- Le Sezioni Unite (sentenza 5 novembre 2021, n. 32198) hanno deciso che la stabile convivenza dell’ex con un nuovo compagno non cancella in automatico l’assegno.
- Può venir meno la parte che serve al sostentamento, mentre resta la parte che compensa i sacrifici fatti per la famiglia.
- Chi vuole ridurre l’assegno deve provare che la convivenza è stabile e fondata su un progetto di vita comune.
Pubblicato il 12 ottobre 2026.
Cosa hanno deciso le Sezioni Unite
Con la sentenza n. 32198 del 5 novembre 2021 le Sezioni Unite hanno chiarito che, se l’ex coniuge instaura una stabile convivenza di fatto con un’altra persona, il diritto all’assegno divorzile già riconosciuto non sparisce del tutto. Viene meno la parte con funzione assistenziale, perché il nuovo compagno contribuisce al mantenimento. Resta la parte compensativa, che riconosce i sacrifici di carriera fatti durante il matrimonio.
Quando si parla di stabile convivenza
Non basta una relazione o qualche notte insieme. Servono stabilità e un progetto di vita comune: residenza, spese in comune, durata nel tempo. Chi paga l’assegno deve provare questi elementi, ad esempio con certificati di residenza, foto, testimoni e accertamenti.
Cosa si può chiedere al giudice
Chi paga può chiedere la riduzione o la revoca dell’assegno per fatti nuovi. Chi lo riceve può difenderlo mostrando i sacrifici fatti per la famiglia. In ogni caso l’assegno non cambia da solo: serve un accordo o una decisione del giudice, e fino ad allora si continua a pagare.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un ex marito scopre che l’ex moglie vive da due anni con un nuovo compagno e smette di pagare l’assegno. Lei lo porta in giudizio per il mancato pagamento. Il giudice guarda se la convivenza è stabile e quanto l’assegno serviva a compensare gli anni dedicati alla famiglia. Smettere di pagare di propria iniziativa è rischioso.
La soluzione migliore per te
- Se paghi l’assegno: di solito conviene non sospendere i pagamenti, raccogliere prove della convivenza e chiedere al giudice la modifica.
- Se lo ricevi: conserva i documenti dei sacrifici di lavoro fatti in famiglia e valuta con un avvocato la risposta alla richiesta.
- Se c’è accordo: un nuovo accordo scritto dal notaio o in negoziazione assistita evita una causa lunga.
Cosa fare subito: Non interrompere i pagamenti. Raccogli certificati di residenza e documenti sulla convivenza e sui sacrifici di carriera. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Valuta se la convivenza è provabile come stabile e cosa cambia sull’assegno.
- Prepara la richiesta di modifica o la difesa.
- Cerca un accordo con l’altra parte quando possibile.
Domande frequenti
Se l’ex si risposa perde l’assegno?
Sì, il nuovo matrimonio fa cessare l’obbligo (art. 5 legge 898/1970). Per la semplice convivenza vale la regola delle Sezioni Unite.
Posso smettere di pagare?
No, senza una decisione o un accordo rischi di essere in torto.
Come provo la convivenza?
Con certificati di residenza, utenze, foto, testimoni e, se serve, un investigatore autorizzato.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Il primo incontro è in italiano.
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Fonti: Normattiva, Corte di Cassazione. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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