, escluso dal testamento, vuole chiedere la riduzione contro la sorella che ha ricevuto tutto. La sorella fa notare che, con ciò che ha avuto, supera di poco la sua quota riservata. Se il conto lo conferma, la riduzione può colpire solo quel poco: il resto resta suo.
La soluzione migliore per te
- Se sei il legittimario escluso: fai il conto della quota riservata di tutti, anche di chi sarà convenuto. Di solito conviene presentare una proposta di accordo che tenga conto delle quote di tutti, prima di agire.
- Se sei il coniuge o il figlio convenuto: verifica quanto hai ricevuto oltre la tua quota riservata: è l’unico margine su cui si può incidere.
- Se la casa di famiglia è in gioco: tieni conto dell’abitazione del coniuge prima di scegliere la strada.
Cosa fare subito: raccogli il testamento, l’elenco dei beni e il certificato di matrimonio. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Calcola la quota riservata di ciascun legittimario, coniuge compreso.
- Ti dice quanto della riduzione può davvero spettarti.
- Cura la trattativa in famiglia, la mediazione e la causa.
Domande frequenti
Il coniuge può essere ridotto come un estraneo?
No: se è legittimario, conserva la sua quota riservata.
Il convenuto deve difendersi con una domanda apposita?
Conviene comunque presentare un conto chiaro della propria quota riservata e di quanto ha ricevuto: è la difesa più solida.
Cosa succede ai figli del primo matrimonio?
Sono legittimari come gli altri. Vedi la guida su eredità, figli e nuovo coniuge.
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Fonti: Normattiva, Codice civile artt. 536, 553-557. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e controllato dall’autore.
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