- La denuncia punisce il colpevole. Per riavere i soldi serve spesso anche una causa civile.
- Il fondamento è l’art. 2043 c.c.: chi causa un danno ingiusto deve risarcirlo.
- Prove e tempi contano più di tutto: salva subito ogni documento.
- Nessuno può garantire il recupero: dipende da chi si riesce a individuare e dai beni che ha.
Aggiornato il 27 ottobre 2026.
Penale e civile: due strade diverse
La denuncia serve a perseguire chi ha ingannato. Questa guida non tratta il processo penale. Parla dell’altra strada: la causa civile per ottenere il risarcimento dei soldi persi.
Le due strade possono andare avanti insieme. La scelta di come muoversi dipende dai documenti e da chi si può chiamare in causa.
Cosa dice la legge
L’art. 2043 del Codice civile dice che qualunque fatto doloso o colposo, che causa ad altri un danno ingiusto, obbliga chi lo ha commesso a risarcire il danno.
Per calcolare la somma si usano gli artt. 1223, 1226 e 1227 richiamati dall’art. 2056. Il danno comprende la perdita subita e il mancato guadagno, se sono conseguenza immediata e diretta del fatto. Se non si prova la cifra esatta, la liquida il giudice in via equitativa. Se chi subisce il danno ha concorso con una sua colpa, il risarcimento si riduce. Non spetta per i danni che si potevano evitare con l’ordinaria diligenza.
Chi si può chiamare in causa
- Chi ha gestito il sito o la piattaforma, se è identificabile.
- Chi ha ricevuto i soldi, cioè il titolare del conto di destinazione.
- Altri soggetti che hanno agevolato la truffa, quando i fatti lo mostrano. Per esempio un intermediario che ha operato senza autorizzazione.
Capire chi ha davvero ricevuto il denaro è spesso il primo problema. Per questo la raccolta dei documenti dei bonifici viene prima di tutto.
Se il colpevole non ha beni o è all’estero
Una sentenza favorevole serve poco se non si trova nessun patrimonio da aggredire. Per questo, prima di iniziare, si valuta chi è raggiungibile e dove. Dopo una sentenza o un altro titolo esecutivo, l’art. 492-bis c.p.c. permette all’ufficiale giudiziario di cercare i beni del debitore con modalità telematiche, su istanza del creditore.
Prove da conservare
- Schermate del sito, delle chat e delle email.
- Contratti, moduli e promesse di rendimento.
- Ricevute dei bonifici e estratti conto, con date e importi.
- Nomi, numeri e indirizzi dei contatti.
Domande frequenti
Posso fare causa civile prima della fine del processo penale?
In molti casi sì: sono strade distinte. Quando e come conviene farlo si valuta sul singolo caso.
Il giudice mi darà tutta la somma persa?
Non c’è garanzia. L’art. 1227 c.c. riduce il risarcimento se hai contribuito al danno con una tua colpa. Conta anche la prova di ogni cifra.
Se il truffatore è sconosciuto, posso agire lo stesso?
Prima bisogna identificarlo, per esempio dai conti su cui sono andati i soldi. Senza un destinatario individuato la causa non può partire.
Quanto tempo ho?
Dipende dal tipo di azione. Per questo conviene non aspettare: ogni mese in più rende più difficile trovare i soldi.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza.
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Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Fonti ufficiali lette il 26 ottobre 2026: Codice civile (artt. 1223, 1226, 1227, 2043, 2056) e codice di procedura civile (art. 492-bis) su Normattiva. Contenuto informativo, non costituisce parere legale. Testo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Contattare subito la banca per bloccare o richiamare il bonifico.
- Denunciare e segnalare alla Consob, se c’entra un investimento.
- Avviare un’azione civile contro chi ha incassato o ha reso possibile la truffa.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene fare tutto in parallelo, partendo dalla banca: il tempo è decisivo. La causa civile ha senso quando c’è un destinatario raggiungibile e documenti chiari. Prima di avviarla si valuta anche se ci sono beni da aggredire.
Cosa fare subito
- Non versare altro denaro.
- Salva ogni prova.
- Fatti consigliare prima di firmare qualunque “accordo di recupero”.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Metti in ordine una cronologia con date, importi e conti di destinazione.
- Fai una copia dei documenti prima di segnalare o cancellare account.
- Non pagare chi promette di recuperare i soldi in cambio di anticipi.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online. Prima dell’incarico ricevi un preventivo scritto. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.