- La donazione di un immobile al coniuge si fa con atto pubblico dal notaio e davanti a due testimoni.
- Se poi ci si separa, la donazione non si annulla: la casa resta all’altro coniuge, salvo casi particolari.
- Prima di donare, controlla debiti, ipoteca e diritti dei figli.
Pubblicato il 12 ottobre 2026.
Come si fa e quanto costa
La donazione di un immobile richiede atto pubblico con due testimoni (art. 782 c.c.). Per le imposte, di regola tra coniugi si applica l’imposta di donazione con una franchigia molto alta; vanno poi le imposte ipotecaria e catastale, in misura fissa. Gli importi e le novità sull’imposta di successione e donazione previste dal 2027 vanno verificati con il notaio sulla fonte ufficiale (Agenzia delle Entrate) il giorno dell’atto.
Cosa succede se ci si separa
Una donazione è definitiva. Se la coppia si separa o divorzia, chi ha donato non può riprendersi la casa solo per questo. Esistono rimedi solo in casi specifici, come l’ingratitudine o la lesione dei diritti dei figli legittimari. Per questo, prima di donare, conviene chiedersi se la coppia è stabile e se non è meglio un altro strumento, come un testamento o la cointestazione con quote.
Attenzione a debiti e figli
Se hai debiti, la donazione può essere attaccata dai creditori con l’azione revocatoria. Se hai figli, specie di un precedente matrimonio, la donazione può essere ridotta dopo la tua morte se lede la loro quota di legittima. Sono i due rischi più frequenti.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un marito intesta la casa alla moglie perché fa l’imprenditore e vuole tranquillizzare la famiglia. Due anni dopo l’azienda ha problemi con la banca. I creditori contestano la donazione, perché è avvenuta quando i debiti già c’erano. La tutela è più forte quando la donazione è precedente ai debiti e non è fatta per sottrarre beni.
La soluzione migliore per te
- Se vuoi tutelare il coniuge senza perdere la casa: spesso conviene un testamento o un diritto di abitazione, più reversibile di una donazione.
- Se hai debiti o fai impresa: conviene non donare ora e guardare prima strumenti come il fondo patrimoniale, con le cautele del caso.
- Se vuoi donare comunque: fai prima un controllo ipotecario, valuta i figli e metti nell’atto tutte le clausole necessarie, con il notaio.
Cosa fare subito: Chiedi la visura ipotecaria e catastale della casa e fai un elenco di debiti, mutui e figli, poi parlane con un avvocato prima del notaio. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Verifica se la donazione è la strada giusta o se ne esiste una più prudente.
- Controlla i rischi con creditori e figli.
- Coordina l’atto con il notaio di tua fiducia, lasciandoti libera scelta.
Domande frequenti
Posso farmi restituire la casa donata se ci separiamo?
In generale no. La donazione resta valida. Si può agire solo in casi particolari, da valutare con un avvocato.
È meglio donare o fare testamento?
Dipende. Il testamento è revocabile, la donazione no. Nella famiglia con figli di primo matrimonio il testamento è spesso più prudente.
Servono sempre due testimoni?
Sì, la donazione richiede atto pubblico con due testimoni.
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Fonti: Agenzia delle Entrate, Normattiva. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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