Caso frequente: una parafarmacia riceve un decreto ingiuntivo per una somma rilevante; il titolare sostiene che parte delle forniture non è mai stata consegnata.
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
In 30 secondi
- Il termine per opporsi è di 40 giorni dalla notifica (art. 641 c.p.c.): va contato subito.
- Se non ci si oppone, il decreto diventa definitivo e si può essere pignorati.
- Contano ordini, bolle di consegna, estratti conto e contabilità interna.
Che cosa guardare
Nel ricorso si controllano documenti allegati, importi, note di credito, resi, pagamenti e interessi. Accanto alla difesa può aprirsi una trattativa: un piano di pagamento scritto va letto con attenzione, perché la ricognizione di debito (art. 1988 c.c.) ha effetti propri.
Domande frequenti
Posso opporre solo una parte? Sì, si può contestare una parte del credito.
Se non faccio nulla? Il decreto diventa definitivo ed è possibile il pignoramento.
Un problema che capita spesso; senza valore di parere. Testo redatto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- L’opposizione al decreto ingiuntivo entro 40 giorni dalla notifica, anche solo su una parte del credito.
- Una trattativa accanto alla difesa, con un piano di pagamento scritto.
- Non fare nulla: il decreto diventa definitivo ed è possibile il pignoramento.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Il testo indica un punto fermo: il termine di 40 giorni va contato subito, perché restare fermi porta al decreto definitivo. Una trattativa può affiancare la difesa, ma un piano di pagamento scritto va letto con attenzione, perché la ricognizione di debito (art. 1988 c.c.) ha effetti propri. Se contesti solo una parte delle forniture, puoi opporre solo quella parte.
Cosa fare subito
- Segna la data di notifica e conta i 40 giorni.
- Raccogli ordini, bolle di consegna, estratti conto e contabilità interna.
- Controlla importi, note di credito, resi, pagamenti e interessi indicati nel ricorso.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Non firmare un piano di pagamento senza averlo fatto leggere: può valere come riconoscimento del debito.
- Confronta le consegne registrate con quelle realmente ricevute, voce per voce.
- Conserva il decreto, la busta e la relata di notifica: servono a verificare il termine.
Lo studio lavora anche a distanza, con documenti inviati online. Il preventivo è scritto e arriva prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.