- Chi chiede la riduzione deve contare, nella propria quota riservata, quello che ha già ricevuto dal defunto con donazioni o legati (art. 564 c.c.).
- Questo conto si chiama imputazione: serve a capire se la lesione c’è davvero.
- Una donazione ricevuta in vita può quindi ridurre o azzerare la tua pretesa.
Aggiornato il 19 ottobre 2026.
Cos’è l’imputazione
La legge dice che il legittimario deve imputare alla propria quota quanto ha ricevuto dal defunto in virtù di donazioni o di legati (art. 553 e art. 564 c.c.). In pratica: se tuo padre ti ha donato un immobile, quel valore conta come già pagato sulla tua quota.
A cosa serve nella causa
L’imputazione non è un ostacolo burocratico: è un passaggio del calcolo che serve a verificare se c’è lesione. Conviene farla prima di agire, perché può mostrare che la pretesa non c’è o è più piccola di quanto si pensava.
Cosa conta come “già ricevuto”
- Le donazioni dirette fatte dal defunto a te.
- I legati che il testamento ti ha lasciato.
- Le liberalità fatte in modo indiretto, se sono vere liberalità (art. 809 c.c.): per esempio il prezzo di una casa pagato da un genitore. Vedi la guida sulle donazioni indirette.
Casi frequenti
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Caso 1. Il figlio che ha avuto la casa in vita. Due fratelli. A uno il padre ha donato la casa al mare. Alla morte, il testamento lascia tutto il resto all’altro. Il primo fratello si dice leso. Ma se la casa che ha ricevuto vale già quanto la sua quota riservata, la sua pretesa si azzera: ha già avuto la sua parte.
Caso 2. Il legato che sembra poco. Una madre lascia a una figlia un appartamento come legato e il resto al figlio maggiore. La figlia pensa di essere stata trattata male. Si fa il conto: l’appartamento, sommato alle donazioni che aveva già avuto, è pari o superiore alla sua quota. La causa sarebbe stata un errore.
La soluzione migliore per te
- Se sei il legittimario: prima di avviare qualunque azione, elenca tutto ciò che hai avuto dal defunto, con date e valori. Di solito conviene chiudere la questione con un calcolo prima ancora della mediazione.
- Se sei il beneficiario del testamento: raccogli la prova delle donazioni che l’altro ha già avuto: può essere la tua miglior difesa.
- Se hai dubbi sul valore dei beni: una stima tecnica fatta presto evita discussioni lunghe.
Cosa fare subito: raccogli atti di donazione, testamento e stime. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Elenca con te tutto ciò che hai ricevuto e fa il conto dell’imputazione.
- Ti dice se conviene agire o chiudere con un accordo.
- Ti segue nella mediazione e, se serve, in causa.
Domande frequenti
L’imputazione è la stessa cosa della collazione?
No. L’imputazione serve a calcolare la lesione della legittima; la collazione riguarda la divisione tra i discendenti. Hanno regole diverse.
Devo imputare anche i legati?
Sì, donazioni e legati ricevuti dal defunto contano nella tua quota (art. 564 c.c.).
Cosa succede se non agisco con beneficio d’inventario?
Vedi la guida su azione di riduzione e beneficio d’inventario.
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Fonti: Normattiva, Codice civile artt. 553, 564, 809. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e controllato dall’autore.
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