Chi invia un bonifico a un IBAN sbagliato può, di regola, recuperare la somma da chi l’ha ricevuta senza titolo. La banca, invece, risponde solo in casi specifici. Dal 9 ottobre 2025 è obbligatoria la verifica del beneficiario, che ha cambiato in modo rilevante il quadro delle responsabilità.
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Per un errore di digitazione la via principale è la restituzione da parte di chi ha ricevuto la somma. Nelle truffe contano i controlli fatti dalle banche, l’esito della verifica del beneficiario e la diligenza delle parti: ogni situazione va valutata sui documenti.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
La regola: conta l'IBAN
L’art. 24 del d.lgs. 11/2010 prevede che il bonifico eseguito in conformità all’identificativo unico (l’IBAN) si considera eseguito correttamente. Se l’IBAN indicato dal cliente è inesatto, la banca non risponde della mancata esecuzione o dell’esecuzione errata. Deve però compiere sforzi ragionevoli per recuperare i fondi e fornire al pagatore le informazioni utili per agire contro chi li ha ricevuti.
Chi ha ricevuto la somma deve restituirla?
Sì. Chi riceve un pagamento non dovuto è tenuto a restituirlo (ripetizione dell’indebito, art. 2033 c.c.). Con l’ordinanza n. 17415 del 2024 la Cassazione ha chiarito due punti:
- quando la disciplina dell’art. 24 non è applicabile, perché il beneficiario indicato non ha un conto presso la banca che ha ricevuto i fondi, la banca risponde secondo le regole generali e deve provare di aver usato tutte le cautele per evitare lo scambio di persona;
- la banca non può opporre la privacy per rifiutare i dati di chi ha incassato: il diritto di difesa di chi deve recuperare la somma prevale sulla riservatezza.
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Richiedi una consulenzaLa truffa dell'IBAN modificato
È lo schema in cui un truffatore si inserisce in uno scambio di email con un fornitore e comunica un “nuovo IBAN”. I profili da esaminare sono diversi:
la banca che riceve i fondi
il fornitore con l'email violata
il pagatore
Cosa cambia con la verifica del beneficiario
Il regolamento UE 2024/886 obbliga le banche dell’area euro, dal 9 ottobre 2025, a verificare prima dell’invio la corrispondenza tra IBAN e nome del beneficiario, sia per i bonifici ordinari sia per quelli istantanei. Il cliente riceve un esito: corrispondenza, corrispondenza parziale, nessuna corrispondenza o verifica non possibile. Se procede nonostante l’avviso, ne sopporta di regola le conseguenze. Se invece la banca non ha offerto il servizio, il pagatore non può essere ritenuto responsabile. A livello europeo è inoltre in corso l’iter del nuovo regolamento sui servizi di pagamento, non ancora applicabile, che dovrebbe rafforzare le tutele contro le frodi.
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Domande frequenti
DChi ha ricevuto la somma deve restituirla?
RSì. Chi riceve un pagamento non dovuto è tenuto a restituirlo (ripetizione dell'indebito, art. 2033 c.c.). Con l'ordinanza n. 17415 del 2024 la Cassazione ha chiarito due punti: quando la disciplina dell'art. 24 non è applicabile, perché il beneficiario indicato non ha un conto presso la banca che ha ricevuto i fondi, la banca risponde secondo le regole generali e deve provare di aver usato tutte le cautele per evitare lo scambio di persona; la banca non può opporre la privacy per rifiutare i dati di chi ha incassato: il diritto di difesa di chi deve recuperare la somma prevale sulla riservatezza.
DIn breve, cosa bisogna sapere su: bonifico su iban sbagliato o truffa dell'iban modificato?
RPer un errore di digitazione la via principale è la restituzione da parte di chi ha ricevuto la somma. Nelle truffe contano i controlli fatti dalle banche, l'esito della verifica del beneficiario e la diligenza delle parti: ogni situazione va valutata sui documenti.
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In sintesi
Per un errore di digitazione la via principale è la restituzione da parte di chi ha ricevuto la somma. Nelle truffe contano i controlli fatti dalle banche, l’esito della verifica del beneficiario e la diligenza delle parti: ogni situazione va valutata sui documenti.
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Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.