- L’assegno stabilito in separazione o divorzio si può modificare solo se cambiano in modo importante le circostanze.
- Esempi: perdita del lavoro, nuova famiglia, cambio di reddito, figli che diventano autonomi.
- Fino alla decisione o all’accordo si continua a pagare quanto stabilito.
Pubblicato il 12 ottobre 2026.
Quando si può chiedere
I provvedimenti su assegno e figli possono essere modificati quando sopravvengono fatti nuovi che cambiano la situazione. Nel divorzio la legge parla di giustificati motivi sopravvenuti (art. 9 legge 898/1970). Per la separazione, dopo la riforma Cartabia, è previsto uno strumento di modifica nel codice di procedura civile (art. 473-bis.29 c.p.c.).
Cosa si deve provare
Chi chiede la modifica deve dimostrare che la situazione è cambiata davvero e in modo stabile: buste paga, dichiarazioni dei redditi, certificati medici, contratti. Il giudice guarda il confronto tra la situazione di prima e quella di oggi. Un calo temporaneo di stipendio spesso non basta.
Come si fa e cosa succede nel frattempo
Si può trovare un nuovo accordo, anche con la negoziazione assistita, oppure presentare ricorso. Fino a quando il giudice non decide, l’assegno resta dovuto nella misura precedente. Smettere di pagare può portare al pignoramento e anche a conseguenze penali.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un padre perde il lavoro e non riesce più a pagare l’assegno stabilito. Smette di versare. L’ex coniuge chiede il pagamento con il precetto. Se avesse subito presentato la richiesta di modifica con i documenti sulla perdita del lavoro, avrebbe avuto più possibilità di ottenere una riduzione.
La soluzione migliore per te
- Se non riesci più a pagare: di solito conviene proporre subito un accordo scritto e, se non arriva, depositare il ricorso per la modifica, continuando a pagare quanto puoi.
- Se ricevi un assegno che l’altro vuole ridurre: raccogli le prove delle tue spese e dei tuoi redditi e valuta un accordo che eviti una causa lunga.
- Se la situazione è cambiata in meglio: anche chi riceve può chiedere un aumento, con le stesse prove.
Cosa fare subito: Metti insieme sentenza o accordo, buste paga degli ultimi anni e prove del cambiamento, e non smettere di pagare senza un’autorizzazione. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Valuta se i fatti nuovi bastano per chiedere la modifica.
- Prepara il ricorso o la proposta di accordo con le prove giuste.
- Ti difende se l’altra parte agisce per il pagamento.
Domande frequenti
Posso ridurre l’assegno da solo?
No. Serve un accordo o una decisione del giudice.
Perdere il lavoro basta?
Può bastare se è stabile e se provi di aver cercato un nuovo impiego.
Cosa rischio se non pago?
Precetto, pignoramento e, nei casi previsti, conseguenze penali.
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Fonti: Normattiva, Corte di Cassazione. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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